{"id":994,"date":"2020-01-16T15:51:42","date_gmt":"2020-01-16T14:51:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/?p=994"},"modified":"2020-01-17T06:05:21","modified_gmt":"2020-01-17T05:05:21","slug":"almodovar-si-mangia-favino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2020\/01\/16\/almodovar-si-mangia-favino\/","title":{"rendered":"Almodovar si mangia Favino"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;Academy di Los Angeles sceglie di candidare &#8220;Dolor y Gloria&#8221;,<\/strong> il film spagnolo scritto e diretto da <strong>Pedro Almodovar<\/strong> e lo ammette nella doppia cinquina di film stranieri da cui, il prossimo 9 febbraio, sar\u00e0 <strong>premiata la miglior pellicola non di lingua inglese<\/strong>. &#8220;Il traditore&#8221; <strong>di Marco Bellocchio, pellicola sulla vita<\/strong> del pentito di mafia pi\u00f9 illustre al mondo, <strong>Tommaso Buscetta, non ce la ha fatta,<\/strong> scartato dai giurati che non hanno <strong>apprezzato la straordinaria interpretazione di Pierfrancesco Favino<\/strong>. Spagna 1-Italia 0, anche il nostro <strong>Paese ha vinto molti pi\u00f9 Oscar<\/strong> dei cugini iberici, <strong>tra registi, attori, attrici e pellicole<\/strong> premiate, anche fuori la categoria delle <strong>pellicole straniere.\u00a0<\/strong>A questo giro ci sono ben dieci pellicole, tra cui gli agguerritissimi <strong>&#8220;Parasite&#8221; della Korea del Sud<\/strong>, il gi\u00e0 citato &#8220;Dolor y Gloria&#8221; <strong>e l&#8217;Estonia con &#8220;Trurh and Justice&#8221;.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_1004\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/dolor.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1004\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1004\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/dolor-300x169.jpg\" alt=\"Pedro Almodovar, (al centro) 70 anni con Asier G\u00f3mez Etxeand\u00eda, (a sx) e Antonio Banderas (a dx), protagonisti della sua ultima pellicola &quot;por y Gloria&quot; in lizza per l\u00ecOscar nella categoria Migliore Pellicole Straniera\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/dolor-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/dolor-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/files\/2020\/01\/dolor.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1004\" class=\"wp-caption-text\">Pedro Almodovar, (al centro) 70 anni con Asier G\u00f3mez Etxeand\u00eda, (a sx) e Antonio Banderas (a dx), protagonisti della sua ultima pellicola &#8220;Dolor y Gloria&#8221; in lizza per l&#8217;Oscar nella categoria Migliore Pellicole Straniera.<\/p><\/div>\n<p><strong>\u00c8 la seconda volta per il regista adottivo madrileno<\/strong>\u00a0dopo <strong>&#8220;Tutto su mia madre&#8221;<\/strong> che, poi, vinse la statuetta. <strong>Agli oltre seicento membri<\/strong> dell&#8217;Academy \u00e8 piaciuta la storia melodrammatica di <strong>Salvador Mallo<\/strong>, alter ego di Almodovar, nella pellicola, <strong>un regista cinematografico oramai sul viale<\/strong> del tramonto, <strong>afflitto dai ricordi e dalle gioie<\/strong> passate. <strong>Dolori che sono in partee fisici<\/strong>, in parte dell&#8217;anima. La pellicola \u00e8 <strong>un grande quadro che dipinge una vita intera<\/strong>, a partire dagli <strong>anni Sessanta<\/strong>, quando, bambino i suoi genitori, in cerca di fortuna, traslocano a <strong>Paterna, piccolo borgo povero della pi\u00f9 povera<\/strong> provincia di <strong>Valencia<\/strong>. La madre, Jacinta, con il volto di <strong>Penelope Cruz<\/strong>, attrice feticcio di Almodovar, <strong>autoritaria e amorevole<\/strong>. Poi Salvador da uomo maturo <strong>va a Madrid dove incontra il suo primo<\/strong> amore da adulto. \u00c8 la vivace Capital degli anni <strong>Ottanta, appena uscita dalla morsa del Franchismo<\/strong>, che vuole festeggiare <strong>per dimenticare quel trentennio di buio seguito<\/strong> alla Guerra Civile. Savador sperimenta sulla sua pelle le gioia, la libert\u00e0, <strong>il sesso, e poi la perdita di un amore ancora forte<\/strong> che lo condanner\u00e0 all&#8217;infelicit\u00e0 <strong>dell&#8217;anima per il resto dei suoi giorni<\/strong>. Poi la scoperta della scrittura come <strong>unica terapia al dolore<\/strong>, per dimenticare l\u2019indimenticabile e, infine, <strong>il cinema, la settima arte che dapprima \u00e8 la medicina per riempire<\/strong> quel vuoto nello stomaco, e scacciare via il dolore della perdita, ma poi <strong>diventa un desiderio irraggiungibile<\/strong> dell&#8217;impossibilit\u00e0 di continuare a <strong>nutrirsi di esso<\/strong>.<br \/>\n<strong>&#8220;Dolor y Gloria&#8221; \u00e8 un grande film<\/strong>, un&#8217;emozione visiva e di sentimenti da non perdere, forse <strong>il film pi\u00f9 riuscito di Almodovar,<\/strong> reso vivo da una sceneggiatura impeccabile e la bravura di <strong>Antonio Banderas<\/strong> (altro attore feticcio) che recita la vita sullo schermo di Almodovar, <strong>giocando sulle differenze.<\/strong> Un film che spiega come la necessit\u00e0 di raccontare una storia, che sia la propria vita <strong>o un&#8217;invenzione \u00e8 indispensabile<\/strong> per comprendere i propri limiti, <strong>il proprio dolore e le proprie ambizioni.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;Academy di Los Angeles sceglie di candidare &#8220;Dolor y Gloria&#8221;, il film spagnolo scritto e diretto da Pedro Almodovar e lo ammette nella doppia cinquina di film stranieri da cui, il prossimo 9 febbraio, sar\u00e0 premiata la miglior pellicola non di lingua inglese. &#8220;Il traditore&#8221; di Marco Bellocchio, pellicola sulla vita del pentito di mafia pi\u00f9 illustre al mondo, Tommaso Buscetta, non ce la ha fatta, scartato dai giurati che non hanno apprezzato la straordinaria interpretazione di Pierfrancesco Favino. Spagna 1-Italia 0, anche il nostro Paese ha vinto molti pi\u00f9 Oscar dei cugini iberici, tra registi, attori, attrici e pellicole [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/2020\/01\/16\/almodovar-si-mangia-favino\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1108,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16568,16949,34531,4990],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/994"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1108"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=994"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/994\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1007,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/994\/revisions\/1007"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pellegrino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}