{"id":650,"date":"2019-10-14T18:14:12","date_gmt":"2019-10-14T16:14:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=650"},"modified":"2019-10-14T18:14:12","modified_gmt":"2019-10-14T16:14:12","slug":"piu-di-cento-anni-di-condanne-ai-disobbedienti-catalani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2019\/10\/14\/piu-di-cento-anni-di-condanne-ai-disobbedienti-catalani\/","title":{"rendered":"Pi\u00f9 di cento anni di condanne ai disobbedienti catalani"},"content":{"rendered":"<p>Carlos Puigdemont, dalla sua villa sicura e comoda, nei sobborghi eleganti di Bruxelles (sette mila euro a mese), ha parlato di &#8220;agire contro la barbarie di tale sentenza&#8221;, mentre Oriol Junqueras, suo ex braccio destro, ex vice presidente della Catalogna e segretario della Sinistra Repubblicana Catalana, dalla sua cella del carcere (dove non paga affitto e vitto e risiede dal 2017) lo ha\u00a0definito &#8220;un verdetto che suona come una vendetta&#8221;. Non l&#8217;hanno di certo presa bene la sentenza tra le pi\u00f9 attese nella storia della moderna Spagna: oggi il Tribunale Supremo si \u00e8 espresso dopo quasi dieci mesi, tra udienze e camera collegiale. Alla fine la sentenza \u00e8 arrivata di prima mattina: tredici anni per Junqueras accusato di disobbedienza, sedizione e malversazione di denaro pubblico. Tra i 9 e i 10 ani ai suoi sette ministri coinvolti nel referendum illegale del primo ottobre 2017, altri 9 anni ai due Jordi, organizzatori del referendum (hanno prodotto, distribuito e nascosto al blitz della Guardia Civil, le schede per votare un referendum gi\u00e0 dichiarato illegale dalla Corte Costituzionale).<br \/>\nUna sentenza dura, vera, perch\u00e9 come ha ricordato il premier facente funzioni, il socialista, Pedro S\u00e1nchez, &#8220;nessuno \u00e8 al di sopra della Legge&#8221;. Perch\u00e9 al disopra delle legge peer mesi hanno agito i ministri della Generalitat della Catalogna che, in base a un referendum, senza senso e senza censo, senza alcuna regola, ha creduto di portare il suo Parlamento a dichiarare la Repubblica della Catalogna, in modo totalmente unilaterale: come\u00a0dire a Madrid, cos\u00ec \u00e8 e cos\u00ec dovete accettare o sono guai. Giammai, ha tuonato prima la Corte Costituzionale, e poi l&#8217;ormai dimenticato ex premier del Governo di centrodestra Mariano Rajoy, vergognosamente dimenticato per il suo impegno nel frenare i riottosi catalani, impegno dal quale ne \u00e8 uscito vincitore, ma pi\u00f9 debole e bruciato. Lui che con coraggio, nei suoi terribili quasi sette anni di gestione, ha rimesso a posto i conti pubblici, attuato la severissima cura imposta dalla \u00a0Troika per fare uscire l&#8217;economia spagnola dal suo coma e ha poi scagliato contro il governo dei disobbedienti catalani\u00a0il tremendo articolo 155 che, due anni fa, ha esautorato Governo e Parlamento di Barcellona, finiti sotto il controllo di Madrid che ha spinto per nuove elezioni.<br \/>\n&#8220;Ora si apre una nuova era per la Catalogna e la Spagna&#8221; ha dichiarato subito in diretta tv dalla Moncloa, dopo il verdetto, il premier S\u00e1nchez che si getta nella quasi impossibile impresa di eliminare \u00a0i rigurgiti di secessionismo e di protesta che un minuto dopo la sentenza sono gi\u00e0 esplosi per le strade di Barcellona e della Catalogna, con concentrazioni spontanee per strada, i primi cortei, l&#8217;invasione dei binari ferroviari e un tentativo di occupare le piste dell&#8217;aeroporto El Prat che ha causato parecchi ritardi e la carta della Guardia Civil sui dimostranti.<br \/>\nUna parte di Barcellona e della Catalogna va a letto stasera, ferita, umiliato, rabbiosa e con voglia di vendicarsi. La rabbia serpeggia, io mi sono dotato di un potente otto cilindri a trazione integrale e questa notte percorrer\u00f2 i 620 km che dividono la capitale spagnola dalla citt\u00e0 dei conti, guidando in una bella notte tiepida, attraverso la Castilla-La Mancha e la Castilla y Leon e un pezzo della Navarra, per andare a vedere di persona, come sempre faccio, che cosa succeder\u00e0 a Barcellona, la disobbediente, a Barcellona la condannata, ma a capire anche il giudizio di chi da sempre non vuole la secessione, e non fa nulla per diventare protagonista di questo scempio di democrazia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Carlos Puigdemont, dalla sua villa sicura e comoda, nei sobborghi eleganti di Bruxelles (sette mila euro a mese), ha parlato di &#8220;agire contro la barbarie di tale sentenza&#8221;, mentre Oriol Junqueras, suo ex braccio destro, ex vice presidente della Catalogna e segretario della Sinistra Repubblicana Catalana, dalla sua cella del carcere (dove non paga affitto e vitto e risiede dal 2017) lo ha\u00a0definito &#8220;un verdetto che suona come una vendetta&#8221;. 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