{"id":791,"date":"2019-11-24T16:57:37","date_gmt":"2019-11-24T15:57:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=791"},"modified":"2019-11-25T14:24:40","modified_gmt":"2019-11-25T13:24:40","slug":"luruguay-stanco-di-nove-anni-di-sinistra-va-alle-urne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2019\/11\/24\/luruguay-stanco-di-nove-anni-di-sinistra-va-alle-urne\/","title":{"rendered":"L\u2019Uruguay stanco di nove anni di sinistra, va alle urne"},"content":{"rendered":"<p><strong>Urne<\/strong> <strong>aperte<\/strong>\u00a0oggi in <strong>Uruguay<\/strong> per il secondo turno delle elezioni presidenziali. A differenza di <strong>Bolivia<\/strong>, Brasile, Chile e <strong>Colombia<\/strong> dove la <strong>tensione<\/strong> \u00e8 <strong>altissima<\/strong> da varie <strong>settimane<\/strong>, dopo che si sono verificati colpi di Stato e tentativi di ribellione e rivolta, finiti nel sangue, nel <strong>piccolo<\/strong> <strong>stato<\/strong> del <strong>Cono<\/strong> <strong>Sur<\/strong> regna la <strong>tranquillit\u00e0<\/strong>. Il quotidiano statunitense <em><strong>New<\/strong> <strong>York<\/strong> <strong>Times <\/strong><\/em>racconta un fatto singolare: una decina di giorni fa, per caso\u00a0alcuni sostenitori di <strong>due<\/strong> <strong>partiti<\/strong> <strong>opposti<\/strong> si sono incrociati nel <strong>Parque<\/strong> <strong>del<\/strong> <strong>Prado<\/strong>, nel centro di Montevideo, correva un po\u2019 di <strong>tensione<\/strong>, come in tutte le altre province, quando i due <strong>gruppi oppositori\u00a0si sono\u00a0<\/strong>ritrovati schierati frontalmente, per scherzo, hanno\u00a0inscenato una lotta, per poi accendere iPod e casse portatili e\u00a0iniziare a <strong>ballare<\/strong> assieme con musica <strong>latina<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_796\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/Pepe.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-796\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-796\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/Pepe-300x168.jpg\" alt=\"Jos\u00e9 Pepe Mujica, presidente dell'Uruguay dal 2010 al 2015.\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-796\" class=\"wp-caption-text\">Jos\u00e9 Pepe Mujica, presidente dell&#8217;Uruguay dal 2010 al 2015.<\/p><\/div>\n<p>Un <strong>bel<\/strong> <strong>gesto<\/strong> di rispetto e perdono in un Paese che fino agli anni Ottanta scontava una brutale dittatura, vinta da anni di guerriglia. Tra questi guerriglieri, tra i <strong>Tupamaros<\/strong>, c\u2019era un politico molto giovane che poi sarebbe diventato \u00a0<strong>Presidente<\/strong> <strong>dell\u2019Uruguay<\/strong> dal 2010 al 2015,\u00a0<b>Jos\u00e9 Alberto Mujica Cordano<\/b>, conosciuto come <strong>Pepe<\/strong> Mujica, classe 1935, il pi\u00f9 singolare tra i capi di Stato per il suo stile di vita lontano da ricchezza, potere e riflettori. \u00a0Pepe \u00e8 stato leader del <strong>Movimento<\/strong> di <strong>Partecipazione<\/strong> <strong>Popolare<\/strong>, raggruppamento maggioritario del <strong>Frente<\/strong> <strong>Ampio<\/strong>,\u00a0fino alle sue dimissioni avvenute nel 2009. Il 30 novembre 2009 vinse le presidenziali, battendo al ballottaggio <strong>Luis<\/strong> <strong>Alberto<\/strong> <strong>Lacalle<\/strong>. Pepe \u00e8 famoso perch\u00e9 nei suoi cinque nani di mandato ha <strong>donato<\/strong><strong>met\u00e0<\/strong> <strong>del<\/strong> <strong>suo<\/strong> <strong>stipendio<\/strong>\u00a0di 7 mila euro mensili in <strong>beneficenza<\/strong>, ha vissuto non nella casa persideniel, ma in una villetta molto modesta nella periferia di <strong>Montevideo<\/strong>, guidando un <strong>vecchio<\/strong> <strong>maggiolino<\/strong> Volkswagen. Durante gli <strong>inverni<\/strong> pi\u00f9 freddi, ha ordinato di aprire le porte e le stanze della casa presidenziale per accogliere i senzatetto. Un presidente molto amato che anche nei suoi cinque anni di guida ha contribuito a ridurre di molto la povert\u00e0: la <strong>povert\u00e0<\/strong> <strong>assoluta<\/strong>\u00a0in Uruguay <strong>si<\/strong> <strong>\u00e8<\/strong> <strong>ridotta<\/strong> di pi\u00f9 di <strong>due<\/strong> <strong>terzi<\/strong>durante gli ultimi <strong>15<\/strong> <strong>anni<\/strong> <strong>utilizzando<\/strong> le misure di sostegno condizionato e di lotta alla povert\u00e0, introdotte nel <strong>Paese<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_797\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/Tabare.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-797\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-797\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/Tabare-300x147.jpg\" alt=\"Tabar\u00e9 V\u00e1zquez, presidente del'Uruguay uscente, per la corrente Socialista.\" width=\"300\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/Tabare-300x147.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2019\/11\/Tabare.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-797\" class=\"wp-caption-text\">Tabar\u00e9 V\u00e1zquez, presidente del&#8217;Uruguay uscente, per la corrente Socialista.