{"id":2037,"date":"2024-02-04T22:49:05","date_gmt":"2024-02-04T21:49:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=2037"},"modified":"2024-02-07T12:47:17","modified_gmt":"2024-02-07T11:47:17","slug":"a-barcellona-e-finita-lacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2024\/02\/04\/a-barcellona-e-finita-lacqua\/","title":{"rendered":"A Barcellona \u00e8 finita l&#8217;acqua"},"content":{"rendered":"La Generalitat, il governo della Comunit\u00e0 spagnola della Catalogna, lancia un allarme per la siccit\u00e0 che ha colpito la regione. Le autorit\u00e0 catalane hanno esteso le misure di emergenza per il razionamento dell&#8217;acqua a 202 comuni della regione, fra cui la capitale della Catalunya Barcellona, due milioni di abitanti con l&#8217;area urbana. Il divieto a sprecare acqua e, soprattutto,  razionarla interessa 6 milioni di persone.<br \/>La situazione \u00e8 critica. Le riserve idriche di Barcellona e altri 200 comuni sono ormai scese sotto la soglia di rischio del 16 per cento. Da tre anni le piogge sono diventate sempre pi\u00f9 rare e in alcune zone non piove da quasi quattro anni.  gennaio la colonnina di mercurio a Barcellona e lungo la Costa Brava ha toccato i 26 C e ora la disponibilit\u00e0 pro-capite di acqua consentita non potr\u00e0 superare i 200 litri al mese, con limiti pi\u00f9 drastici di quelli gi\u00e0 applicati nei mesi scorsi per agricoltura, allevamento e industria. Proibite nelle case private attivit\u00e0 come riempire piscine, irrigare campi sportivi, giardini e altre zone verdi o lavare l\u2019auto al di fuori dei punti predisposti. \r\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2024\/02\/barna.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2024\/02\/barna-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2053\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2024\/02\/barna-300x214.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2024\/02\/barna-768x548.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2024\/02\/barna.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\r\nSar\u00e0 vietato anche attivare le fontane ornamentali. Le misure resteranno in vigore per almeno 15 mesi.<br \/>L\u2019emergenza impone tagli dell\u201980 per cento ai consumi agricoli, del 50 per cento per gli allevamenti e del 25 per cento per l\u2019industria. Mentre per quanto riguarda il consumo generale, vige il limite di 200 litri, che dovr\u00e0 esser fatto rispettare dai comuni. Per farlo, gli enti comunali potranno ridurre la pressione delle erogazioni o prevedere tagli orari delle forniture.<br \/>Era dal 1916 che non la situazione non peggiorava fino a questo punto in campagna. La Generalitat non \u00e8 in grado di prevedere fino a quando dureranno le risorse idriche esistenti. <br \/>La siccit\u00e0 in Catalogna, e soprattutto a Barcellona, \u00e8 aggravata dalla presenza massiccia di turisti. Dal 2008, nella capitale catalana \u00e8 stato costruito il pi\u00f9 grande impianto di desalinizzazione dell\u2019acqua marina d\u2019Europa, che produce il 33 per cento dell\u2019acqua potabile della citt\u00e0, mentre altro 25 per cento deriva dal riciclo delle acque reflue. Senza questi sistemi, la situazione sarebbe molto pi\u00f9 grave. Il problema \u00e8 che il costo per produrre un litro di acqua desalinizzata in media \u00e8 tre volte superiore a quello necessario e consuma molta energia.<br \/>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Generalitat, il governo della Comunit\u00e0 spagnola della Catalogna, lancia un allarme per la siccit\u00e0 che ha colpito la regione. Le autorit\u00e0 catalane hanno esteso le misure di emergenza per il razionamento dell&#8217;acqua a 202 comuni della regione, fra cui la capitale della Catalunya Barcellona, due milioni di abitanti con l&#8217;area urbana. 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