{"id":982,"date":"2021-05-10T20:49:56","date_gmt":"2021-05-10T18:49:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/?p=982"},"modified":"2021-05-10T21:08:13","modified_gmt":"2021-05-10T19:08:13","slug":"quando-si-rompe-il-menisco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/persiani\/2021\/05\/10\/quando-si-rompe-il-menisco\/","title":{"rendered":"Quando si rompe il menisco"},"content":{"rendered":"<p>Negli anni \u201980, quando ci si \u201crompeva\u201d un menisco, tendenzialmente l\u2019ortopedico, sottoponeva l\u2019infortunato ad apertura dell\u2019articolazione, asportazione del menisco; poi, gesso per un mese e riabilitazione. Chiss\u00e0 quanti di voi hanno subito la stessa sorte e oggi, stanno pagando, a caro prezzo, questo tipo di intervento che ha portato ad una degenerazione dell\u2019articolazione. Come spiega il dott. Corrado Bait, specializzato in Ortopedia e Traumatologia, socio presso il centro specializzato Physioclinic di Milano \u201cil menisco \u00e8 una struttura che dona stabilit\u00e0 al ginocchio e funziona come ammortizzatore. Il femore e la tibia, si accoppiano perfettamente grazie alla presenza del menisco consentendo il movimento tipico del ginocchio. Quando il menisco si rompe possono verificarsi episodi di blocco e causa di frammenti che ostacolano il meccanismo di movimento, mentre l\u2019assenza del menisco, col tempo, pu\u00f2 provocare seri problemi di deambulazione\u201d. Oggi le tecniche si sono evolute e cos\u00ec anche le strumentazioni in grado di individuare il problema a livello articolare. \u201cAttraverso la visione diretta, esami strumentali come la palpazione della zona meniscale e anche esami diagnostici come la risonanza, \u00e8 possibile verificare la gravit\u00e0 del problema. Quando, palpando, non si trova la giusta consistenza e non si ha pi\u00f9 stabilit\u00e0 si deve intervenire in artroscopia tagliando un pezzo di menisco, o riparandolo con suture, allo scopo di ridare proprio la stabilit\u00e0 originaria. Questa \u00e8 una soluzione da preferire nei pazienti giovani per salvaguardare il pi\u00f9 possibile l\u2019integrit\u00e0 dell\u2019articolazione.\u201d. E\u2019 interessante scoprire proprio come, grazie a queste tecniche pi\u00f9 avanzate, si possano salvaguardare le articolazioni del ginocchio, evitando usura. \u201cTogliendo gran parte del menisco, si sottopone il ginocchio a stress meccanici che, automaticamente, vengono assorbiti da cartilagine e anche dall\u2019osso; le conseguenze di questo sovraccarico si manifestano attraverso lo sviluppo di artrosi precoce. Ovviamente, la degenerazione avviene lentamente, nell\u2019arco di alcuni anni e le conseguenze dell\u2019intervento al menisco dipendono da alcune variabili, come ad esempio, l\u2019et\u00e0 del paziente, ma anche dal peso\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Negli anni \u201980, quando ci si \u201crompeva\u201d un menisco, tendenzialmente l\u2019ortopedico, sottoponeva l\u2019infortunato ad apertura dell\u2019articolazione, asportazione del menisco; poi, gesso per un mese e riabilitazione. Chiss\u00e0 quanti di voi hanno subito la stessa sorte e oggi, stanno pagando, a caro prezzo, questo tipo di intervento che ha portato ad una degenerazione dell\u2019articolazione. Come spiega il dott. Corrado Bait, specializzato in Ortopedia e Traumatologia, socio presso il centro specializzato Physioclinic di Milano \u201cil menisco \u00e8 una struttura che dona stabilit\u00e0 al ginocchio e funziona come ammortizzatore. 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