{"id":34,"date":"2018-10-06T21:12:03","date_gmt":"2018-10-06T19:12:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=34"},"modified":"2018-11-22T08:41:07","modified_gmt":"2018-11-22T07:41:07","slug":"la-divina-gorda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2018\/10\/06\/la-divina-gorda\/","title":{"rendered":"La divina gorda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/10\/mc.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-41\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/10\/mc-300x172.jpg\" alt=\"mc\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/10\/mc-300x172.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/10\/mc-1024x586.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/10\/mc.jpg 1960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Mar\u00eda de Montserrat Viviana Concepci\u00f3n Caball\u00e9 i Folch aveva il nome, come moltissime donne spagnole di una madonna, la Virgen de Montserrat, il monastero dell&#8217;omonima montagna a qualche chilometro da Barcellona. Gi\u00e0 a due anni, suonava il pianoforte, poi il conservatorio, quello prestigioso di Liceo a Barcellona. Nel 1956 a ventitr\u00e9 anni entra nella compagnia dell\u2019Opera di Basilea, dove debutta nel 1957 come Mim\u00ed ne &#8220;La boh\u00e8me&#8221;. Come spesso capita, un&#8217;occasione inaspettato le d\u00e0 l&#8217;occasione della sua vita e la \u00a0visibilit\u00e0 massima: nel 1965 Marilyn Horne \u00e8\u00a0indisposta e la divina gorda, come la chiamavano gli spagnoli, la divina grassottella, la sostituisce in &#8220;Lucrezia Borgia&#8221; alla Carnegie Hall di New York. I critici impazziscono, la amano da subito, chiedendosi dove si fosse \u00a0nascosta fino a quel momento. Per alcuni Montserrat Caball\u00e9 ha ereditato il talento della divina Maria Callas e \u00a0in molte opere non fa sentire lamentanza della dea greca. \u00c8 il 1970 quando arriva alla Scala di Milano con &#8220;Lucrezia Borgia&#8221;. La divina catalana diventa &#8220;residenti&#8221; o quasi: si esibir\u00e0 per altri quindici anni, senza pause, in una costante collaborazione col teatro milanese e in un crescendo di successo prorompente. Negli anni successivi, raccolta l&#8217;immensa gloria del palco, il soprano si \u00e8 dedicata a varie attivit\u00e0 benefiche, anche come ambasciatrice dell\u2019Unesco, e ha creato una fondazione in favore dei bambini bisognosi di Barcellona, la sua meravigliosa citt\u00e0 natale che ora pensa di dedicarle, giustamente, una via.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mar\u00eda de Montserrat Viviana Concepci\u00f3n Caball\u00e9 i Folch aveva il nome, come moltissime donne spagnole di una madonna, la Virgen de Montserrat, il monastero dell&#8217;omonima montagna a qualche chilometro da Barcellona. Gi\u00e0 a due anni, suonava il pianoforte, poi il conservatorio, quello prestigioso di Liceo a Barcellona. Nel 1956 a ventitr\u00e9 anni entra nella compagnia dell\u2019Opera di Basilea, dove debutta nel 1957 come Mim\u00ed ne &#8220;La boh\u00e8me&#8221;. 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