{"id":1663,"date":"2021-02-25T18:14:06","date_gmt":"2021-02-25T17:14:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=1663"},"modified":"2021-02-25T18:14:14","modified_gmt":"2021-02-25T17:14:14","slug":"quarantanni-dal-fallito-golpe-di-madrid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2021\/02\/25\/quarantanni-dal-fallito-golpe-di-madrid\/","title":{"rendered":"Quarant&#8217;anni dal fallito golpe di Madrid"},"content":{"rendered":"Due giorni fa la Spagna ha ricordato i quarant\u2019anni dal Golpe militare del 23 febbraio del 1981. Re Felipe VI ha presenziato al Congresso dei Deputati di Madrid dove si \u00e8 ricordato quel momento tragico per il Paese. L\u2019intera Spagna aveva chiuso con l\u2019incubo della dittatura sei anni prima, quando a cinque anni dalla morte di Francisco Franco rischi\u00f2 di precipitare ancora nella fossa del regime militare.<br \/>La prima legislatura della democracia era iniziata da una manciata d\u2019anni, tuttavia alle 18.22 del 23 febbraio di quaranta anni fa, mentre il Congresso stava per eleggere Leopoldo Calvo-Sotelo, nuovo Presidente del Governo, al posto di Adolfo Suarez che aveva presentato le dimissioni una settimana prima, durante la votazione un gruppo di militari armati di mitraglietta, appartenenti alla Guardia civil e guidati dal colonnello Antonio Tejero, irruppero nell\u2019emiciclo del Parlamento. <br \/>Tejero puntando una pistola sui seggi e spaventando deputati e giornalisti presenti, balz\u00f2 sulla tribuna e url\u00f2: \u201cQuieto todo el mundo!\u201d (Che nessuno si muova!). \r\n\r\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/golpe-parl.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/golpe-parl-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1670\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/golpe-parl-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/golpe-parl-768x431.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/golpe-parl.jpg 996w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\r\nGuti\u00e9rrez Mellado, ex militare e allora vice premier, affront\u00f2 Tejero intimandogli di abbandonare immediatamente le armi e venne alle mani con i soldati, uno dei quali apr\u00ec una scarica di colpi di mitraglietta verso il soffitto. Pezzi di intonaco piovvero dall\u2019alto ferendo alcuni deputati: quei fori di proiettile non sono stati coperti, ma sono ancora visibili.<br \/>I deputati si nascosero sotto il banco del loro scranno, temendo il peggio, mentre Santiago Carrillo, segretario del Partito comunista di Spagnae Adolfo Suarez, leader della Transic\u00edon, rimasero fermi, seduti al loro posto. Anni dopo, Carillo, dichiar\u00f2 in un\u2018intervista  che non fu n\u00e9 la paura n\u00e9 il coraggio a tenerlo fermo sulla sedia: credeva che sarebbe stato ucciso e quindi non voleva morire indegnamente nascosto sotto a un tavolo. <br \/>E nel frattempo che il golpe attaccava il cuore della democrazia spagnola, a Valencia Jaime Milans del Bosch guidava 1800 militari in citt\u00e0 e nei paesi attigui, su decine di mezzi corazzati e carri armati dell\u2019esercito attraverso la citt\u00e0. \r\n\r\n\r\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/golpe-ok.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/golpe-ok-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1671\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/golpe-ok-206x300.jpg 206w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2021\/02\/golpe-ok.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a>\r\nI valenciani rimasero molto spaventati e choccati da quella prova di forza dei militari. Una scena del passato. Sembrava tornata la dittatura. <br \/>La maggior parte della stampa spagnola pubblic\u00f2 in serata un\u2019edizione speciale dove si condannava il golpe in un atto di grande coraggio. Ma il golpe apparve subito a corto di ossigeno: numerosi comandi militari non si aggiunsero ai ribelli e ci furono molte defezioni. Alla 1 e 14 di una notte di terrore, con gli spagnoli barricati in casa per la paura, intervenne il re Juan Carlos I. Il sovrano, capo di tutti gli eserciti di terra, acqua e aria, comparve in tv in diretta. Con parole chiare e dure si rivolse ai golpisti intimando loro di arrendersi immediatamente e di consegnare le armi perch\u00e9 lui era per la Costituzione e la democrazia. Fu un momento unico e storico per la Spagna. Ogni spagnolo che quella notte era davanti alla tv, non ha mai dimenticato quella scena.<br \/>Per quasi una ventina d\u2019ore i deputati rimasero ostaggi in Parlamento, con i militari golpisti che puntavano contro le mitragliette. Bastava un\u2019esplosione di nervosismo e sarebbe stata una strage ma fortunatamente i militari del colonnello avevano fallito e finirono tutti arrestati dai militari. Il 24 febbraio era finito l\u2019incubo, il golpe era fallito. <br \/>Coraggioso e fondamentale fu l\u2019appoggio di quotidiani appena nati, come El Pais che usc\u00ec in un\u2019edizione speciale raccontando cosa stava succedendo a Madrid e nel Paese, appoggiando apertamente la democrazia, ben prima il discorso del re. La redazione del Pais temeva di essere attaccata dai militari, i giornalisti avevano paura di essere arrestati o uccisi. <br \/>All\u2019evento di due giorni fa nel palazzo del Congreso, oltra al re Felipe VI, c\u2019era il premier Pedro S\u00e1nchez, i due vice premier Carmen Calvo e Pablo Iglesias, il leader del Partito Popolare Pablo Casado e alcuni padri della Costituzione del 1978 come Miquel Roca, Miguel Herrero e Rodr\u00edguez de Mi\u00f1\u00f3n. Mancava il re emerito Juan Carlos I, il primo attore che in quelle drammatiche ore restitu\u00ec speranza e fiducia agli spagnoli. L\u2019ex sovrano, privo dello scudo dell\u2019immunit\u00e0, e rincorso dai giudizi spagnoli e svizzeri, si \u00e8 rifugiato da agosto negli Emirati Arabi, prima a Dubai e poi ad Abu Dhabi.<br \/>Si sono astenuti dalla cerimonia i partiti separatisti catalani e autonomisti baschi e galiziani: ERC, PNV, Junts, PDeCat, BNG, CUP ed Eh-Bildu. Questi movimenti nazionalisti non partecipano mai a un evento in cui \u00e8 presente il re, perch\u00e9 non lo riconoscono. C\u2019erano, invece, Socialisti, Unidas Podemos, Ciudadanos, Vox e  Mas Pa\u00ecs-Equo.<br \/><br \/><br \/><br \/>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Due giorni fa la Spagna ha ricordato i quarant\u2019anni dal Golpe militare del 23 febbraio del 1981. Re Felipe VI ha presenziato al Congresso dei Deputati di Madrid dove si \u00e8 ricordato quel momento tragico per il Paese. L\u2019intera Spagna aveva chiuso con l\u2019incubo della dittatura sei anni prima, quando a cinque anni dalla morte di Francisco Franco rischi\u00f2 di precipitare ancora nella fossa del regime militare.La prima legislatura della democracia era iniziata da una manciata d\u2019anni, tuttavia alle 18.22 del 23 febbraio di quaranta anni fa, mentre il Congresso stava per eleggere Leopoldo Calvo-Sotelo, nuovo Presidente del Governo, al [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2021\/02\/25\/quarantanni-dal-fallito-golpe-di-madrid\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1108,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[247],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1663"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1663"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1663\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1672,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1663\/revisions\/1672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}