{"id":308,"date":"2016-04-11T17:24:57","date_gmt":"2016-04-11T15:24:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/?p=308"},"modified":"2016-04-11T17:25:09","modified_gmt":"2016-04-11T15:25:09","slug":"diabete-infantile-attenzione-ai-segnali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/2016\/04\/11\/diabete-infantile-attenzione-ai-segnali\/","title":{"rendered":"Diabete infantile, attenzione ai segnali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/files\/2016\/04\/diabete.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-309\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/files\/2016\/04\/diabete-208x300.jpg\" alt=\"diabete\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/files\/2016\/04\/diabete-208x300.jpg 208w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/files\/2016\/04\/diabete.jpg 579w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a>Anche i bambini possono avere il diabete. Si parla, infatti, di diabete infantile e quello di tipo 1 si manifesta in prevalenza nell&#8217;infanzia, anche al di sotto dei 6 anni e nell&#8217;adolescenza. Ma non \u00e8 tanto la patologia in s\u00e9 che preoccupa, quanto la sua manifestazione d&#8217;esordio: il diabete infantile andrebbe diagnosticato e trattato subito per evitare la rischiosa complicanza della chetoacidosi diabetica. Ma di cosa si tratta? Nella sua forma pi\u00f9 grave, il diabete infantile pu\u00f2 causare edema cerebrale, fino al rischio di decesso del bambino e proprio queste nefaste conseguenze dovrebbero allarmare i genitori. Quindi, mamme e pap\u00e0, occhi aperte e, soprattutto, attenzione alla continua richiesta di liquidi per placare una sete intensa e alla frequente pip\u00ec; senza trascurare anche l&#8217;eccessivo dimagrimento. Ovviamente, occorre parlarne al pediatra, ma attenzione a non tardare la visita, sottovalutando questi sintomi, rischiando di incorrere in quella che \u00e8 considerata una vera emergenza clinica. Ecco perch\u00e9, sulla base di uno studio che ha coinvolto a livello nazionale 68 centri di Diabetologia Pediatrica, la Societ\u00e0 Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica ha organizzato questa campagna di sensibilizzazione strategica per ottenere ottimi risultati. Coordinata dalla dott.ssa Ivana Rabone, medico Dirigente dell&#8217;Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, la ricerca ha segnalato che dei 14.493 bambini seguiti nei centri specializzati, 2.453 hanno presentato un esordio di malattia nel biennio 2012-2013 e, tra questi, ben il 38,5% \u00e8 stati ricoverato in chetoacidosi diabetica, di cui il 10.3% in forma grave. Come dice Rabone: \u201cIl diabete non si pu\u00f2 prevenire, ma si possono limitare i danni provocati dalle complicanze di esordio. Stiamo lavorando per prevenire la comparsa di chetoacidosi e il metodo pi\u00f9 efficace, oltre alla diffusione capillare delle raccomandazioni, \u00e8 stato quello di realizzare un manifesto con messaggi semplici e intuitivi.\u201d. \u201cL&#8217;obiettivo della campagna \u2013 ha concluso il dott. Andrea Scaramuzza, Responsabile del Servizio Diabetologia del Sacco di Milano \u2013 \u00e8 abbattere il pi\u00f9 possibile il 38,5% di incidenza di questa emergenza clinica\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Anche i bambini possono avere il diabete. Si parla, infatti, di diabete infantile e quello di tipo 1 si manifesta in prevalenza nell&#8217;infanzia, anche al di sotto dei 6 anni e nell&#8217;adolescenza. Ma non \u00e8 tanto la patologia in s\u00e9 che preoccupa, quanto la sua manifestazione d&#8217;esordio: il diabete infantile andrebbe diagnosticato e trattato subito per evitare la rischiosa complicanza della chetoacidosi diabetica. Ma di cosa si tratta? 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