{"id":1639,"date":"2021-02-19T00:57:48","date_gmt":"2021-02-18T23:57:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=1639"},"modified":"2021-02-19T01:02:18","modified_gmt":"2021-02-19T00:02:18","slug":"chi-ce-realmente-dietro-ai-violenti-di-barcellona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2021\/02\/19\/chi-ce-realmente-dietro-ai-violenti-di-barcellona\/","title":{"rendered":"Chi c&#8217;\u00e8 realmente dietro ai violenti di Barcellona?"},"content":{"rendered":"Chi c\u2019\u00e8 realmente dietro ai violenti scontri di mercoled\u00ec notte a Barcellona? Estremisti del separatismo? No Global? Black Bloc? Anarchici? Fascisti contro anti-fascisti? Estremisti unionisti? Commercianti incazzati per il lockdown?<br \/>La situazione nella capitale della Catalogna \u00e8 precipitata  tre giorni dopo le elezioni amministrative che hanno vinto l\u2019avanzata del blocco di partiti indipendentisti, ma anche l\u2019exploit dei Socialisti catalani che hanno preso il medesimo numero di seggi della Sinistra Repubblicana di catalogna (ERC) del presidente galeotto Oriol Junqueras, in carcere dal 2017 per vari reati legati agli eventi dell\u2019autunno di quattro anni fa, quando proclam\u00f2 in modo unilaterale con l\u2019allora  fuggiasco presidente catalano Carles Puigdemont, la Repubblica Indipendente di Catalogna, infischiandosene della Costituzione spagnola che non lo prevede e che ricorda che il Paese iberico \u00e8 una nazione e un unico insieme di diciassette comunit\u00e0 autonome indivisibili.<br \/>Ma veniamo ai fatti di mercoled\u00ec scorso, in cui una ventenne ha purtroppo perso l\u2019uso di un occhio a causa di quei maledetti proiettili di gomma sparati dai Mossos d\u2019Esquadra, la terribile e temibile polizia catalana. <br \/>Nel tardo pomeriggio di marted\u00ec, tale Pablo Has\u00e9l, rapper catalano molto famoso perch\u00e9 nei suoi testi piuttosto violenti inneggia alla rivolta armata per l\u2019indipendentismo, insultando istituzioni, polizia e monarchia, si trova a Lerida. \r\n\r\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/scontri.png\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/scontri-300x169.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" class=\"size-medium wp-image-1656\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/scontri-300x169.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/scontri-1024x576.png 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/scontri-768x432.png 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/scontri.png 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\r\nIl rapper scrive testi non pi\u00f9 violenti di quanto non abbiano fatto, diciamolo, i rapper americani negli anni Novanta durante il periodo d\u2019oro del gangsta rap, quando si vedevano valanghe di dischi, \u00e8 il platino erano dieci milioni di LP venduti, non mezzo milione come avviene ora. Provate a tradurre i testi di Biggie Small, ammazzato nel traffico dello Strip di Las Vegas a pallettoni sparati da un fucile austriaco a canne mozze modello Glock, e leggerete che cosa intendo. <br \/>Ma a Washington non c\u2019\u00e8 una Corona con leggi severissime come in Spagna che puniscono chi insulta o prende in giro le teste coronate dei Borbone. Cosa che Has\u00e9l fa quotidianamente con le sue liriche e, soprattutto, con i suoi tweet. Non una ma pi\u00f9 volte negli ultimi anni. Quando il giudice firma l\u2019arresto, il rapper si \u00e8 barricato da marted\u00ec nel rettorato dell\u2019Universit\u00e0 di Lerida. Lo difende un gruppo nutrito di decine di studenti piuttosto incazzati che rivendica \u201cla libert\u00e0 d\u2019espressione\u201d, forse una delle frasi pi\u00f9 sputtanate al mondo e interpretata in base al proprio credo.