{"id":402,"date":"2019-06-04T23:16:29","date_gmt":"2019-06-04T21:16:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=402"},"modified":"2019-06-06T22:58:02","modified_gmt":"2019-06-06T20:58:02","slug":"quando-morire-e-un-diritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2019\/06\/04\/quando-morire-e-un-diritto\/","title":{"rendered":"Quando morire \u00e8 un diritto"},"content":{"rendered":"<p>La terribile vicenda di Noa Pothoven, la ragazza di diciassette anni olandese che ha scelto di porre fine alla sua giovane vita con un\u00a0suicidio approvato dalla famiglia, lasciandosi morire di fame e di sete davanti ai genitori, perch\u00e9 il Governo dei Paesi Bassi glielo impediva, ricorda un&#8217;altra vicenda spagnola, quella di Ramon Sampedro.<\/p>\n<p>Sampedro era un pescatore galiziano che, nel 1968 a venticinque anni, sub\u00ec la frattura del collo a seguito di un tuffo in un tratto di fondale basso. Un errore fatale che lo paralizz\u00f2. Per ventinove anni rimase un vegetale inchiodato in un letto, incapace di muovere un muscolo dal collo in gi\u00f9, aiutato da un respiratore automatico e bisognoso anche di varie dialisi renali e scatole di medicinali per la manutenzione dei suoi organi vitali. Una vita che non era vita e che lui, dopo vent&#8217;anni decise di privarsene, ma nel rispetto delle leggi che non c&#8217;erano. Ramon inizi\u00f2 una lunga e ostinata battaglia contro il Governo spagnolo per ottenere il proprio diritto all&#8217;eutanasia. La Spagna non aveva leggi sul\u00a0&#8220;suicidio assistito&#8221;, ma solo divieti. Il Codice Penale avrebbe punito con la galera chi avesse aiutato Ramon ad andarsene. Anche con un semplice bicchiere d&#8217;acquea con dentro il potente\u00a0cianuro di potassio che lo avrebbe ucciso in pochi minuti, senza farlo soffrire. La sua vicenda l&#8217;ha raccontata nelle sue poesie e nel suo libro &#8220;Lettere dall&#8217;Inferno&#8221;. Negli anni Novanta il suo caso arriv\u00f2 fino alla Corte Suprema di Spagna che lo ascolt\u00f2, ma alla fine respinse le sue richieste. Ma Sampedro era ormai convinto della sua scelta e il 12 gennaio del 1998, finite le lunghe festivit\u00e0 natalizie, e salutati tutti i suoi amici, dopo quasi trent&#8217;anni passati a letto immobile, in compagnia dell&#8217;amica Ramona bevve con una cannuccia, da solo, senza che nessuno lo aiutasse, un bicchiere d&#8217;acqua con dentro il veleno chimico. L&#8217;amica film\u00f2 il suo gesto fino a quando perse conoscenza e mor\u00ec. Ramon Sampedro a 55 anni aveva posto cos\u00ec fine alla sua sfortunata esistenza, senza mostrare lacrime o disperazione, senza chiedere compassione, ma soltanto la libert\u00e0 di decidere per se stesso. Fu un gesto semplice, proprio\u00a0come bere un bicchiere d&#8217;acqua. La polizia arrest\u00f2 Ramona con l&#8217;accusa di complicit\u00e0 nel suicidio assistito, \u00a0poi per mancanza di prove venne prosciolta dalle accuse.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/06\/Ramon.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-411\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/06\/Ramon-300x208.jpg\" alt=\"Ramon\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/06\/Ramon-300x208.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/06\/Ramon-1024x711.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/06\/Ramon.jpg 1598w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Anni dopo Ramona confess\u00f2 quella che era la ovvia e tremenda verit\u00e0: fu lei a procurare il cianuro di potassio e a scioglierlo nel bicchiere che lasci\u00f2 con una cannuccia davanti alle labbra di Ramon. Attualmente la Spagna, come alcuni paesi in Europa, permette al\u00a0malato di decidere se rifiutare o meno le cure o l&#8217;accanimento terapeutico. Prima del 2008 l&#8217;eutanasia era vietata come in Italia e Irlanda.\u00a0Fu il Governo dei socialisti a cambiare il decreto legge, dopo una lunga battaglia parlamentare.\u00a0\u00a0Tuttavia il dibattito si riapre se mantenerla libera o no davanti ai fatti di cronaca come quello della ragazza olandese. Noa non era un vegetale in un letto, aveva diciassette anni. Certo aveva l&#8217;anima malata, mangiata da anni di anoressia e depressione, profondamente segnata da\u00a0tre violenze sessuali subite che lei mai aveva raccontato, n\u00e9 denunciato. In lei non c&#8217;\u00e8ra pi\u00f9 la scintilla della vita. Ma forse con un bravo psicoterapeuta si sarebbe potuta salvare. Sicuramente. Mi chiedo come i genitori le abbiano permesso di uccidersi a soli 17 anni, et\u00e0 in cui ti sei appena affacciato alla vita e \u00a0tutto cambia velocemente anno dopo anno. Non credo si debba\u00a0lasciare decidere a una minorenne depressa sulla sua vita.<br \/>\nLa vicenda di Ramon Sampedro \u00e8 raccontata in un gran bel film, &#8220;Mar adentro&#8221; che in spagnolo significa in alto mare, ma che fu, come al solito, tradotto male sul circuito italiano come &#8220;mare dentro&#8221;. Il film del 2004, diretto dallo spagnolo Alejandro Amen\u00e1bar con Javier Bard\u00e9n nel ruolo di Sampedro, fu premiato con l&#8217;Oscar, il Golden Globe e il Gran Premio della Giuria a Venezia. E Ramon l&#8217;anno scorso, a vent&#8217;anni dalla sua morte e dalla sua ostinata battaglia per morire (impieg\u00f2 gli ultimi dieci anni della sua vita per strappare il diritto a scegliere e alla fine se lo prese senza il consenso di nessuna autorit\u00e0), \u00e8 stato ricordato in una cerimonia in Galizia, nel suo paese natale e con ampio seguito sui giornali spagnoli. Scrisse pi\u00f9 volte e raccont\u00f2 agli amici\u00a0che lui da ventinove anni, ogni notte puntualmente, aveva un unico sogno ricorrente: nuotava libero sul fondale del mare, in alto mare, come piaceva a lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La terribile vicenda di Noa Pothoven, la ragazza di diciassette anni olandese che ha scelto di porre fine alla sua giovane vita con un\u00a0suicidio approvato dalla famiglia, lasciandosi morire di fame e di sete davanti ai genitori, perch\u00e9 il Governo dei Paesi Bassi glielo impediva, ricorda un&#8217;altra vicenda spagnola, quella di Ramon Sampedro. Sampedro era un pescatore galiziano che, nel 1968 a venticinque anni, sub\u00ec la frattura del collo a seguito di un tuffo in un tratto di fondale basso. Un errore fatale che lo paralizz\u00f2. 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