{"id":1463,"date":"2020-10-27T19:04:21","date_gmt":"2020-10-27T18:04:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=1463"},"modified":"2020-10-27T19:26:53","modified_gmt":"2020-10-27T18:26:53","slug":"valencia-la-virtuosa-dove-il-covid-non-ha-vinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2020\/10\/27\/valencia-la-virtuosa-dove-il-covid-non-ha-vinto\/","title":{"rendered":"Valencia la virtuosa dove il Covid non ha vinto"},"content":{"rendered":"Mentre il Governo di Spagna annuncia il secondo &#8220;stato d&#8217;emergenza nazionale&#8221;, dopo &#8220;l&#8217;emergenza sanitaria&#8221; a causa dell&#8217;impennata di contagi di Covid-19, ci sono alcune regioni iberiche dove la pandemia ha colpito di meno. Comunit\u00e0 che hanno chiuso molto prima di altre regioni, citt\u00e0 che hanno stretto i denti, sacrificando e abbassando la linea dei contagi fino al 20 per cento. Tra queste regioni, il caso pi\u00f9 interessante viene dalla Comunit\u00e0 Valenciana. A Valencia la pandemia ha colpito duro in primavera, con numeri di contagi e di decessi molto simili a quelli registrati a Barcellona e a Madrid. Tuttavia la citt\u00e0 della Coppa America, ha saputo sacrificarsi, prima di altre, chiudendosi in una lunga quarantena lunga tutta l&#8217;estate. Ne ho parlato con <strong>Luca Vaccari<\/strong>, consulente per lo <strong>Studio Legale di Ana Fernandez Gil di Valencia<\/strong>, uno dei <strong>massimi esperti italiani in Spagna di strategie aziendali<\/strong> per gli imprenditori che vogliono aprire una filiale delle loro societ\u00e0 nella terra del Cervantes.<br \/>&#8220;Ha sicuramente aiutato avere un lockdown costante, rispettato e prima di altre citt\u00e0&#8221;, spiega Luca Vaccari, via Skype dal suo studio di Valencia. &#8220;Abbiamo avuto, come in tutta la Spagna, un massiccio crollo della presenza di turisti stranieri, in una regione tra la Costa Blanca e la Costa del Sol, che contribuisce a quel 18 per cento che compone il Pil nazionale nel settore del turismo. Il calo \u00e8 stato repentino e spaventoso e ha contribuito a mandare in negativo il Pil nazionale per molti anni. D&#8217;altra parte, sembra che chiudere tutto, sensibilizzare i valenciani a non muoversi inutilmente, limitando la loro mobilit\u00e0, a sacrificare la loro estate, le loro ferie, sia servito. I dati sulla seconda ondata non spaventano pi\u00f9 come in Catalogna o nella Comunit\u00e0 di Madrid. Ma voglio anche aggiungere che <strong>continuando a tenere chiuse le attivit\u00e0 commerciali<\/strong>, si continua a danneggiare il tessuto economico della regione, innescando un meccanismo che colpisce tutti&#8221;. \r\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/10\/Luca.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/10\/Luca-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1466\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/10\/Luca-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/10\/Luca-768x576.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/10\/Luca.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\r\n<strong>\u00c8 il solito dilemma: la salute della popolazione o la salute<\/strong> dell&#8217;economia nazionale? &#8220;Credo che il Governo avesse le possibilit\u00e0 di salvaguardare salute ed economia, iniziando dal responsabilizzare gli spagnoli, non con la paure di multe e condanne penali, ma con una comunicazione pi\u00f9 diretta. Poi, per i commercianti, si doveva fare di pi\u00f9 a livello di sostegni economici, come si sta facendo in Italia: il premier Conte ha parlato di aiuti fino al 200 per cento&#8230;questo non avviene in Spagna, dove si \u00e8 giocato molto sulla cassa integrazione per i dipendenti dei settori <strong>alberghiero e ristorazione e di forti sgravi fiscali<\/strong> per