{"id":328,"date":"2019-03-28T23:34:02","date_gmt":"2019-03-28T22:34:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=328"},"modified":"2019-03-28T23:34:02","modified_gmt":"2019-03-28T22:34:02","slug":"le-cifre-folli-dellinflazione-venezuelana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2019\/03\/28\/le-cifre-folli-dellinflazione-venezuelana\/","title":{"rendered":"Le cifre folli dell&#8217;inflazione venezuelana"},"content":{"rendered":"<p>A Caracas una scatoletta di tonno da 140 grammi costa 1,1 milioni di bolivar; un chilo di pollo con ossa e pelle 1,37 milioni; un chilo di formaggio a fette 2,8 milioni; un chilo di patate 679.995; due rotoli di carta igienica 688.000 e dodici uova valgono 526.000. E ora considerate che un stipendio minimo in Venezuela \u00e8 di un milione di bolivar. Nel 2018 l&#8217;inflazione in Venezuela ha raggiunto 2 milioni e 900 mila punti. A febbraio 2019 era del 530 per cento. Comprenderete da queste cifre folli che il bolivar vale come la cartastraccia ed \u00e8 la valuta pi\u00f9 sva<img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-338\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/03\/Caffe-300x169.jpg\" alt=\"Caffe\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/03\/Caffe-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/03\/Caffe.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>lutata al mondo. Per pagare un caff\u00e8 servono cos\u00ec tante banconote da riempire una borsa della spesa.<br \/>\nIl Venezuela \u00e8 diventato un grottesco \u00a0fenomeno da studiare in tutte le facolt\u00e0 di economia del mondo. Con la pi\u00f9 alta inflazione del pianeta, il mercato immobiliare \u00e8 un vero incubo. Dal momento che il bolivar si svaluta ogni secondo, i proprietari cercano di chiudere le loro operazioni con una valuta stabile: il dollaro. Le case dunque vengono acquistate in dollari, ma poich\u00e9 possesso e utilizzo dei verdoni \u00e8 severamente vietato e punito dallo Stato, le operazioni vengono eseguite attraverso istituzioni al di fuori del Paese, con l&#8217;importo in bolivar nel contratto ufficiale. Negli ultimi cinque anni, la propriet\u00e0 di una casa a Caracas \u00e8 stata svalutata in dollari, per cui ora vale il 30% di quello che valeva allora. Ci\u00f2 accade perch\u00e9, con i venezuelani che hanno lasciato il Paese, la disponibilit\u00e0 di case e appartamenti \u00e8 aumentata. Molti abitanti del Venezuela, per disperazione, affittano o vendono in dollari a un importo molto inferiore rispetto al loro valore, con la perenne paura che un giorno lo Stato ne decida persino l&#8217;espropriazione, come ha fatto con centinaia di compagnie private e sue propriet\u00e0.<br \/>\nMa grazie a ci\u00f2, investire in case di lusso in Venezuela \u00e8 un buon affare, secondo il quotidiano <em>El Nacional<\/em>. Nel distretto di Chacao, chiamato anche la Manhattan di Caracas, il settore immobiliare di lusso \u00e8 diventato il bersaglio degli investitori. Da un lato, gli investitori delle multinazionali che non riescono a rimpatriare i loro profitti dal Venezuela verso i propri Paesi mettono qui i loro guadagni. D&#8217;altra parte, i venezuelani sono disposti a proteggere i loro risparmi.<br \/>\nLa cosa peggiore \u00e8 il problema degli inquilini. Dall&#8217;arrivo di Hugo Ch\u00e1vez e ora con Nicol\u00e1s Maduro, mandare via un inquilino moroso \u00e8 praticamente impossibile. Il canale televisivo Antena 3 e idealista hanno riportato la storia di uno spagnolo di nome Valeriano Cavada che \u00e8 arrivato molti anni fa e che ha investito tutti i frutti del suo lavoro in una casa. A causa della legge vigente e avendo inquilini morosi, lo stesso proprietario \u00e8 finito in bancarotta e vive senza risorse accanto al suo bene immobile.<br \/>\nLa politica irregolare del governo ha fatto s\u00ec che esistano diversi tassi di cambio. Quello ufficiale \u00e8 di 10 bolivar per dollaro per importare beni di base. Poi ci sono cambi speciali per le aziende e per le persone.