{"id":152,"date":"2018-12-20T00:53:33","date_gmt":"2018-12-19T23:53:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=152"},"modified":"2018-12-20T10:11:37","modified_gmt":"2018-12-20T09:11:37","slug":"laura-louisa-maren-e-a-antonio-vittime-della-declinazione-dellodio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2018\/12\/20\/laura-louisa-maren-e-a-antonio-vittime-della-declinazione-dellodio\/","title":{"rendered":"Laura, Louisa, Maren e Antonio, vittime della declinazione dell&#8217;odio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/12\/Avviso-Laura-Luelmo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-161\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/12\/Avviso-Laura-Luelmo-242x300.jpg\" alt=\"Avviso Laura Luelmo\" width=\"242\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/12\/Avviso-Laura-Luelmo-242x300.jpg 242w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/12\/Avviso-Laura-Luelmo.jpg 580w\" sizes=\"(max-width: 242px) 100vw, 242px\" \/><\/a>Il pomeriggio \u00e8 ancora caldo a El Campillo, paesino andaluso a cinquanta chilometri a nord-ovest di Siviglia. In questo borgo di meno di duemila anime, Laura Luelmo, 26 anni, insegnante di educazione tecnica, ha appena preso possesso di un appartamento. In lista da due anni, ha ricevuto il suo primo incarico da professoressa presso un istituto tecnico della zona. Felice per l&#8217;impiego e l&#8217;opportunit\u00e0 di lavorare, ha salutato il fidanzato e la famiglia e luned\u00ec 10 ottobre \u00e8 partita per la provincia di Huelva. Marted\u00ec pomeriggio, il giorno prima di incontrare a scuola i suoi studenti per la sua prima lezione, \u00a0Laura indossa una tuta, calza scarpe da running e va a correre\u00a0nella campagna circostante. Come molti, cos\u00ec Laura scarica la tensione e si tiene in forma. Un&#8217;ora dopo\u00a0quel momento Laura diventa un fantasma. Non fa rientro a casa, dove le valige sono ancora da svuotare. La madre chiama il suo cellulare fino a gioved\u00ec mattina, poi il telefono tace. E allora d\u00e0 l&#8217;allarme, presentando denuncia di scomparsa della figlia.<\/p>\n<p>Si pensa a un incidente, la zona dove Laura \u00e8 andata a correre \u00e8 impervia e desolata, con rocce aguzze e piccoli canyon dove \u00e8 facile cascarci dentro. Laura potrebbe\u00a0avere\u00a0inciampato, precipitando in una piega di quella terra argillosa. Potrebbe essere ferita e ancora in vita. Le ricerche scattano subito, trenta persone la cercano e passano la zona al setaccio. Nulla, poi arrivano i cani molecolari e si teme il peggio. Quattro giorni dopo la\u00a0sua scomparsa, il cadavere di Laura viene trovato nascosto nell&#8217;erba alta e secca, coperto di qualche roccia. Il corpo privo di vita\u00a0\u00a0\u00e8 seminudo e ha evidenti segni di violenza fisica. Solo gli esami autoptici diranno se \u00e8 stata anche violentata. \u00c8 evidente una grossa ferita alla fronte. Potrebbe essere la ferita di un colpo mortale alla testa. Laura potrebbe essere stata portata a una decina di chilometri dal suo percorso sportivo, violentata e uccisa. O lasciata\u00a0agonizzante in quel luogo desolato.<br \/>\nLuned\u00ec sera, poche ore dopo il ritrovamento di Laura, la Guardia Civil arresta il vicino dell&#8217;abitazione della giovane insegnante.\u00a0Tale Bernardo Montoya, gi\u00e0 condannato in passato per l&#8217;omicidio di una donna e violenza sessuale su un&#8217;altra. \u00a0Montoya ha trascorso la met\u00e0 della sua vita dietro alle sbarre, e ora sta per farci ritorno. Da un mese \u00e8 uscito di galera. Inizialmente Montoya\u00a0nega con caparbia le accuse di omicidio, ma all&#8217;alba di mercoled\u00ec, dopo una notte sotto torchio, confessa tutto. Dice di averla vista correre, di averla avvicinata e e di averle tentato violenza sessuale, poi l&#8217;ha tramortita, legata e \u00a0nascosta per tre giorni nel bagagliaio della sua auto. L\u00ec, senza cibo, acqua e con poca aria, Laura ha visto l&#8217;inferno.