{"id":656,"date":"2019-10-19T04:46:56","date_gmt":"2019-10-19T02:46:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=656"},"modified":"2019-10-20T10:47:07","modified_gmt":"2019-10-20T08:47:07","slug":"vivere-con-la-guerriglia-sotto-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2019\/10\/19\/vivere-con-la-guerriglia-sotto-casa\/","title":{"rendered":"Vivere con la  guerriglia sotto casa"},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;altra notte di incendi, sirene, violenza e guerriglia. Un&#8217;altra notte di disordini tra manifestanti che non sono pi\u00f9 tali, ma sono aggressori incappucciati che sfidano, anche a volto scoperto, le forze dell&#8217;ordine.\u00a0Estremisti rossi e neri, indipendentisti e no. Il quartiere Eixample, la Ribeira. Paseo de Gracia e il Barrio di Gracia sono da cinque notti la terra di nessuno che nel buio si accende e brucia ingordamente come un rogo di paglia, per lasciare il giorno dopo, cumuli di ceneri, auto e cassonetti carbonizzati, come a Beirut, come nella striscia di Gaza, come a Damasco.<\/p>\n<p>Il mio vicino di casa si lamenta che \u00e8 da una settimana che paga settanta \u00a0euro al giorno per ricoverare la sua auto nuova, altrimenti sarebbe gi\u00e0 cenere. BarceloNieta (gioco tra Barcelona e Pulita), l&#8217;azienda rifiuti, lamenta che oltre duecento cassonetti sono stati bruciati, la raccolta <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-669\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/10\/Barna-ok-300x188.jpg\" alt=\"Barna ok\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/10\/Barna-ok-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/10\/Barna-ok.jpg 738w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>differenziata \u00e8 soltanto una montagna maleodorante di una massa indefinita che fuma ancora al mattino. La Policia lamenta di avere cinquanta feriti, di cui una decina gravi, con teste e ossa rotte, e ustioni. Oltre alle molotov gli aggressori di ieri in Via Laietana hanno gettato anche acido urticante e ogni possibile oggetto contundente.<br \/>\nVenerd\u00ec 18 ottobre, cinque giorni dopo la lettura della sentenza che ha condannato a una media di dieci anni di galera a testa i dodici autori del golpe secessionista mancato del 2017, \u00e8 stato il giorno dello sciopero generale, una consuetudine che la Catalogna adotta soltanto quando lo \u00e8 anche in tutta la Spagna, ma trovi sempre qualcuno che lavora in questa comunit\u00e0 operosa, dalla mentalit\u00e0 lombarda, che non chiede soldi, assistere e mutue, ma solo la libert\u00e0 di fare.<br \/>\nLo sciopero generale ha cambiato il volto della citt\u00e0: negozi, uffici pubblici chiusi, scuole e mezzi di trasporto fermi. Impossibile trovare un taxi, nemmeno un Uber. La massiccia manifestazione degli oltre 500 mila che chiedevano la liberazione dei condannati (che sono otto su dodici, poich\u00e9 quattro dovranno soltanto pagare una multa pecuniaria), era iniziata col piede giusto. Un bel corteo\u00a0corteo colorato dalle bandiere della Catalogna con famiglie e bambini, distribuito su cinque <em>marxe per la libertat<\/em>, cinque cortei che si sono incontrati, in serata, nella centrale Plaza Catalunya per la festa finale. A Catalunya dove tutto ha inizio e fine. Ma verso le 18, il corteo che risaliva Via Laietana, l&#8217;elegante strada-salotto occupata dai magnifici palazzi del Liberty catalano, ha subito l&#8217;attacco di oltre duecento persone, di cui molte incappucciate, che con spranghe, sassaiole, molotov e bombe carta di acido hanno preso di mira il\u00a0triplo cordone della Policia Nacional, scatenando la guerriglia in strada, tra cariche, e auto che bruciavano assieme a cumuli di immondizia non rimossa. Tutto sotto gli occhi esterrefatti di molti turisti ospiti dei tanti hotel e B&amp;B del quartiere, molto frequentato perch\u00e9 a met\u00e0 strada tra il centro e la spiaggia. La guerriglia \u00e8 andata avanti fino e oltre la mezzanotte. Vedo le 9 di sera il blocco di aggressori, estremisti indipendentisti, rossi e neri, si \u00e8 rimpolpato con nuovi arrivi che hanno portato casse di oggetti da lanciare (case poi rinvenute dalla Guardia Civil, dopo la segnalazione dell&#8217;elicottero che ha ripreso e fotografato dall&#8217;alto i movimenti degli aggressori). Come siano riusciti ad arrivare fino al centro, in una citt\u00e0 blindata e chiusa non si sa.<\/p>\n<p>Verso mezzanotte un drappello di una quarantina di persone, a volto scoperto, era ancora a Urquinaona a sfidare le forze dell&#8217;ordine che con canti catalani e lanci di oggetti continuavano a sfidare le forze dell&#8217;ordine col lancio di ogni oggetto reperibile. I facinorosi impedivano ai pompieri di spegnere gli ultimi roghi, ma una ultima carica, con potenti getti d&#8217;acqua, ha sgombrato Via Laietana e Plaza Urquinaona, permettendo ai vigili del fuoco di fare il loro mestiere e alla Policia di completare gli ultimi arresti: una ottantina solo venerd\u00ec, con un centinaio di feriti, di cui una trentina agenti. Solo verso le due di notte, la situazione su Laietana si \u00e8 normalizzata. Le tecniche di aggressione alle forze dell&#8217;ordine hanno fatto pensare a un gruppo ben allenato e organizzato di almeno quattrocento persone che si \u00e8 infiltrato nel corteo pacifico con migliaia di persone e, al momento giusto, ha tirato fuori dai loro zainetti, stanche, molotov, acido, caschi e protezioni e hanno aggredito manifestanti pacifici e polizia. Una tecnica tipica dei <em>black bloc<\/em> come si \u00e8 vista al G8 di Genova nel 2001. E chi non aveva le munizioni con s\u00e9, puntualmente le ha trovate in determinati punti.<\/p>\n<p>In serata il ministro degli Interni Fernanda Marlaska, ha detto in diretta Tv, che chi aggredisce un agente dell&#8217;odine, deve scontare la prigione fino a sei anni. Ma nel caos delle ultime tre settimane, prima del voto nazionale delle legislative, mancano le voci del premier S\u00e1nchez e anche gli interventi e gli inviti alla pace e al dialogo del presidente della Catalogna Quim Torra e della sindaca Ada Colau. Mancano paio le parole. Stanno tutti zitti e pensano alle urne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un&#8217;altra notte di incendi, sirene, violenza e guerriglia. Un&#8217;altra notte di disordini tra manifestanti che non sono pi\u00f9 tali, ma sono aggressori incappucciati che sfidano, anche a volto scoperto, le forze dell&#8217;ordine.\u00a0Estremisti rossi e neri, indipendentisti e no. Il quartiere Eixample, la Ribeira. 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