{"id":1485,"date":"2023-06-09T10:23:46","date_gmt":"2023-06-09T08:23:46","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/?p=1485"},"modified":"2023-06-09T10:28:28","modified_gmt":"2023-06-09T08:28:28","slug":"al-lupo-al-lupo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/2023\/06\/09\/al-lupo-al-lupo\/","title":{"rendered":"Al lupo! Al lupo!"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1486 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2023\/06\/scream-265x300.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2023\/06\/scream-265x300.jpg 265w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2023\/06\/scream.jpg 632w\" sizes=\"(max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/>\u00abUrlate piano!\u00bb Si raccomandava negli anni Settanta la mamma di un amico di mio fratello, quando l\u2019orda di unni-baby-boomer amici di suo figlio invadevano la casa. Possiamo alzare o abbassare il volume della voce, ma una volta emesso il massimo urlo, quello resta. L\u2019urlo di Munch \u00e8 unico in qualsiasi circostanza.<\/h3>\n<h3>Cos\u00ec come il grido di allarme, anche le parole sono sempre a rischio di inflazione galoppante (troppe parole che inseguono allarmi troppo esigui), specialmente davanti a un\u2019innovazione tecnologica che minaccia di stravolgere la nostra vita. Gli effetti della tecnologia sono esponenziali, mentre le parole di allarme raggiungono picchi che alla fine si equivalgono e si annullano: insomma, il classico \u00abAl lupo! Al lupo!\u00bb.<\/h3>\n<h3>L\u2019ultimo allarme in ordine di tempo \u00e8 seguito all\u2019annuncio della ChatGPT il 30 Novembre scorso. Sembrava una conferenza ordinaria sugli sviluppi futuri dell\u2019intelligenza artificiale. Nessuno degli addetti ai lavori immaginava che il pandemonio fosse imminente.<\/h3>\n<h3>La cosa divertente \u00e8 che il nostro \u201curlo di Munch\u201d odierno per l&#8217;avvento dell&#8217;intelligenza artificiale non \u00e8 molto differente da quello espresso da uno stimato scrittore a met\u00e0 del ventesimo secolo, insofferente per la diffusione della radio di massa. Quelle che seguono sono le parole di Giuseppe Prezzolini, allora sessantacinquenne, su La Stampa del 10 Dicembre 1947:<\/h3>\n<h3>\u00abQuando ci sar\u00e0 la radio da per tutto, anche in chiesa ed a scuola, bisogner\u00e0 ricominciare da capo a creare delle case o delle citt\u00e0 dove la radio non sia ammessa (\u2026) L&#8217;ultima ondata \u00e8 venuta con la fabbricazione a buon mercato di radio portatili. Non c&#8217;\u00e8 bamberotto o sgonnellatrice di quindici anni che non se la porti dietro in tramvai, in omnibus o in ferrovia, nelle sale d&#8217;aspetto dei dentisti e degli ospedali, e col capino appoggiato sulla bocca dell\u2019ordigno stia immerso ad ascoltare i languori delle canzoni, le stecche fatte ad arte della musica moderna, gli stridori del jazz (\u2026) Si lasciano ipnotizzare da queste voci, che ripetono le rime pi\u00f9 comuni con gli accenti pi\u00f9 disperati e si vede nelle loro facce un vuoto assoluto, un bisogno di sentirsi cullare e addormentare, con l&#8217;animo pronto ad abbandonarsi a qualunque ritmo prometta l&#8217;annullamento mentale. Se un giorno si studier\u00e0 il contributo della radio all&#8217;imbecillit\u00e0, credo che si riscontrer\u00e0 esser stato formidabile (\u2026)\u00bb.<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abUrlate piano!\u00bb Si raccomandava negli anni Settanta la mamma di un amico di mio fratello, quando l\u2019orda di unni-baby-boomer amici di suo figlio invadevano la casa. Possiamo alzare o abbassare il volume della voce, ma una volta emesso il massimo urlo, quello resta. L\u2019urlo di Munch \u00e8 unico in qualsiasi circostanza. Cos\u00ec come il grido di allarme, anche le parole sono sempre a rischio di inflazione galoppante (troppe parole che inseguono allarmi troppo esigui), specialmente davanti a un\u2019innovazione tecnologica che minaccia di stravolgere la nostra vita. 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