{"id":708,"date":"2019-11-04T15:58:02","date_gmt":"2019-11-04T14:58:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=708"},"modified":"2019-11-04T16:04:26","modified_gmt":"2019-11-04T15:04:26","slug":"a-una-settimana-dal-voto-la-spagna-teme-lastensionismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2019\/11\/04\/a-una-settimana-dal-voto-la-spagna-teme-lastensionismo\/","title":{"rendered":"A una settimana dal voto, la Spagna teme l&#8217;astensionismo"},"content":{"rendered":"<p>Manca una <strong>settimana<\/strong> al <strong>voto<\/strong> per le elezioni <strong>legislative<\/strong> spagnole. Domenica <strong>10<\/strong> <strong>novembre<\/strong>, infatti, \u00a0per la <strong>quarta volta<\/strong> dal <strong>2015<\/strong> ventisei milioni di spagnoli sono <strong>invitati<\/strong> alle urne per eleggere un nuovo <strong>Parlamento<\/strong>. Un voto anticipato per la quarta volta, dopo le quattro crisi di Governo che si sono verificate negli ultimi <strong>quattro<\/strong> anni, quando \u00e8 sempre mancata una stabilit\u00e0 politica al <strong>Congreso<\/strong>.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/okkie.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-713\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/okkie-300x180.jpg\" alt=\"okkie\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/okkie-300x180.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/okkie.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La fase <strong>peggiore<\/strong> e pi\u00f9 acuta della <strong>crisi<\/strong> <strong>politica<\/strong> di Madrid \u00e8 iniziata nel giugno del 2018 quando l\u2019allora <strong>premier<\/strong> di centro-destra Mariano <strong>Rajoy<\/strong>, a opera di una mozione costruttiva di <strong>sfiducia<\/strong>, fu invitato alle dimissioni e la <strong>guida<\/strong> del paese, come conviene la <strong>Costituzione<\/strong> spagnola del 1978, pass\u00f2 nelle mani dei Socialisti guidati dal giovane Pedro <strong>S\u00e1nchez<\/strong>, da pochi anni eletto presidente del <strong>PSOE<\/strong>. S\u00e1nchez mise su un esecutivo, con l\u2019appoggio esterno di Podemos di Pablo <strong>Iglesias<\/strong> e di alcuni partiti indipendentisti catalani, PdeCat, di Carles Puigdemont e la Sinistra <strong>Repubblicana<\/strong> Catalana (Erc) di Oriol <strong>Junqueras<\/strong>, condannato a <strong>dodici<\/strong> <strong>anni<\/strong> di <strong>galera<\/strong> per il fallito <strong>golpe<\/strong> del 2017. Ma lo scorso aprile, al momento della votazione della <strong>Manovra<\/strong> <strong>Finanziaria<\/strong> per il 2020, i partiti indipendentisti sfiduciarono in Parlamento il premier che dovette poi vinse alle legislative anticipate, ma con una risicata maggioranza che aveva bisogno di un <strong>alleato<\/strong>. S\u00e1nchez che si \u00e8 sempre ostinato a <strong>mettere<\/strong> su un <strong>esecutivo<\/strong>\u00a0senza alcuna alleanza di partito. Cos\u00ec, \u00a0dopo una lunghissima consultazione tra i <strong>vari<\/strong> <strong>protagonisti<\/strong> politici di cinque mesi, il premier socialista <strong>annunci\u00f2<\/strong> <strong>nuove<\/strong> <strong>elezioni<\/strong> in <strong>autunno<\/strong>.<\/p>\n<p>A oggi le <strong>previsioni<\/strong> di <strong>voto<\/strong> danno in vantaggio ancora il <strong>PSOE<\/strong> con il <strong>27,9<\/strong>%, <strong>pari<\/strong> a <strong>118<\/strong>&#8211;<strong>126<\/strong> <strong>seggi<\/strong>). <strong>Segue<\/strong>, dopo un sorprendente <strong>balzo<\/strong> in avanti, lo storico partito competitore, il <strong>PP<\/strong>, guidato da <strong>Pablo<\/strong> <strong>Casado<\/strong>, con un <strong>20,3%<\/strong> (lo scorso aprile era al <strong>16,7<\/strong>). Al terzo posto c\u2019\u00e8 <strong>Unidos Podemos<\/strong>, gli ex Indignados del 5 maggio che in sei mesi sono passati dal <strong>14,3<\/strong> <strong>al<\/strong> <strong>13,5<\/strong>, mantenendo, comunque, una <strong>posizione<\/strong> alta rispetto al disastro di <strong>Ciutadanos<\/strong>, <strong>precipitato<\/strong> <strong>dal<\/strong> <strong>15,9<\/strong> <strong>all<\/strong>\u2019<strong>8,9<\/strong>, per una <strong>profonda<\/strong> crisi <strong>interna<\/strong>. Da segnalare l\u2019avanzata di <strong>Vox<\/strong>, la destra estremista di Santiago Abascal: dal 10,3 al <strong>13,2<\/strong>.<\/p>\n<p>Considerati i sondaggi, l\u2019<strong>11<\/strong> <strong>novembre<\/strong> la Spagna avr\u00e0 di <strong>nuovo<\/strong> una <strong>maggioranza<\/strong> <strong>frammentatissima<\/strong>, come lo scorso aprile, un bel <strong>nulla<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>fatto<\/strong> se i vincitori potenziali, i Socialisti, non rinnovino una coalizione con <strong>Podemos<\/strong>\u00a0o un altro alletao (Ciutadanos?) in modo da aggiungere al loro <strong>fienile<\/strong> i voti di Iglesias o di <strong>Rivera<\/strong> (che per\u00f2 sono troppo pochi se si confermano i sondaggi) e governare con una <strong>discreta<\/strong> <strong>maggioranza<\/strong>. Su queste previsioni, come una <strong>spada<\/strong> di <strong>Damocle<\/strong>, pende la probabilit\u00e0 di un&#8217;altissima percentuale dell&#8217;astensione. Gli spagnoli sono stanchi di non avere un Governo solido, anche in un momento particolare dove l&#8217;economia nazionale \u00e8 molto <strong>rallentata<\/strong> e gli <strong>economisti<\/strong> <strong>hanno<\/strong> dovuto rivedere al ribasso le pensioni di crescita, passa da un <strong>3,2<\/strong>% <strong>al<\/strong> <strong>2<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Manca una settimana al voto per le elezioni legislative spagnole. Domenica 10 novembre, infatti, \u00a0per la quarta volta dal 2015 ventisei milioni di spagnoli sono invitati alle urne per eleggere un nuovo Parlamento. 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