{"id":265,"date":"2016-03-08T18:43:43","date_gmt":"2016-03-08T17:43:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/?p=265"},"modified":"2016-03-08T18:43:43","modified_gmt":"2016-03-08T17:43:43","slug":"cibo-essiccato-una-risorsa-da-sfruttare-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/2016\/03\/08\/cibo-essiccato-una-risorsa-da-sfruttare-meglio\/","title":{"rendered":"Cibo essiccato, una risorsa da sfruttare meglio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/files\/2016\/03\/dry.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-266\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/files\/2016\/03\/dry-300x224.jpg\" alt=\"dry\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/files\/2016\/03\/dry-300x224.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/files\/2016\/03\/dry.jpg 535w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In giapponese si chiama Kanbutsu e non \u00e8 una nuova arte marziale, ma semplicemente il cibo essiccato. In un contesto di rispetto dell&#8217;ambiente e, soprattutto, di lungimiranza, vale la pena dare la giusta attenzione alle origini e alle tradizioni alimentari di popoli come quello nipponico. Pensate solo alla sostenibilit\u00e0 di questo metodo naturale di conservazione. Ci sarebbe una netta diminuzione del consumo di energia elettrica e i cibi, diventando pi\u00f9 leggeri\u00a0e meno ingombranti, faciliterebbero le spedizioni con riduzione sia del\u00a0consumo di carburanti, sia di produzione di CO2. A maggior ragione, ripensando anche allo spreco che, a volte, facciamo di frutta e verdura, \u00a0condannati, anche per dimenticanza, alla pattumiera. E senza trascurare i prodotti naturali cosiddetti \u201dimperfetti\u201d che potrebbero essere commercialmente sfruttati dopo un valido essiccamento. Un impatto sociale da non\u00a0trascurare, quindi. Se poi si sottolinea che, essiccando alcuni alimenti,\u00a0ad esempio i funghi, aumenta il loro contenuto di vitamina E e D, mentre altri,\u00a0invece, offrirebbero resa migliore a livello di sapore, come le carote o il\u00a0daikon, il gioco \u00e8 fatto. Ma come si<br \/>\nessiccano, per\u00f2, questi alimenti? Naturalmente all\u2019aria, sfruttando il sole\u00a0o, semplicemente, in casa, aiutati, magari, dai termosifoni gi\u00e0 in uso. Oppure esisite anche l&#8217;essiccatore o il forno: ma a questo punto verrebbe meno la riduzione di energia elettrica. Una\u00a0volta essiccati, i cibi si devono conservare in buste di carta o in scatole di\u00a0legno. Se conservati a regola d&#8217;arte, gli alimenti essiccati durano anche un anno, ma \u00e8 bene consumarli entro sei mesi dal trattamento per beneficiare al massimo delle propriet\u00e0 nutritive. Al momento dell\u2019uso, i cibi disidratati vanno fatti rinvenire in acqua, nel sake, nel\u00a0vino, nel brodo di pollo e in qualsiasi liquido che possa valorizzarne il\u00a0sapore. Anche lo yogurt ha il suo potere reidratante: lasciando immersi,\u00a0dentro questo alimento, i cibi essiccati per una notte intera, gli stessi\u00a0assorbono il siero, mentre lo yogurt avanzato potr\u00e0 essere utilizzato come\u00a0ingrediente per la preparazione dei piatti, conferendo un gusto fresco. Per chi avesse la curiosit\u00e0 di approfondire questo tipo di cucina, due studiose enogastronomiche giapponesi, Yukako Sakai e Emi Tabirache, stanno promuovendo il progetto Dry and Peace, organizzando delle lezioni di cucina e veri workshop dove si possono scoprire mille modi di utilizzo dei cibi essiccati per la preparazione di piatti gourmand.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In giapponese si chiama Kanbutsu e non \u00e8 una nuova arte marziale, ma semplicemente il cibo essiccato. In un contesto di rispetto dell&#8217;ambiente e, soprattutto, di lungimiranza, vale la pena dare la giusta attenzione alle origini e alle tradizioni alimentari di popoli come quello nipponico. Pensate solo alla sostenibilit\u00e0 di questo metodo naturale di conservazione. 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