{"id":190,"date":"2021-10-18T16:44:48","date_gmt":"2021-10-18T14:44:48","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/?p=190"},"modified":"2021-11-03T10:50:34","modified_gmt":"2021-11-03T09:50:34","slug":"il-principe-eugenio-di-savoia-ambasciatore-della-tolleranza-di-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/2021\/10\/18\/il-principe-eugenio-di-savoia-ambasciatore-della-tolleranza-di-genere\/","title":{"rendered":"Il Principe Eugenio di Savoia e la (nostra) tolleranza di genere"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-192 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/a66d6b85-3e9e-4c48-b5d6-a563d709c278-1-300x216.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/a66d6b85-3e9e-4c48-b5d6-a563d709c278-1-300x216.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/a66d6b85-3e9e-4c48-b5d6-a563d709c278-1-1024x738.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/a66d6b85-3e9e-4c48-b5d6-a563d709c278-1-768x553.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/a66d6b85-3e9e-4c48-b5d6-a563d709c278-1.jpg 1345w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/h3>\n<h3>Per promuovere la tolleranza di genere, potrebbe essere utile cominciare, fin dalle elementari, a studiare la storia senza foglie di fico.<\/h3>\n<h3>Il 18 Ottobre 1663 nacque a Parigi il Principe Eugenio di Savoia, uno dei pi\u00f9 grandi condottieri di tutti i tempi. Eugenio crebbe alla corte francese di Luigi XIV, dove da giovane uomo partecipava in abiti femminili alle orge omosessuali del fratello del re. Il Re Sole, per\u00f2, non seppe comprendere le sue vere doti, e nel 1683 Eugenio fugg\u00ec a Vienna dove cominci\u00f2 la prestigiosissima carriera militare che in Francia gli era stata negata.<\/h3>\n<h3>Il 7 Settembre 1706, nel corso della Guerra di Successione Spagnola, Eugenio fu l\u2019artefice della clamorosa vittoria degli Austro-Piemontesi contro l\u2019esercito Franco-Spagnolo che dal 14 Maggio assediava Torino. Il 2 Settembre Eugenio sal\u00ec sulla collina di Superga per osservare la situazione dall\u2019alto. Un assalto frontale avrebbe significato sicura sconfitta per la disparit\u00e0 delle forze in campo, ma Eugenio identific\u00f2 un punto debole nei tre chilometri di terra tra i fiumi Stura e Dora, in zona Lucento, a nord-est dell\u2019attuale parco della Pellerina: in quell\u2019area i gallispani avevano una trincea di \u201ccontrovallazione\u201d rivolta verso la citt\u00e0, ma erano privi di trincea di \u201ccirconvallazione\u201d rivolta verso l\u2019esterno, perch\u00e8 ritenevano del tutto impossibile essere attaccati da quella parte.<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-193 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/assedio-di-Torino-300x239.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/assedio-di-Torino-300x239.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/assedio-di-Torino-1024x816.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/assedio-di-Torino-768x612.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/assedio-di-Torino-1536x1224.jpg 1536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/assedio-di-Torino.jpg 1574w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3>Eugenio decise che avrebbe preso i gallispani al rovescio, un\u2019azione coraggiosissima e temeraria. Dall\u2019accampamento di Villastellone, l\u2019esercito attravers\u00f2 il Po a Carignano il 4 Settembre, per poi procedere verso Pianezza dove il 5 intercett\u00f2 un convoglio di rifornimenti francesi che arrivava dalla val di Susa. La data pi\u00f9 critica fu proprio il 5 Settembre: l\u2019esercito austro-piemontese sfil\u00f2 poco oltre l\u2019arco dell\u2019attuale tangenziale, a 8 km da una Torino cinta d\u2019assedio dai franco-spagnoli che per un motivo imperscrutabile non fecero nulla per impedirlo. Quel giorno Eugenio vinse met\u00e0 della battaglia che si sarebbe combattuta due giorni dopo.<\/h3>\n<h3>Sarebbe interessante capire cosa accadde nella testa dei generali delle forze di occupazione che da quasi quattro mesi avevano tutte le loro attenzioni rivolte verso la citt\u00e0. Forse fu una specie di ipnosi collettiva: una Torino stremata oscillava come un pendolo tra la resistenza e la resa, e i francospani non si preoccuparono minimamente che un esercito nemico di diecimila uomini sfilasse da dietro come un cartone animato in punta di piedi.<\/h3>\n<h3>il 7 Settembre 1706 l\u2019esercito di occupazione preso al rovescio si sgretol\u00f2: sul campo rimasero 7 mila soldati franco-spagnoli, e 3 mila soldati austro-piemontesi.<\/h3>\n<h3>Il principe Eugenio di Savoia mor\u00ec il 21 Aprile 1736. Della sua vita privata sappiamo poco o nulla, e rimane un mistero anche come si considerasse lui nel profondo: nato a Parigi da un ramo secondario della casata dei Savoia, fu in seguito naturalizzato austriaco, ma volle che il suo cuore fosse custodito nella basilica di Superga, fatta costruire da Vittorio Amedeo proprio per celebrare la vittoria del 1706. Poi nessuno sa come andarono le cose, ma il suo cuore \u00e8 di nuovo a Vienna, e riposa in un astuccio appoggiato sulla bara che contiene il resto delle sue spoglie.<\/h3>\n<h3>Se sapessimo fin da bambini che un condottiero gay liber\u00f2 i torinesi dal giogo degli odiati (e poi amati, e poi di nuovo odiati, e poi daccapo\u2026) cugini d\u2019oltralpe, forse riusciremmo a promuovere la tolleranza di genere, senza massacrare la nostra lingua con folli contorsioni verbali,\u00a0 come gli inquietanti genitori \u201cuno\u201d e \u201cdue\u201d che sostituiscono la mamma e il pap\u00e0.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L&#8217;immagine su questo blog \u00e8 di Deborah Joy Bormann <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/deborahjoybormann\/?hl=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">@deborahjoybormann<\/a>.<\/h2>\n<h4>Deborah nasce a Trieste, citt\u00e0 di confine, da padre statunitense e madre spagnola. Vive a Bologna, Pisa, Amsterdam, Madrid, San Francisco. Una serie di coincidenze e passioni la porta a Torino, oramai citt\u00e0 d&#8217;adozione.<br \/>\nSpirito indipendente, visionario e&#8230; disperatamente ottimista.<br \/>\nMadre, compagna, insegnante, arteterapeuta e artista.<br \/>\nDa sempre adora leggere, scrivere, pensare e creare.<\/h4>\n<h5>Le idee espresse da Andrea nei suoi articoli non rappresentano necessariamente le opinioni e le convinzioni di Deborah.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-194\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/dettaglio-300x254.jpg\" alt=\"\" width=\"531\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/dettaglio-300x254.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/10\/dettaglio.jpg 565w\" sizes=\"(max-width: 531px) 100vw, 531px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per promuovere la tolleranza di genere, potrebbe essere utile cominciare, fin dalle elementari, a studiare la storia senza foglie di fico. 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