{"id":96,"date":"2018-11-06T21:10:19","date_gmt":"2018-11-06T20:10:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=96"},"modified":"2019-02-01T14:30:58","modified_gmt":"2019-02-01T13:30:58","slug":"trentanni-dal-primo-migrante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2018\/11\/06\/trentanni-dal-primo-migrante\/","title":{"rendered":"Trent&#8217;anni dal primo migrante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/11\/ildef.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-100\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/11\/ildef-300x200.jpg\" alt=\"ildef\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/11\/ildef-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/11\/ildef-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2018\/11\/ildef.jpg 1960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Fu trovato sulla spiaggia andalusa di Tarifa. Aveva pochi vestiti addosso impregnati d\u2019acqua, le braccia disposte a croce col viso rivolto al cielo, dopo che aveva attraversato con una zattera improvvisata lo stretto di Gibilterra, morendo tra le onde. Il suo corpo il mare lo restitu\u00ec il primo novembre del 1988. Era un marocchino attorno ai venticinque anni, fu la prima vittima censita dell\u2019immigrazione attraverso il Mediterraneo. La sua immagine fu immortalata dal giornalista spagnolo Ildefonso Sena con la sua Nikkon: dieci scatti in bianco e nero che fecero il giro del mondo e denunciarono qualcosa che molti non conoscevano. Ildefonso, senza saperlo, aveva testimoniato con quelle immagini crude l\u2019inizio di una lunga serie di tentativi dei migranti africani finiti in tragedia. Come il bimbo dalla pelle color blu morto asfissiato e lasciato come fosse una bambola sula sabbia di Mykonos.<\/p>\n<p>A pochi passi dal corpo mai riconosciuto del ragazzo marocchino, incagliati su uno scoglio c\u2019erano i resti di una zattera. Ildefonso che all\u2019epoca era un giovane reporter del <em>Diario de Cadiz<\/em>, ora in pensione, il 3 novembre, due giorni dopo il ritrovamento, cont\u00f2 atri due cadaveri, poi altri quattro, poi due. Il conto finale fu di undici persone annegate mentre tentavano di raggiungere dal Marocco la Spagna. L\u2019anniversario di quel dramma dell\u2019immigrazione \u00e8 stato celebrato in sordina, proprio su quella spiaggia. C\u2019era Ildefonso, c\u2019era qualche autorit\u00e0 di Tarifa. Quegli undici morti furono i primi di altri settemila che, secondo le stime, dicono siano morti nel Mediterraneo all\u2019altezza di Gibilterra, dove le correnti marine sono insidiosissime e i fondali raggiungono i mille metri.<\/p>\n<p>Tra il 1982 e il 1984 erano stato fermati dalla Guardia Civil di Cadice alcuni trafficanti di marijuana provenienti dal Marocco, ma nessuno prevedeva che entro pochi anni, sarebbe esplosa la crisi dei flussi d&#8217;immigrazione con una Spagna e un&#8217;Europa totalmente impreparate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fu trovato sulla spiaggia andalusa di Tarifa. Aveva pochi vestiti addosso impregnati d\u2019acqua, le braccia disposte a croce col viso rivolto al cielo, dopo che aveva attraversato con una zattera improvvisata lo stretto di Gibilterra, morendo tra le onde. Il suo corpo il mare lo restitu\u00ec il primo novembre del 1988. 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