<\/p><\/div>\n<p><strong>Dopo<\/strong> <strong>Mujica<\/strong>, \u00e8 ritornato <strong>Tabar\u00e9<\/strong> <strong>Vazquez<\/strong>, sempre membro \u00a0del <strong>Frente<\/strong> <strong>Ampio<\/strong>, ma nella corrente <strong>Socialista<\/strong>. Vazquez \u00e8 stato anche sindaco della capitale uruguaiana. Ma durante il regno di Tabar\u00e9, <strong>l\u2019Uruguay<\/strong> \u00a0ha registrato un serio <strong>cambio<\/strong> del <strong>clima<\/strong><strong>sociale<\/strong> e politico. A Montevideo e in tutto il Paese tra il 2018 e il 2019 <strong>furti<\/strong>, <strong>rapine<\/strong> e <strong>omicidi<\/strong>, in particolare, sono <strong>aumentati<\/strong>pericolosamente: gli omicidi sono raddoppiati, la gente \u00e8 scesa in strada a protestare per la <strong>mancanza<\/strong> di <strong>sicurezza. Inoltre,\u00a0<\/strong>negli ultimi anni c\u2019\u00e8 stato un peggioramento della <strong>situazione<\/strong> <strong>economica, la <\/strong>piccola<strong> e costante crescita economica,\u00a0<\/strong>s\u2019\u00e8 interrotta: la\u00a0<strong>disoccupazione<\/strong> \u00e8 <strong>cresciuta,\u00a0<\/strong>trainata\u00a0dalla <strong>crisi<\/strong> <strong>finanziaria<\/strong> di molti paesi <strong>latinoamericani<\/strong> del <strong>continente. <\/strong>Si \u00e8 iniziato a <strong>formare<\/strong> un gruppo di chi era stanco <strong>dell\u2019alternarsi<\/strong> di <strong>guide<\/strong> <strong>comuniste<\/strong> o socialiste. Infatti, in <strong>trent\u2019anni<\/strong> di <strong>democrazia<\/strong> in Uruguay, i partiti di <strong>centrosinistra<\/strong> racchiusi nella coalizione Frente Ampio hanno prevalso: si sono alternati socialisti,\u00a0<strong>socialdemocratici<\/strong>, comunisti ed <strong>ex<\/strong> <strong>membri<\/strong> della guerriglia. Ma questo \u201c<strong>fronte<\/strong>\u201d ha iniziato a mostrare <strong>segni<\/strong> <strong>di<\/strong><strong>logoramento<\/strong>. Al primo turno delle elezioni, lo scorso ottobre, il suo candidato <strong>Daniel<\/strong> <strong>Martinez<\/strong>, 60 anni, ex <strong>sindaco<\/strong> di Montevideo ed ex <strong>ministro<\/strong> <strong>dell\u2019Industria<\/strong>, \u00e8 arrivato primo con il <strong>40<\/strong> <strong>per<\/strong> <strong>cento<\/strong> dei <strong>voti<\/strong>, ma in vista del secondo turno non \u00e8 riuscito ad accordarsi con nessuno dei suoi rivali <strong>per ottenere il sostegno<\/strong>. Alle elezioni parlamentari, che si sono <strong>svolte<\/strong> lo stesso giorno, il Frente Amplio <strong>ha<\/strong> <strong>perso<\/strong> <strong>la<\/strong> <strong>maggioranza<\/strong> <strong>dei<\/strong> <strong>seggi<\/strong>.<br \/>\nUn <strong>segno<\/strong> che forse gli uruguaiani sono pronti a dirigersi a destra, <b>dopo quindici anni\u00a0ininterrotti di\u00a0<\/b><strong>sinistra<\/strong> al <strong>potere<\/strong>.\u00a0Luis <strong>Lacalle<\/strong> <strong>Pou<\/strong>, il leader <strong>conservatore<\/strong>\u00a0del <strong>Partido<\/strong> <strong>Nacional \u00e8 stato votato\u00a0<\/strong>da meno del <strong>30<\/strong>\u00a0per cento degli <strong>elettori<\/strong> <strong>primo<\/strong> turno. Lacalle Pou, che coi suoi 46 anni \u00e8 il candidato pi\u00f9 giovane, \u00e8 <strong>figlio<\/strong> di <strong>un<\/strong> <strong>ex<\/strong> <strong>presidente<\/strong> uruguaiano. \u00c8 riuscito a\u00a0raggiungere <strong>rapidamente<\/strong> <strong>un<\/strong> <strong>accordo<\/strong> con gli altri due candidati di <strong>centro<\/strong> e <strong>centrodestra<\/strong>, che hanno preso ciascuno poco pi\u00f9 del <strong>10<\/strong> <strong>per<\/strong><strong>cento<\/strong>, assicurandosi cos\u00ec una buona <strong>possibilit\u00e0<\/strong> di rimontare al <strong>secondo<\/strong> turno grazie <strong>all\u2019appoggio<\/strong> di loro due.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Urne aperte\u00a0oggi in Uruguay per il secondo turno delle elezioni presidenziali. A differenza di Bolivia, Brasile, Chile e Colombia dove la tensione \u00e8 altissima da varie settimane, dopo che si sono verificati colpi di Stato e tentativi di ribellione e rivolta, finiti nel sangue, nel piccolo stato del Cono Sur regna la tranquillit\u00e0. Il quotidiano statunitense New York Times racconta un fatto singolare: una decina di giorni fa, per caso\u00a0alcuni sostenitori di due partiti opposti si sono incrociati nel Parque del Prado, nel centro di Montevideo, correva un po\u2019 di tensione, come in tutte le altre province, quando i due [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2019\/11\/24\/luruguay-stanco-di-nove-anni-di-sinistra-va-alle-urne\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1108,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[278,782,66484,13226,79,3733,372007,371986,51299,18622],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/791"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=791"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":806,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/791\/revisions\/806"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}