<br \/>\nNel gennaio 2018, il governo ha decretato che per le societ\u00e0 siano 3.345 bolivar per dollaro e per le persone 11.310 bolivar, ma \u00e8 fluttuante. Molti cittadini (in particolare dell&#8217;apparato governativo con accesso ai dollari), approfittano delle proprie influenze per comprare a prezzi bassi e poi cambiare nel mercato nero. Attualmente, sul mercato nero ogni dollaro \u00e8 pari a 750.000 bolivar.<br \/>\nIl governo ha proibito per decreto alla stampa di parlare del dollaro parallelo, in un tentativo ingenuo di far cessare il mercato nero, senza menzionarlo. Ha persino provato a chiudere i portali digitali che riportano il prezzo del dollaro.<br \/>\nLa politica dei prezzi fissi \u00e8 stata anche una piaga biblica per il Paese. Anni fa, Chavez ha decretato che alcuni prodotti di base debbano godere di prezzi fissi nei mercati popolari: caff\u00e8, mais in polvere, zucchero&#8230; In teoria, si trattava di una misura destinata a proteggere le classi pi\u00f9 umili.<br \/>\nMa \u00e8 successo il contrario: la gente comprava prodotti nei supermercati popolari e li rivendeva sul mercato nero a un prezzo pi\u00f9 alto. Improvvisamente \u00e8 saltato fuori un gruppo di soggetti &#8211; i bachaqueros (bachaco, che \u00e8 una grande formica) &#8211; che hanno contribuito alla carenza di prodotti di base, poich\u00e9 andavano nei supermercati, acquistavano in gruppi e svuotavano gli scaffali.<br \/>\nAlla fine, questi prodotti possono essere comprati solo sul mercato nero e i clienti sono le classi abbienti. Ma non gli umili, che devono accontentarsi di dare l&#8217;unica cosa che hanno: il tempo. Tempo per stare in fila ore finch\u00e9 non entrano in un supermercato per comprare ci\u00f2 che \u00e8 rimasto. Il problema \u00e8 che senza produzione nazionale, senza cambi e senza credito internazionale, il Venezuela non ha fondi per pagare le importazioni di beni di prima necessit\u00e0.<br \/>\nQuando si soffre di un&#8217;inflazione stimata del 22.000% solo per quest&#8217;anno (secondo il Fmi), l&#8217;economia si trova in un caos difficile da descrivere. Non vale la pena di essere salvata. Il salvataggio \u00e8 punito perch\u00e9 ogni bolivar che viene tenuto in un conto corrente perder\u00e0 il suo valore in pochi giorni.\u00a0Il salario minimo \u00e8 stato aumentato con decreto 44 volte da quando i Chavisti sono saliti al potere nel 1998. Oggi \u00e8 pari a un milione di bolivar al mese, il che non \u00e8 abbastanza per comprare il paniere di base che \u00e8 valutato in 138 milioni di bolivar al mese. I frigoriferi venezuelani sono vuoti e il cibo \u00e8 stato ridotto a prodotti senza calorie o grassi.<\/p>\n<p>Il prezzo di una tazza di caff\u00e8, ad esempio, raddoppia ogni mese. A dicembre era di 20.000 bolivar e a febbraio \u00a0di 65.000 bolivar. \u00a0La situazione \u00e8 cos\u00ec critica che i venezuelani hanno cambiato le loro abitudini alimentari e al mattino non bevono pi\u00f9 caff\u00e8, ma soltanto po&#8217; di latte, se riescono. a trovarlo. Si tratta ormai di un bene di lusso in un Paese che produceva non meno di 20 milioni di tonnellate all&#8217;anno di caff\u00e8, \u00a0finch\u00e9 l&#8217;industria non \u00e8 stata nazionalizzata.\u00a0A tutto ci\u00f2 si aggiunge l&#8217;arbitraria politica populista del governo. Lo scorso gennaio, ha improvvisamente decretato che 26 catene di supermercati private riducessero i prezzi dei prodotti. La gente brulicava nei supermercati e iniziava a comprare. Ma al momento di andare in cassa, non sapeva quali fossero stati ridotti, cos\u00ec lasciava parte degli acquisti sugli scaffali.<br \/>\nTutto questo \u00e8 stato realizzato in 18 anni di Chavismo. Nazionalizzazione delle imprese, nazionalizzazione dei settori produttivi, persecuzione degli uomini d&#8217;affari, detenzione di banchieri, annullamento dell&#8217;opposizione, applicazione di politiche economiche errate&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>A Caracas una scatoletta di tonno da 140 grammi costa 1,1 milioni di bolivar; un chilo di pollo con ossa e pelle 1,37 milioni; un chilo di formaggio a fette 2,8 milioni; un chilo di patate 679.995; due rotoli di carta igienica 688.000 e dodici uova valgono 526.000. 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