<br \/>Dopo una lunga notte interlocutoria, all\u2019alba i Mossos riescono a stanarlo e lo trascinano via in manette mentre lui urla a squarciagola: &#8220;Non ci fermeranno! Non ci piegheranno!&#8221; davanti a una cinquantina di studenti e manifestanti ringhiosi che lanciano di tutto sulle teste degli agenti.  <br \/>Il tam tam dell\u2019arresto di Has\u00e9l fa il giro, non solo della Catalogna, ma dell\u2019intera Spagna. Si organizzano manifestazioni per chiedere la scarcerazione dell\u2019artista a Barcellona e in altre venti citt\u00e0 spagnole, da Madrid a Siviglia fino a Bilbao e Saragozza. Nella capitale catalana duecento manifestanti partono dal quartiere anarchico di Garc\u00eda, sede di molte occupazioni. La folla dilaga fino a Paseo de Grac\u00eda, il salotto legante di Barcelona e poi punta sulle Ramblas, ma un cordone di Mossos armati da sommossa spezza e disperde una parte del gruppo che inizia a radunare i cassonetti dell\u2019immondizia e a incendiarli. Volano Molotov, mattoni, bottiglie. Gli agenti rispondono con lacrimogeni e i pericolosi proiettili gomma, che ora chiamano di foam, ma sempre male fanno se presi in faccia o in pancia. La rivolta va avanti fino a tarda notte.<br \/>Luned\u00ec scorso il tribunale dell&#8217;Audiencia Nacional aveva negato a Hasel la sospensione della pena in quanto il cantante aveva gi\u00e0 subito due condanne, nel 2017 per resistenza a pubblico ufficiale e nel 2018 per violazione di domicilio. <br \/>Ma dietro questa rivolta, oltre ai soliti No Global, fascisti e anti-fascisi, anarchici e Black Bloc, ci sono gli uomini dei partiti indipendentisti chiamati a tenere alta l\u2019attenzione sulla Catalogna. C\u2019\u00e8 ERC, ma soprattutto Junts x Catalunya che dietro un\u2019immagine fintamente per bene e democratica, nasconde toni violenti che inneggiano alla ribellione contro Madrid e le sue istituzioni che loro non riconoscono, come non riconoscono il re di Spagna. Sono gruppi estremizzati di separatisti a un passo dalla guerra armata. Ma la Catalogna non ha nulla a che fare con la storia di terrorismo dei Paesi Baschi, dove \u00e8 nata e morta un\u2019organizzazione terroristica irredentista come l\u2019Eta che ha seminato il terrore per cinquant\u2019anni da Bilbao a Madrid, colpendo persino Barcellona negli anni Ottanta. In catalogna ci sono tanti piccoli movimenti violenti, poco armati, ma coriacei pronti a fare casino per qualsiasi motivo. E ricordiamolo: dai numeri usciti dalle urne domenica scorsa, la Catalogna appare ancora spaccata in due, con una piccola prevalenza (il 52%) di separatisti, rispetto a chi non vuole lasciare la Spagna. Has\u00e9l \u00e8 stato ed \u00e8 un altro spunto per continuare a fare casino in strada a Barcellona, a incendiare cassonetti (ma perch\u00e9 non li tolgono e organizzano come in ogni citt\u00e0 civile una raccolta porta a porta, Barcellona lo merita) e a picchiarsi con i Mossos. Un altro pretesto sono i politici indipendentisti in carcere da quasi quattro anni. Nei prossimi giorni si manifester\u00e0 anche per loro. E ancora e ancora. Esiste anche, come in ogni movimento, la parte pacifica di separatisti, quella che sfila in completa armonia con gli unionisti e che non viene alle mani ma cerca il dialogo. ERC sta camminando da tempo su questa strada, anche se una parte di loro, attira i pi\u00f9 violenti e facinorosi.<br \/>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chi c\u2019\u00e8 realmente dietro ai violenti scontri di mercoled\u00ec notte a Barcellona? Estremisti del separatismo? No Global? Black Bloc? Anarchici? Fascisti contro anti-fascisti? Estremisti unionisti? 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