{"id":174,"date":"2018-12-31T17:05:44","date_gmt":"2018-12-31T16:05:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=174"},"modified":"2019-01-01T13:07:22","modified_gmt":"2019-01-01T12:07:22","slug":"chi-ha-inventato-la-paella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2018\/12\/31\/chi-ha-inventato-la-paella\/","title":{"rendered":"Chi ha inventato la paella?"},"content":{"rendered":"<p>Il <em>gazpacho<\/em>, zuppa fredda a base di pomodoro, cetriolo, aglio e peperone, con aceto e olio extravergine d&#8217;oliva, appartiene <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-181\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/12\/paella-300x214.jpg\" alt=\"paella\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/12\/paella-300x214.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/12\/paella.jpg 623w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>all&#8217;Andalusia. \u00c8 la sua pietanza tipica, discendente da un&#8217;antica ricetta per nutrire e rinfrescare le membra dei contadini nelle roventi estati. Il <em>cocido<\/em>, una zuppa a base di ceci e lardo di maiale, fa parte della secolare tradizione culinaria di Madrid, consigliato negli inverni pi\u00f9 freddi per l&#8217;alto contenuto di grassi e calorie. E \u00a0per quanto riguarda la <em>paella<\/em>, si \u00e8 sempre pensato a Valencia, bench\u00e9 anche Barcellona e altre citt\u00e0\u00a0di mare, rivendicassero la paternit\u00e0 della pietanza pi\u00f9 famosa di Spagna. Pochi giorni fa il ritrovamento di un libro risalente al 1151, che raggruppa molte ricette dell&#8217;epoca apprezzate dalla Corona d&#8217;Aragona e della Catalogna, ha cambiato le carte, anzi, i piatti in tavola. Il documento certifica che la <em>paella<\/em> \u00e8 una specialit\u00e0 \u00a0catalana, sottolineando che la <em>paella valenciana<\/em>\u00a0\u00e8 soltanto un&#8217;invenzione, un artifizio della gastronomia dei secoli venire, poi diventato verit\u00e0 per il mondo.<br \/>\nIl libro che raccoglie le ricette dietetiche per curarsi \u00e8 stato rinvenuto per caso dal cattedratico Pere F.G.della UB (Universitat de Barcelona) negli Archivi Nazionali della Catalogna. Il documento comprova che la paella era il piatto preferito di Ram\u00f3n Berenguer IV di Barcellona, il primo re catalano-aragonese (la due comunit\u00e0 Aragonese e Catalana sono state unite a lungo sotto la Corona d&#8217;Aragona. Con il matrimonio tra Raimondo Berengario IV di Barcellona e Petronilla d&#8217;Aragona\u00a0\u00a0la contea di Barcellona si un\u00ec dinasticamente al Regno di Aragona, per cui la Catalogna divenne la base navale della Corona d&#8217;Aragona, mentre la Contea di Barcellona e le altre contee catalane adottarono un&#8217;entit\u00e0 politica comune conosciuta come Principato di Catalogna).<\/p>\n<p>Nelle pagine del libro-ricettario sono indicati i veri e unici ingredienti per realizzare il piatto della &#8220;paella catalana&#8221;. Gli ingredienti sono: <em>botifarra<\/em> (una particolare salsiccia di maiale con spezie), riso, <em>cal\u00e7ots<\/em> (un vegetale lungo, bianco verde con foglie sottili, che ricorda il porro, col gusto amarognolo di cipolla); funghi secchi di bosco (simili ai nostri prataioli); peperoni rossi e verdi; prugne secche e carne o di cacciagione o di manzo. Al momento, n\u00e9 Barcellona n\u00e9 Valencia avanzano commenti a riguardo.<\/p>\n<p>Il documento che d\u00e0\u00a0la paternit\u00e0 alla Catalogna della paella non \u00e8 stato ancora mostrato alla stampa. Chi lo ha visto e letto, ne assicura l&#8217;autenticit\u00e0. Devono, quindi, i valenciani mettersi l&#8217;animo in pace? Da sempre la paella \u00e8 associata alla loro citt\u00e0. C&#8217;\u00e8 un paesino agricolo a una decina di chilometri da Valencia che sostiene persino da secoli che soltanto il riso coltivato nei suoi campi \u00e8 quello adatto per la paella e lo esporta in tutta la Spagna e il mondo. La paella, come la pizza, ha molte varianti: di pesce, di crostacei, di molluschi, di carne, vegetale, di carne e pesce (la pi\u00f9 indigeribile). Una curiosit\u00e0: nell&#8217;antica ricetta risalente al XII secolo e amata da re Ram\u00f3n Berenguer IV di Barcellona, si usa la <em>cava<\/em>, lo champagne spagnolo, per cucinare il riso, al posto del brodo vegetale o di carne.<\/p>\n<p><em>Da parte mia, un caloroso e sincero augurio per un fantastico 2019 a tutti. Finisce il primo anno di vita del nostro blog. Ho ricevuto molti commenti, critiche e lodi. Pi\u00f9 critiche agli argomenti che alla mia scelta e modo di raccontarli. Ci sono stati molti dibattiti, molte battute divertenti (e irriverenti), molte considerazioni. Ho apprezzato tutto. Siete in tanti a seguirmi e siete molto divertenti, pertinenti e preparati. Continuate a farlo. Ci sono ancora innumerevoli storie e argomenti di cui parlare e dibattere qui sulla Piel de Toro<\/em><em>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il gazpacho, zuppa fredda a base di pomodoro, cetriolo, aglio e peperone, con aceto e olio extravergine d&#8217;oliva, appartiene all&#8217;Andalusia. \u00c8 la sua pietanza tipica, discendente da un&#8217;antica ricetta per nutrire e rinfrescare le membra dei contadini nelle roventi estati. Il cocido, una zuppa a base di ceci e lardo di maiale, fa parte della secolare tradizione culinaria di Madrid, consigliato negli inverni pi\u00f9 freddi per l&#8217;alto contenuto di grassi e calorie. E \u00a0per quanto riguarda la paella, si \u00e8 sempre pensato a Valencia, bench\u00e9 anche Barcellona e altre citt\u00e0\u00a0di mare, rivendicassero la paternit\u00e0 della pietanza pi\u00f9 famosa di Spagna. 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