{"id":499,"date":"2019-07-25T20:40:10","date_gmt":"2019-07-25T18:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=499"},"modified":"2019-07-25T23:25:49","modified_gmt":"2019-07-25T21:25:49","slug":"la-spagna-verso-le-urne-per-la-quarta-volta-dal-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2019\/07\/25\/la-spagna-verso-le-urne-per-la-quarta-volta-dal-2016\/","title":{"rendered":"La Spagna verso le urne per la quarta volta dal 2016"},"content":{"rendered":"<p>Niente da fare. S\u00e1nchez incassa la seconda \u00a0bocciatura dall&#8217;emiciclo della Camera bassa di Madrid. La Spagna \u00e8 a due passi dal rischio di ritornare per la quarta volta in tre anni e mezzo alle urne per tentare di avere\u00a0un governo stabile. Pedro S\u00e1nchez, el guapo, che ha stregato quindici milioni di spagnoli alle legislative di fine aprile, portandosi a casa il loro consenso, non riesce a convincere l&#8217;ex alleato Podemos e il resto dei parlamentari che potrebbero dargli la maggioranza assoluta per governare senza troppi scossoni.<br \/>\nOra la palla passa, come dice la Costituc\u00edon del 1978 a Re Felipe VI che da subito andr\u00e0 alla ricerca di un nuovo candidato per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche se potrebbe ripescare il leader dei Socialisti, come ritengono molti. Nel frattempo, se entro il 23 settembre non ci saranno ancora i numeri er eleggere premier e formare il governo il 10 novembre, come detto, 27 milioni di spagnoli torneranno per la quarta volta alle urne.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/07\/apedro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-504\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/07\/apedro-300x169.jpg\" alt=\"apedro\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/07\/apedro-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/07\/apedro.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nOltre novanta giorni di trattative non sono bastati per trovare un accordo sulla struttura dell&#8217;esecutivo tra i Socialisti e Podemos, i cui deputati ieri si sono astenuti dal voto, provocando la seconda fumata nera della settimana. Podemos, che alle legislative ha preso il 17% delle preferenze e che ora i sondaggi danno in caduta al 14%, oltre alla carica di vicepremier e tre ministeri, ha chiesto anche il dicastero del Lavoro. Ma S\u00e1nchez non ha ceduto e ha preferito soccombere. Attualmente il Psoe \u00e8 dato in forte crescita al 39-40%, contro il 32% ottenuto ad aprile alle urne.<br \/>\nLa votazione di gioved\u00ec 25 luglio ha sfiorato il tragicomico con una trattativa febbrile, tardiva continuata fino a pochi secondi prima di esprimere il voto dei parlamentari. Poco prima delle votazioni, Pablo Iglesias, il professore di Scienze Politiche, traballante numero uno di Podemos che, per l&#8217;occasione, non si \u00e8 messo una giacca, ma ha mostrato la sua solita divisa con camicia a quadretti con le maniche arrotolate fino al gomito, jeans di una taglia in pi\u00f9 e cintura di pelle nera con gli stivaloni, si \u00e8 lamentato del rifiuto del premier dicendo: \u00abVorremmo almeno la stanza degli ospiti, non solo la casetta del cane\u00bb. Le trattative si sono incagliate anche sul concetto di \u00abpari dignit\u00e0\u00bb chiesto da Podemos. Gli ex Indignados si sentono la sinistra spagnola, sociale, estrema, anti sistema, ribelle, populista e femminista. e per Iglesias non ha senso sostenere un esecutivo se mancano le responsabilit\u00e0 e i poteri adeguati.<br \/>\nS\u00e1nchez ha replicato che le richieste di Iglesias erano invece spropositate, che lui sarebbe stato disposto a concedere una vice presidenza con deleghe sociali a Irene Montero, compagna di Iglesias e numero due di Podemos, il dicastero della Parit\u00e0 di genere, della Casa e della Salute. Podemos replicava che erano ministeri svuotati del portafogli e di reali competenze, inutili quindi per portare avanti il programma elettorale del partito. E ha ribadito, fino a pochi attimi dal voto, la richiesta del Ministero del Lavoro con delega alle politiche attive per l\u2019impiego (tra i 2 e i 6 miliardi di dotazione annua). Niente da fare.<br \/>\nIl risultato della votazione a met\u00e0 giornata \u00e8 stato di 155 no (il centro-destra del Partido Popular, i liberal-nazionalisti di Ciudadanos, la destra estrema di Vox, gli indipendentisti catalani dell\u2019ex presidente Carles Puigdemont, tra gli altri), 124 s\u00ec (Psoe e un voto regionalista) e 67 astensioni (Podemos pi\u00f9 baschi pi\u00f9 indipendentisti catalani di sinistra).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Niente da fare. S\u00e1nchez incassa la seconda \u00a0bocciatura dall&#8217;emiciclo della Camera bassa di Madrid. La Spagna \u00e8 a due passi dal rischio di ritornare per la quarta volta in tre anni e mezzo alle urne per tentare di avere\u00a0un governo stabile. 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