{"id":27,"date":"2018-10-04T19:48:19","date_gmt":"2018-10-04T17:48:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=27"},"modified":"2018-11-22T08:46:51","modified_gmt":"2018-11-22T07:46:51","slug":"lipocrisia-spagnola-quando-si-parla-di-immigrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2018\/10\/04\/lipocrisia-spagnola-quando-si-parla-di-immigrati\/","title":{"rendered":"L&#8217;ipocrisia spagnola quando si parla di immigrati"},"content":{"rendered":"<p>Nessuna formula scientifica, ma soltanto i freddi numeri della matematica semplice mettono a nudo\u00a0l\u2019ipocrisia della Spagna quando si finisce a parlare di politiche migratorie.<br \/>\nSono le cifre a parlare e ci dicono che il Governo dell\u2019ex premier, il conservatore\u00a0Mariano Rajoy, rimasto in carica fino allo scorso 2 giugno, ha tenuto ben chiuse le porte al flusso proveniente dall\u2019Africa.\u00a0La Spagna, anche per questioni geografiche \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 esposti al fenomeno dell&#8217;immigrazione, ma in realt\u00e0 \u00e8 la nazione che meno collabora nel soddisfare le quote imposte dalla Ue.<br \/>\nIn base agli accordi europei del\u00a02015\u00a0il paese iberico si impegnava a gestire\u00a019.449\u00a0pratiche di richiedenti asilo con provenienza principalmente dall\u2019Italia e dalla Grecia. Impegni astratti, rimasti soltanto sulla carta. La burocrazia spagnola di fatto non \u00e8 andata oltre il disbrigo di\u00a02500 fascicoli di \u201casilados\u201d, i disperati che affidano alle carte sull\u2019asilo politico la speranza di fuga dai conflitti armati.<br \/>\n\u201cPacta sunt servanda\u201d era il fulcro della Convenzione del diritto dei trattati di Vienna, quel principio portante \u00e8 oggi solo\u00a0una formula vuota. Lo conferma l&#8217;Audencia Nacional, il Tribunale Supremo spagnolo, organo equivalente alla nostra Cassazione. Chiamato a pronunciarsi su un ricorso dell\u2019associazione catalana\u00a0Stop Mare Mortum,\u00a0ha ritenuto inadempiente lo Stato centrale verso accordi internazionali vincolanti. L\u2019associazione umanitaria, nell\u2019aprile del 2017, aveva diffidato l\u2019esecutivo di Mariano Rajoy al rispetto degli impegni assunti a\u00a0Bruxelles. E al silenzio del Governo era seguita l\u2019azione all\u2019Alta Corte di Madrid. La sezione del contenzioso amministrativo, con sentenza resa pochi giorni fa, ha messo in luce come gli accordi tra Stati siano spesso\u00a0operazioni di facciata, utili a sviare l\u2019attenzione su un tema sensibile o ad acquietare la pubblica opinione.<br \/>\nIn Spagna la pressione solidaristica si era manifestata in cortei , culminati nella marcia dei 200 mila nelle vie di Barcellona sotto lo slogan \u201cqueremos acoger\u201d (vogliamo accogliere).<br \/>\nLe cifre hanno detto ben altro, l\u2019Unione europea assegnava alla Spagna quasi 20 mila fascicoli contenenti le storie di richiedenti asilo, nei due anni di riferimento (settembre 2015 \u2013 settembre 2017) il Governo spagnolo avrebbe dovuto occuparsi di\u00a013.086 richieste\u00a0provenienti dalla Grecia e\u00a06.363 istanze\u00a0dall\u2019Italia.\u00a0Ne ha trattate appena 2500, nemmeno il\u00a013%\u00a0degli incartamenti affidati.<br \/>\nOra si attende un cambio di passo dell\u2019esecutivo di sinistra del premier\u00a0Pedro S\u00e1nchez, ci crede la onlus Stop Mare Mortum la quale in una nota definisce la pronuncia del Supremo \u201cstorica e senza precedenti\u201d perch\u00e9 esalta il principio di solidariet\u00e0 nelle politiche migratorie.<br \/>\nSar\u00e0 un socialista a gestire il nuovo corso, dovr\u00e0 garantire una pi\u00f9 efficace risposta della burocrazia interna e maggiori aperture nel campo insidioso dell\u2019accoglienza. Tanto accade mentre l\u2019agenzia europea\u00a0Frontex\u00a0segnala un calo del\u00a044%\u00a0degli ingressi irregolari nel territorio Ue, i picchi insostenibili del 2015 \u2013 con oltre un milione e mezzo di rifugiati sbarcati sulle coste europee \u2013 sono lontani. Negli ultimi mesi sono stati circa\u00a011 mila gli ingressi via mare\u00a0in Spagna, quasi tutti su imbarcazioni salpate dal Marocco, oltre\u00a013 mila\u00a0gli arrivi in Italia.<br \/>\nTuttavia, nella guerra di cifre ingaggiata tra i vari orientamenti politici ci sono dati che spesso sfuggono: la Spagna sopporta, pi\u00f9 di altri paesi, la pressione delle migrazioni dall\u2019America latina. Nel solo 2017 si sono stabiliti sul suolo iberico\u00a034 mila colombiani, mentre un esodo \u00e8 in corso da un Venezuela asfissiato dalla crisi economica.<br \/>\nNei prossimi mesi si vedr\u00e0 se il premier S\u00e1nchez sapr\u00e0 invertire la rotta sui richiedenti asilo che spingono dal continente africano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nessuna formula scientifica, ma soltanto i freddi numeri della matematica semplice mettono a nudo\u00a0l\u2019ipocrisia della Spagna quando si finisce a parlare di politiche migratorie. Sono le cifre a parlare e ci dicono che il Governo dell\u2019ex premier, il conservatore\u00a0Mariano Rajoy, rimasto in carica fino allo scorso 2 giugno, ha tenuto ben chiuse le porte al flusso proveniente dall\u2019Africa.\u00a0La Spagna, anche per questioni geografiche \u00e8 uno dei Paesi pi\u00f9 esposti al fenomeno dell&#8217;immigrazione, ma in realt\u00e0 \u00e8 la nazione che meno collabora nel soddisfare le quote imposte dalla Ue. 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