{"id":2328,"date":"2025-10-22T21:17:52","date_gmt":"2025-10-22T19:17:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=2328"},"modified":"2025-10-22T21:17:52","modified_gmt":"2025-10-22T19:17:52","slug":"i-tentacoli-della-mafia-svedese-si-allungano-sulle-coste-spagnole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2025\/10\/22\/i-tentacoli-della-mafia-svedese-si-allungano-sulle-coste-spagnole\/","title":{"rendered":"I tentacoli della  mafia  svedese si allungano  sulle coste spagnole"},"content":{"rendered":"Lo aveva scritto gi\u00e0 Roberto Saviano che la Spagna era il giardino delle mafie italiane. Camorra e \u2018ndrangheta dalla fine degli anni Settanta hanno esportato i loro traffici nelle regioni meridionali della penisola iberica: Catalogna, Comunit\u00e0 Valenciana e, soprattutto, Andalusia, Murcia e Malaga. Il giornalista catalano Enric Queralt, massimo studioso in Spagna del fenomeno, me lo aveva ribadito in un\u2019intervista. Tuttavia non \u00e8 la nostra criminalit\u00e0 da esportazione l\u2019unica: potrebbe sembrare incredibile, c\u2019\u00e8 anche la mafia scandinava che in Andalusia gestisce da tempo un lucroso giro di  narcotraffico da svariati milioni di euro, cos\u00ec la regione del sole, del mare coi chiringuitos e del turismo \u00e8 diventata anche il primo centro di smistamento delle sostanze stupefacenti  destinate al Nord Europa, dove un chilo di Marijuana si rivende sei volte tanto. Come fanno da oltre quarant\u2019anni Camorra e \u2018ndrngheta, co\u00ec la mafia svedese ricicla i suoi ingenti proventi costruendo resort, comprando ristoranti e discoteche nella Costa del Sol. Quasi del tutto indisturbati, considerando che, bench\u00e9 gli sforzi della polizia spagnola, non esiste, come in Italia, una struttura antimafia specifica. \r\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2025\/10\/marbella-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2025\/10\/marbella-1-300x175.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2331\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2025\/10\/marbella-1-300x175.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2025\/10\/marbella-1-1024x597.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2025\/10\/marbella-1-768x448.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2025\/10\/marbella-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\r\n<br \/>Quindi, ci sono mafie capaci di allungare i loro tentacoli anche all\u2019estero ed esistono anche paesi, in teoria virtuosi, in grado di  sviluppare una loro criminalit\u00e0 organizzata che poi esportano come le organizzazioni pi\u00f9 potenti e conosciute, come quelle sudamericane e italiane.<br \/>A Malaga come a Napoli o Palermo, omicidi, regolamenti di conti, traffici e lotte tra gang, ma questa volta c\u2019\u00e8 anche la firma degli scandinavi. A Marbella un narcotrafficante \u00e8 stato assassinato dopo una funzione religiosa, all\u2019uscita dalla chiesa, alcuni negozi fatti saltare in aria per non avere pagato il pizzo, killer che sparano alle prime luci dell\u2019alba, dileguandosi poi in sella a una bici. Ono cos\u00ec numerose le storie della Gomorra svedese che i pensa a una sceneggiatura per una serie di sicuro successo. Negli ultimi anni numerose bande criminali provenienti dalla Scandinavia hanno scelto il sole di Marbella, portando con s\u00e9 una particolare efferatezza e capacit\u00e0 di insinuarsi in ogni tessuto economico-sociale, radicandosi in terreno fertile. <br \/>E anche a cassa loro la situazione non \u00e8 migliore: studi dell\u2019universit\u00e0 di Malm\u00f6 confermano che la Svezia sta attraversando una vera crisi sociale a causa della criminalit\u00e0 organizzata. Le cifre parlano chiaro: 200 vittime da conflitti a fuoco in 5 anni e solo nello scorso anno circa 50 omicidi quasi tutti legati al narcotraffico. Marbella \u00e8 il posto ideale: sulle coste sono caricate ogni notte ingenti quantitativi di stupefacenti provenienti da Nord Africa e Turchia. Gli affari sono ottimi: un chilo di marijuana in Andalusia costa 1500 euro e frutta 10.000 euro in Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia. Poi c\u2019\u00e8 la facilit\u00e0 di ripulire i profitti illeciti investendoli attivit\u00e0 turistiche ed immobiliari con un basso livello di controlli sulla provenienza delle ingenti somme di denaro. <br \/>Il dispiego delle forze di polizia in Spagna \u00e8 ingente, ma come detto, manca una quadra specializzata e, molto spesso, sono tati i nostri agenti della Dea che sono stati chiamati a insegnare ai colleghi iberici. Tuttavia se i numeri del narcotraffico non saranno invertiti, allora la favola della Costa del Sol potrebbe finire presto.<br \/>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo aveva scritto gi\u00e0 Roberto Saviano che la Spagna era il giardino delle mafie italiane. Camorra e \u2018ndrangheta dalla fine degli anni Settanta hanno esportato i loro traffici nelle regioni meridionali della penisola iberica: Catalogna, Comunit\u00e0 Valenciana e, soprattutto, Andalusia, Murcia e Malaga. Il giornalista catalano Enric Queralt, massimo studioso in Spagna del fenomeno, me lo aveva ribadito in un\u2019intervista. 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