{"id":653,"date":"2017-03-13T14:48:48","date_gmt":"2017-03-13T13:48:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/?p=653"},"modified":"2017-03-13T14:48:48","modified_gmt":"2017-03-13T13:48:48","slug":"la-tradizione-a-tavola-il-tortello-cremasco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/2017\/03\/13\/la-tradizione-a-tavola-il-tortello-cremasco\/","title":{"rendered":"La tradizione a tavola: il tortello cremasco"},"content":{"rendered":"<p>Cosa si mangia oggi? La semplicit\u00e0 della domanda prevede, spesso, una risposta complessa e mai scontata, visto che anche il concetto del \u201cmangiare\u201d ha mutato il suo valore. Quando si esce, non si dice pi\u00f9 che &#8220;sono andata a mangiare&#8221;. No, ormai si parla di &#8220;esperienza sensoriale&#8221;, di &#8220;percorso gastronomico&#8221;, per raccontare i voli pindarici di chef e di cuochi che optano per una cucina ardita, a volte supportati da grande concretezza, ma talvolta solo dalla smania di stupire e di sorprendere, con risultato a volte, deludenti. E non solo per il palato. Meno banale \u00e8 la domanda: ma che fine ha fatto la tradizione? Perch\u00e9 va bene essere attratti da alchemiche combinazioni di ingredienti ricercati, o dal fascino dell&#8217;Oriente (come avranno fatto i nostri nonni e genitori a sopravvivere senza sushi, mi chiedo ironicamente), ma non commettiamo il delitto di far morire la tradizione di alcuni nostri piatti che, invece, andrebbero tramandati di generazione in generazione, perch\u00e9 rappresentano un importante pezzo di cultura italiana. Due settimane fa, ad esempio, mi trovavo nella deliziosa Crema per vedere, con la mia famiglia, il tradizionale carnevale cremasco. Al sabato, abbiamo soggiornato all\u2019Agriturismo Cascina Loghetto e qui ho conosciuto Anna Maria Mariani \u00a0con la quale mi sono messa a chiacchierare sulle tradizioni culinarie della zona, come amo fare quando, nei fine settimana, mi sposto nelle localit\u00e0 fuori Milano. Il discorso \u00e8 finito sul tortello cremasco. Lo conoscete? Certamente per fama, anche se in molti lo confondono con il tortello ripieno di zucca. Per questo, per rispetto della tradizione, mi sono fatta spiegare bene come confezionare un tortello doc e poi, grazie alla disponibilit\u00e0 della proprietaria, mi sono cimentata in cucina, cercando di ricreare, con i giusti suggerimenti, questo piatto, informazioni che vorrei condividere con i lettori di questo blog. \u00a0Nato come piatto povero, prelibatezza tratta da ingredienti di recupero, il tortello cremasco \u00e8 confezionato con pasta matta. Cosa sar\u00e0 mai questa pasta matta? Si tratta di una sfoglia priva di uova che sfutta il potere \u201clegante\u201d della farina O\u00a0 sciolta in acqua calda.\u00a0 Quindi farina, acqua calda e un poco di sale, ma la sorpresa \u00e8 arrivata quando \u00e8 stata ora di preparare il ripieno: amaretti scuri \u201cGallina\u201d, quelli al cioccolato, grana, uvetta ammollata nel Marsala secco, \u00a0cedro, un mostaccino (biscotto secco speziato), un uovo intero, noce moscata e del sale e una mentina. Una mentina?\u00a0 S\u00ec avete capito bene. Avete presente quelle caramelle bianche alla menta che mangiavano le nostre nonne? La ricetta originaria prevede un insieme di ingredienti semplici e di facile reperimento, disponibili in casa. \u00a0Di primo acchito sembra una ricetta che potrebbe fare a pugni con i piatti usciti da performance acrobatiche di chef di nome, o di stella; invece, ve lo assicuro, onore e gloria al tortello cremasco.Dopo aver coppato la pasta con un bicchiere, si riempie il disco e lo ci chiude a mezzaluna premendo i bordi con 5 pizzichi per non fare scappare il ripieno gustoso e profumato. Sembra semplice, ma non lo \u00e8. Dopo alcune forme improbabili, finalmente le mie dita hanno cominciato a pizzicare in maniera adeguata:\u00a0 ma che fatica! Molto meno impegnativo e decisamente pi\u00f9 accattivante \u00e8 stato il momento dell\u2019assaggio: Dopo aver fatto sobbollire poco pi\u00f9 di un quarto d\u2019ora il tortello, mi sono stati serviti con un condimento di grana, burro fuso e salvia. A un prezzo, poi, alla portata di tutti. Insomma, se vi capita di pranzare o cenare a Crema, fatevi un bel piatto di tortelli cremaschi. Viva la tradizione italiana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cosa si mangia oggi? La semplicit\u00e0 della domanda prevede, spesso, una risposta complessa e mai scontata, visto che anche il concetto del \u201cmangiare\u201d ha mutato il suo valore. Quando si esce, non si dice pi\u00f9 che &#8220;sono andata a mangiare&#8221;. No, ormai si parla di &#8220;esperienza sensoriale&#8221;, di &#8220;percorso gastronomico&#8221;, per raccontare i voli pindarici di chef e di cuochi che optano per una cucina ardita, a volte supportati da grande concretezza, ma talvolta solo dalla smania di stupire e di sorprendere, con risultato a volte, deludenti. E non solo per il palato. 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