{"id":632,"date":"2017-02-13T18:00:49","date_gmt":"2017-02-13T17:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/?p=632"},"modified":"2017-02-13T18:00:49","modified_gmt":"2017-02-13T17:00:49","slug":"il-paziente-non-e-un-numero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/2017\/02\/13\/il-paziente-non-e-un-numero\/","title":{"rendered":"Il paziente non \u00e8 un numero"},"content":{"rendered":"<p>Ne ho sentito parlare, con grande passione, da Gabriella Pravettoni<span class=\"m_5905688673082551388gmail-apple-converted-space\">\u00a0<\/span>, docente di psicologia che, affiancata da Umberto Veronesi, promuoveva la \u201cmedicina ad personam\u201d, un nuovo approccio verso il paziente e la sua malattia, per il quale i futuri medici dovranno essere educati. Il malato deve essere considerato una persona, nella sua totalit\u00e0, e non un numero. Spesso, per\u00f2, sono gli stessi pazienti a non affidarsi al proprio medico, vuoi per ragioni di imbarazzo e di timidezza, vuoi per difficolt\u00e0 a comunicare con un professionista sanitario di livello, trovando nell\u2019infermiere una figura pi\u00f9 prossima a loro e alla quale confidare le paure e ansie.\u00a0 Nello specifico, \u00e8 stata presa in considerazione la necessit\u00e0 di avere personale infermieristico competente e specializzato nella gestione \u00a0e cura dei pazienti affetti da Leucemia Mieloide Cronica. Conoscete la patologia? Si tratta di una malattia neoplastica che colpisce le cellule staminali del midollo osseo, dando il via ad una proliferazione incontrollata di globuli bianchi a causa di un\u2019anomalia genetica. Oggi grazie ai farmaci e alle cure si pu\u00f2 sopravvivere anche a lungo, ma il paziente deve convivere con una patologia davvero difficile da gestire e da trattare, che influisce negativamente sulla qualit\u00e0 della vita. Nel quadro del progetto Euriclea, presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II, sar\u00e0 avviato il corso di Perfezionamento Universitario in \u201cInfermieristica in Ematologia\u201d per preparare il personale a porsi al meglio come interlocutore con un malato di\u00a0 LMC,\u00a0 che sottoposto a cura, \u00e8 soggetto a disturbi gastrointestinali, affaticamento, mal di testa, tendenza a infezioni, sanguinamenti ed emorragie, tachicardia ed affanno, tutti effetti collaterali che richiedono l\u2019intervento di personale sanitario, oltre ad impattare negativamente sulla serenit\u00e0 del malato.\u00a0 L\u2019infermiere, in questi casi, \u00e8 indispensabile perch\u00e9 comprendendo le condizioni e le necessit\u00e0 del paziente \u00e8 in grado anche di informare in modo corretto il medico curante. In questo modo il paziente \u00e8 posto al centro: la sua qualit\u00e0 di vita avr\u00e0 dei benefici e sar\u00e0 pronto a recuperare il suo contesto sociale e lavorativo. Forse ci si sta rendendo conto che l\u2019essere umano non \u00e8 solo un numero e che, almeno nella condizione patologica, \u00e8 importante restituirgli la sua dignit\u00e0 di essere umano sofferente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ne ho sentito parlare, con grande passione, da Gabriella Pravettoni\u00a0, docente di psicologia che, affiancata da Umberto Veronesi, promuoveva la \u201cmedicina ad personam\u201d, un nuovo approccio verso il paziente e la sua malattia, per il quale i futuri medici dovranno essere educati. Il malato deve essere considerato una persona, nella sua totalit\u00e0, e non un numero. 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