{"id":1046,"date":"2022-06-06T15:47:45","date_gmt":"2022-06-06T13:47:45","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/?p=1046"},"modified":"2022-06-06T21:17:29","modified_gmt":"2022-06-06T19:17:29","slug":"anatomia-del-complottista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/2022\/06\/06\/anatomia-del-complottista\/","title":{"rendered":"Anatomia del complottista"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1047 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/06\/ccb1b298-4911-4972-8dfa-286f0d6bcfc9-300x295.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/06\/ccb1b298-4911-4972-8dfa-286f0d6bcfc9-300x295.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/06\/ccb1b298-4911-4972-8dfa-286f0d6bcfc9.jpg 358w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Mentre il taxi mi porta a destinazione, ascolto con un orecchio la geopolitica del tassista. Condivido abbastanza il suo punto di vista, ma quando siamo quasi arrivati, mi accorgo che il \u201cdittatore\u201d contro il quale ha inveito per tredici minuti non \u00e8 Putin, ma Draghi. Per educazione, per ipocrisia e per una sorta di timore reverenziale nei confronti del tassametro, non lo mando a stendere.<\/h3>\n<h3>Il paradosso della democrazia equiparata alla dittatura affascina persone di tutte le estrazioni sociali, livello di consapevolezza e intelligenza, non solo gli acchiappa-garbugli che attingono il loro \u201csapere\u201d su siti complottisti-uno-punto-zero. C\u2019\u00e8 un movimento di persone che vive felicemente in Occidente, ma \u00e8 entrato in un labirinto di paradossi, dai quali \u00e8 impossibile districarsi. Il paradosso \u00e8 utile quando la prospettiva surrealista mostra le contraddizioni di un sistema; l\u2019importante \u00e8 saperne uscire quando serve, ma spesso quelli che lo adottano in modo sistematico, ne rimangono schiavi, salendo e scendendo le scale di Escher (<strong><a href=\"https:\/\/www.scalemilano.it\/le-scale-escher\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a><\/strong>) senza soluzione di continuit\u00e0. Il paradosso senza punti di riferimento con la realt\u00e0 assomiglia a un tragico gioco di prestigio dove l\u2019uccellino viene fatto sparire, ma poi non ricompare pi\u00f9. Povero uccellino, e povero anche il prestigiatore: che spettacolo del cavolo!<\/h3>\n<h3>Ci sono due tipi di imprigionati: il complottista evoluto usa il paradosso come esercizio mentale per smascherare i falsi miti contemporanei. Quello poco evoluto, invece, usa il paradosso come rifugio fine a se stesso. L\u2019evoluto quando viene \u201csgamato\u201d si sente umiliato come Sansone tosato: perde sicurezza, si mette a fare il saputello. Come il topo del giovane Putin che messo in un angolo salta in testa al futuro satrapo, il complottista evoluto, ma stanato, insulta, e se \u00e8 anche proprietario del pallone, scappa via, lasciando i suoi amichetti alle cinque di pomeriggio di Sabato con una voglia matta di giocare a calcio (dibattere) senza pi\u00f9 avere la materia prima (commentatore intelligente).<\/h3>\n<h3>Il complottista basico, invece, ogni volta che viene impallinato si rialza come se nulla fosse, come l\u2019uomo mercurio in Terminator di Arnold Schwarzenegger.<\/h3>\n<h3>Tutti i complottisti di ogni grado di evoluzione amano alla follia il concetto di \u201cdeep state\u201d, un termine esoterico che per noi persone banali \u00e8 identificabile con gli interessi collettivi di un Paese. Certo, il divario sempre pi\u00f9 grande tra ricchi e poveri ha peggiorato di molto la situazione, e visto che l\u20191% della popolazione in America detiene il 40% degli assets, \u00e8 perfettamente legittimo sospettare che gli interessi collettivi stiano gradualmente degenerando in qualcosa di molto pi\u00f9 torbido.