{"id":961,"date":"2020-01-07T18:52:36","date_gmt":"2020-01-07T17:52:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=961"},"modified":"2020-01-07T18:52:36","modified_gmt":"2020-01-07T17:52:36","slug":"due-voti-salvano-il-premier-sanchez-e-gli-permettono-il-primo-governo-di-coalizione-di-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2020\/01\/07\/due-voti-salvano-il-premier-sanchez-e-gli-permettono-il-primo-governo-di-coalizione-di-sinistra\/","title":{"rendered":"Due voti salvano il premier S\u00e1nchez e gli permettono il primo governo di coalizione di sinistra"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pedro S\u00e1nchez ce l&#8217;ha fatta. Al secondo turno<\/strong>. Marted\u00ec pomeriggio, dopo che sabato scorso <strong>era arrivata una fumata nera per la sua investitura a premier,<\/strong> \u00e8 \u00a0riuscito a strappare un solo voto in pi\u00f9 (167 s\u00ec) rispetto ai 166 del primo turno di votazione, da quel <strong>mosaico di partitini minori nazionalisti<\/strong>, regionali e comunisti che <strong>assieme al sostegno di Podemos<\/strong> e alla fondamentale astensione della <strong>Sinistra Repubblicana Catalana<\/strong> e indipendentista<strong> (Erc)<\/strong> e dei nazionalisti baschi di <strong>Bildu<\/strong>, gli permetteranno <strong>nei prossimi giorni di varare il suo primo governo da eletto,<\/strong> primo governo di <strong>coalizione<\/strong> e di sinistra nella storia <strong>della giovane democrazia<\/strong> spagnola.<\/p>\n<p>Era quasi certo che <strong>il leader socialista riuscisse<\/strong>, dopo avere <strong>oliato quel delicato meccanismo di cifre e astensioni<\/strong> che gli a dato il via libera <strong>con una\u00a0maggioranza minima e relativa.<\/strong>. L&#8217;accordo con <strong>Erc e Bildu ha tenuto, per ben due turni di voto,<\/strong> e una volta formato <strong>il suo esecutivo rosso-viola assieme a Pablo Iglesias,<\/strong> leader di Podemos, il bel Pedro dovr\u00e0, <strong>tra i tanti impegni, nazionali e internazionali, riaprire il tavolo di negoziati<\/strong> con la Generalitat catalana e trovare una soluzione politica e non giuridica <strong>alla &#8220;questione catalana&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sul tavolo del nuovo governo ci sono temi non pi\u00f9 posticipatili<\/strong>, come la finanziaria, <strong>la riforma delle pensioni,<\/strong> del lavoro, <strong>il minimo salariale<\/strong> e poi, come scritto, la secessione della Catalogna, <strong>una missione impossibile<\/strong> se prima non si cambiano <strong>gli articoli della Costituzione<\/strong>. Secessione si o no, (forse si arriver\u00e0 tra qualche anno <strong>alla concessione di una massiccia indipendenza ai catalani<\/strong>\u00a0tanto che, alla fine si arrenderanno e \u00a0opteranno <strong>per non staccarsi \u00a0pi\u00f9 da Madrid<\/strong>). Tuttavia la questione catalana dar\u00e0 <strong>un bel filo da torcere a S\u00e1nchez e compagni.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>In questo quasi anno in cui la <strong>Spagna \u00e8 rimasta priva di un governo,<\/strong> se non un esecutivo ad interim impossibilitato a votare le riforme,<strong> la ripresa economica ha continuato a rimanere<\/strong> stabilmente in crescita, ma ci sono <strong>questioni da risolvere col voto del Congreso.\u00a0<\/strong>Poi, con la crisi tra Iran e <strong>Usa apertasi ultimamente,<\/strong> la Spagna dovr\u00e0 anche decidere <strong>che fare dei suoi militari.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pedro S\u00e1nchez ce l&#8217;ha fatta. Al secondo turno. 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