{"id":279,"date":"2019-02-26T20:11:56","date_gmt":"2019-02-26T19:11:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=279"},"modified":"2019-02-26T22:52:46","modified_gmt":"2019-02-26T21:52:46","slug":"la-spagna-pretende-i-suoi-dobloni-doro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2019\/02\/26\/la-spagna-pretende-i-suoi-dobloni-doro\/","title":{"rendered":"La Spagna pretende i suoi dobloni d&#8217;oro sparsi per i mari"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 sicuramente la pi\u00f9 grande mappa del tesoro del mondo. La Spagna ha ricostruito una mappa per localizzare la posizione delle sue navi affondate dal 1492 al 1898, allegandola a un elenco di beni preziosi che i suoi galeoni portavano, pari a 5 miliardi di euro. E si calcola che sono oltre seicento i galeoni con i colori della Corona di Spagna affondati tra Gibilterra e le zone meridionali e settentrionali dell&#8217;Oceano Atlantico. Migliaia di dobloni d&#8217;oro, di preziosi (perle grosse come chicchi d&#8217;uva, smeraldi e rubini) e quanto altro possa essersi conservato dalla furia dell&#8217;acqua.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/02\/gal.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-286\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/02\/gal-300x205.jpg\" alt=\"gal\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/02\/gal-300x205.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/02\/gal.jpg 654w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nCos\u00ec tramite i ministero della Cultura, Madrid rivendica i suoi tesori nascosti nel ventre freddo dell&#8217;oceano e vuole porre la parola fine a decine di aziende specializzate nel recupero di beni preziosi, a scapito dei veri proprietari. Un galeone spagnolo rappresenta un piccolo territorio iberico, quindi appropriarsi di quei valori contenuti nei galeoni, \u00e8 pari a un vero furto.<br \/>\nLo studio, dal titolo \u201cInventario dei naufragi spagnoli in America\u201d e reso noto dal \u201cEl Pais\u201d, ricostruisce per la precisione 681 affondamenti. Tra queste c\u2019\u00e8 anche una delle tre Caravelle di Cristoforo Colombo, la Santa Maria. La nave \u00e8 affondata nei pressi dell\u2019isola di Bohio, poi ribattezzata Hispaniola. Ci sono poi cinque cacciatorpediniere affondate dalla flotta Usa a Cuba nella guerra tra Spagna e Stati Uniti nel 1898.<br \/>\nE proprio al largo di Cuba sono stati localizzati la maggior parte dei relitti, cio\u00e8 249. Mentre altri 153 sono sparsi sui fondali dell\u2019Oceano Atlantico lungo la costa degli attuali Stati Uniti. Altri 66 vicino a Panama e 63 intorno a Hispaniola, divisa attualmente tra gli Stati di Haiti e della Repubblica Dominicana. Gli altri relitti localizzati si trovano per la maggior parte sotto le acque delle Bahamas e di Bermuda.<br \/>\nQuasi l\u201980% degli scafi resta interamente da esplorare. Tuttavia, rinfoderate le spade, il ministero della Cultura spagnolo ha precisato che l\u2019obiettivo della ricerca non \u00e8 di recuperare tutti i carichi preziosi, ma di preservare i relitti dai saccheggi e da possibili danni fortuiti. Solo dopo, forse e con il tempo, si penser\u00e0 a recuperare \u201cpezzi da otto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sar\u00e0 sicuramente la pi\u00f9 grande mappa del tesoro del mondo. La Spagna ha ricostruito una mappa per localizzare la posizione delle sue navi affondate dal 1492 al 1898, allegandola a un elenco di beni preziosi che i suoi galeoni portavano, pari a 5 miliardi di euro. 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