<\/h3>\n<h3>Sarebbe forse meglio parlare di diseguaglianza economica, anzich\u00e8 usare termini esoterici impenetrabili per definizione. La diseguaglianza avvicina effettivamente le democrazie moderne ai sistemi totalitari: la buona notizia \u00e8 che in Occidente esiste ancora una societ\u00e0 che partecipa alla cosa pubblica, quindi campa cavallo. Certo, il rischio \u00e8 quello di cuocere a fuoco lento senza accorgercene, proprio come una rana.<\/h3>\n<h3>Cancel culture e complottismo sono malattie tipicamente occidentali. Se la cancel culture picchia sul passato, i complottisti usano la scolorina sul presente, rifugiandosi nel mito di una Libert\u00e0 superiore e ineguagliata. I pi\u00f9 evoluti sono iper razionali, ma rifuggono dall\u2019unico metro autentico e verificabile, quello del confronto tra sistema reale e sistema ideale. Con loro c\u2019\u00e8 almeno l\u2019illusione che la vera Libert\u00e0 esista da qualche parte; dove, non si sa. Quelli meno evoluti, invece, si perdono nel labirinto dei loro capricci e delle loro piccole libert\u00e0 violate. Negli anni Settanta una canzone profetica dei Gatti di Schr\u00f6dinger (<strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=H1iCb86d58M\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a><\/strong>) li aveva gi\u00e0 inquadrati alla perfezione:<\/h3>\n<h3><em>\u00abVoglio l&#8217;erba voglio, voglio avere un quadrifoglio da trovare sul mio prato di moquette (\u2026) Voglio chi mi esalta, voglio avere un John Travolta che mi preghi di insegnargli il Rock and Roll (\u2026) Voglio comandare un giorno all&#8217;ONU, e col potere fare uscire Bergamo dal MEC (\u2026) Insomma voglio l&#8217;impossibile un divano sommergibile per fare un tuffo nell&#8217;assurdit\u00e0\u00bb<\/em>.<\/h3>\n<h3>Cos\u00ec come l\u2019anoressico sa che guarire equivale a ingrassare, i complottisti professionisti non vogliono uscire dal paradosso, perch\u00e8 amano rimanere per l\u2019eternit\u00e0 dentro un enigma impenetrabile. Sta al loro grado di consapevolezza capire quando si sono spinti troppo oltre nel labirinto mentale, in cerca della vera Libert\u00e0. Certo, se torniamo coi ricordi agli anni Settanta quando noi baby boomers viaggiavamo sparapanzati sulla cappelliera della Fiat 125, tutto impallidisce a confronto. Quello che per\u00f2 i complottisti fanno finta di ignorare, \u00e8 che la democrazia occidentale, per quanto imperfetta, ha creato e continua a mantenere una bolla di benessere e libert\u00e0 civili che in natura non esistono.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019immagine su questo blog \u00e8 di Deborah Joy Bormann <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/deborahjoybormann\/?hl=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">@deborahjoybormann<\/a>.<\/h2>\n<h4>Deborah nasce a Trieste, citt\u00e0 di confine, da padre statunitense e madre spagnola. Vive a Bologna, Pisa, Amsterdam, Madrid, San Francisco. Una serie di coincidenze e passioni la porta a Torino, oramai citt\u00e0 d\u2019adozione.<br \/>\nSpirito indipendente, visionario e\u2026 disperatamente ottimista.<br \/>\nMadre, compagna, insegnante, arteterapeuta e artista.<br \/>\nDa sempre adora leggere, scrivere, pensare e creare.<\/h4>\n<h5>Le idee espresse da Andrea nei suoi articoli non rappresentano necessariamente le opinioni e le convinzioni di Deborah.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mentre il taxi mi porta a destinazione, ascolto con un orecchio la geopolitica del tassista. Condivido abbastanza il suo punto di vista, ma quando siamo quasi arrivati, mi accorgo che il \u201cdittatore\u201d contro il quale ha inveito per tredici minuti non \u00e8 Putin, ma Draghi. Per educazione, per ipocrisia e per una sorta di timore reverenziale nei confronti del tassametro, non lo mando a stendere. 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