i gestori di bar, ristoranti, hotel, cinema e palestre&#8221;. Da questo punto di vista, quindi, sembra che il Primo Ministro spagnolo S\u00e1nchez e il suo esecutivo non abbia, questa volta, seguito le politiche Covid italiane, copiate in passato. &#8220;Sicuramente Madrid sta lavorando per trovare aiuti economici a tutti gli imprenditori e i lavoratori fortemente danneggiati dalla pandemia, lo si intuisce leggendo le notizie sulla prossima manovra fiscale 2021\/2022 che \u00e8 in preparazione: il Governo vuole aumentare l&#8217;Irpef a coloro che guadagnano di pi\u00f9, in modo da avere pi\u00f9 risorse economiche da convogliare nelle casse degli imprenditori. <strong>Qui lo Stato non ha dato 30 mila euro in prestito<\/strong>, con tassi bassi e agevolazioni di rimborso. E nemmeno <strong>migliaia di euro a fondo perso, come ha fatto Roma<\/strong>. Punter\u00e0 sull&#8217;aumento delle tasse e pescher\u00e0 dagli aiuti economici che Bruxelles ha disposto per la Spagna&#8221;. Signor Vaccari lei da quasi vent&#8217;anni aiuta le aziende italiane ad aprire una filiale in Spagna e misurarsi con la <strong>sua economia e con il suo vivace mercato nazionale<\/strong>. Perch\u00e9 un imprenditore italiano dovrebbe fare questo passo? &#8220;L&#8217;economia spagnola, come \u00e8 noto, ha avuto una <strong>forte accelerazione verso la fine degli anni Settanta<\/strong>. La fine della dittatura, l&#8217;ingresso nella Comunit\u00e0 Europea, grazia anche al prezioso contributo dell&#8217;Italia, le hanno permesso di ricevere sostanziali aiuti da Bruxelles (circa 400 miliardi di euro in vent&#8217;anni, ndr). Con questi aiuti la Spagna ha costruito valide infrastrutture e una rete di trasporti eccellente rispetto all&#8217;Italia. L&#8217;Altavelocit\u00e0 era in funzione dieci anni prima che in Italia, i porti di Barcelona e <strong>Valencia hanno superato per volume di merci <\/strong>e di traffico passeggeri quelli italiani. Tutto questo grazie a una politica molto attenta all&#8217;industri, agli imprenditori, alla libera iniziativa: un sistema fiscale pi\u00f9 snello, comprensibile, che non soffocava le nascenti aziende, piccole o grandi che fossero, con tasse e tributi. Da anni le aziende spagnole sono spinte ad assumere giovani a <strong>tempo indeterminato con forti tagli ai contributi<\/strong> da parte delle aziende. I giovani imprenditori sono aiutati ad aprire la <strong>loro societ\u00e0, senza richiedere pesanti depositi<\/strong>, versamenti e tasse. Come fa un gruppo di giovani a tirare <strong>fuori 10-15 mila euro da lasciare<\/strong> in deposito come capitale fiscale, dopo che hanno affittato l&#8217;immobile, pagato il notato, <strong>comprato le macchine, assumi i dipendenti<\/strong>&#8230;sono cose che contano molto. Gli imprenditori italiani qui in Spagna, e in particolare a Valencia, hanno trovate un clima fiscale perfetto, oltre a un bel clima con 350 giorni di sole&#8230;&#8221;. <strong>Per approfondire https:\/\/italian-business.eu; www.lucavaccaricom<\/strong>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mentre il Governo di Spagna annuncia il secondo &#8220;stato d&#8217;emergenza nazionale&#8221;, dopo &#8220;l&#8217;emergenza sanitaria&#8221; a causa dell&#8217;impennata di contagi di Covid-19, ci sono alcune regioni iberiche dove la pandemia ha colpito di meno. Comunit\u00e0 che hanno chiuso molto prima di altre regioni, citt\u00e0 che hanno stretto i denti, sacrificando e abbassando la linea dei contagi fino al 20 per cento. Tra queste regioni, il caso pi\u00f9 interessante viene dalla Comunit\u00e0 Valenciana. A Valencia la pandemia ha colpito duro in primavera, con numeri di contagi e di decessi molto simili a quelli registrati a Barcellona e a Madrid. 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