\u00a0Poi Montoya, il suo carnefice, recidivo a essere una persona, \u00a0l&#8217;ha portata in un luogo isolato e l&#8217;ha ucciso colpendola alla testa con un oggetto e l&#8217;ha gettata come fosse una scarpa vecchia, in un fosso.<br \/>\nLaura \u00e8 la 45esima vittima della violenza di genere del 2018. La numero 973 dal 2003, da quando il ministro degli Interni spagnolo tiene questo macabro bollettino. La storia di Laura ha colpito profondamente gli spagnoli, pi\u00f9 di ogni altro caso di femminicidio. Il Natale che arriva ha indotto gli spagnoli a sperare\u00a0fino all&#8217;ultimo per un finale felice.\u00a0\u00a0Invece le cronache hanno descritto, ora dopo ora, \u00a0questo mostro della porta accanto, venuto dal nulla. Si \u00e8 scoperto che da giorni il carnefice\u00a0la spiava, bramando qualcosa di orrendo. Laura aveva avvertito la sua presenza molesta e aveva confessato al fidanzato al telefono che quel vicino la inquietava profondamente. Il\u00a0vicino mostro gi\u00e0 vent&#8217;anni fa aveva ucciso, si era fatto quindici anni di carcere e un anno fa era ritornato in gabbia dopo avere violentato una donna. Un bastardo recidivo che meriterebbe la pena di morte, come hanno detto a denti stretti molti abitanti di El Campillo intervistati in tv. Un soggetto che non doveva essere rilasciato nella societ\u00e0 dopo un omicidio. \u00c8\u00a0dal 1978 che la pena capitale \u00e8 stata abolita in Spagna, pochi anni dopo la caduta del regime di Francisco Franco. Gli ultimi spagnoli giustiziati con la <em>garrota<\/em> nel 1974 furono l&#8217;anarchico catalano Salvador Puig i Antich e il\u00a0criminale comune Georg Michael Welzel. Poi nel 1976 furono fucilati alcuni terroristi dell&#8217;Eta e due anni dopo, con la proclamazione della repubblica di Spagna, la pena capitale fu abolita.<\/p>\n<p>Davanti al tragico epilogo di una vita cos\u00ec giovane, rubata da un criminale recidivo e ancora pi\u00f9 pericoloso di quando era in carcere, i commenti sono superflui e devono, se proprio volete, essere fatti con grande attenzione e prudenza. Laura potevamo essere noi, nostra figlia, la nostra amica o vicina di casa. Cos\u00ec come\u00a0le due turiste scandinave, la danese Louisa Vesterager Jespersen e la norvegese Maren Ueland, di 24 e 28 anni, trovate mezze decapitate sui monti Toubkal in Marocco, sembra per mano dei terroristi di al-Qaida che avrebbero girato un macabro video dell&#8217;esecuzione. E poi c&#8217;\u00e8 anche il nostro Antonio Megalizzi, anche lui vittima innocente dell&#8217;odio dell&#8217;integralismo musulmano. C&#8217;\u00e8 anche la sua tragica morte a urlare giustizia. Laura, Louisa, Maren e Antonio, accomunati nella tragedia, perch\u00e9 non bisognerebbe distinguere le morti col genere sessuale. Perch\u00e9 scrivere una lista di donne uccise dai propri compagni o dai maniaci? Perch\u00e9 contare le vittime come fossero solo dati statistici?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il pomeriggio \u00e8 ancora caldo a El Campillo, paesino andaluso a cinquanta chilometri a nord-ovest di Siviglia. In questo borgo di meno di duemila anime, Laura Luelmo, 26 anni, insegnante di educazione tecnica, ha appena preso possesso di un appartamento. In lista da due anni, ha ricevuto il suo primo incarico da professoressa presso un istituto tecnico della zona. Felice per l&#8217;impiego e l&#8217;opportunit\u00e0 di lavorare, ha salutato il fidanzato e la famiglia e luned\u00ec 10 ottobre \u00e8 partita per la provincia di Huelva. 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