{"id":1943,"date":"2024-05-22T12:19:29","date_gmt":"2024-05-22T10:19:29","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/?p=1943"},"modified":"2024-05-25T03:44:13","modified_gmt":"2024-05-25T01:44:13","slug":"gavte-la-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/2024\/05\/22\/gavte-la-nato\/","title":{"rendered":"Gavte la Nato"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1944 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2024\/05\/Gatto.png\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"270\" \/>Il &#8220;tam tam&#8221; guerrafondaio sta diventando inquietante. E\u2019 giusto scriverne e parlarne, ma anzich\u00e8 sperare nella guerra totale, \u00e8 possibile percorrere altre strade. Qui di seguito elenco solo tre dei molti &#8220;tam tam&#8221; delle ultime settimane.<\/h3>\n<h3>1. Il 26 Febbraio, al vertice per l\u2019Ucraina organizzato in fretta e furia a Parigi, il presidente Francese Macron annuncia che gli alleati faranno tutto quel che serve per impedire alla Russia di vincere contro l\u2019Ucraina. Prima di quel vertice, il primo ministro Slovacco Robert Fico (che tre mesi pi\u00f9 tardi avrebbe subito un grave attentato) dichiara: <em>\u00abMolti Stati membri della Nato e dell\u2019Unione Europea stanno pensando di inviare i loro soldati sul territorio, e non posso neanche immaginarlo. Questa decisione provocher\u00e0 un\u2019enorme escalation della tensione, \u00e8 una riunione di combattimento, vogliono solo che la strage continui\u00bb<\/em>.<br \/>\n2. Il 6 Aprile, Janan Ganesh scrive sul Financial Times: <em>\u00abLa causa ultima della stagnazione \u00e8 la pace. Oltre a essere la cosa peggiore commessa dalla nostra specie, la guerra \u00e8 uno stimolo creativo. Diversi decenni senza un piano esistenziale potrebbero aver inaridito l\u2019immaginazione occidentale (\u2026) Torniamo indietro al periodo degli impressionisti. \u00c8 il 1871, e la Francia ha perso la guerra contro la Prussia. A Parigi le persone mangiano gli animali dello zoo per sopravvivere. Quando i vincitori proclamano un nuovo stato unificato, la sede prescelta non \u00e8 Berlino, ma Versailles (\u2026) Considerato questo contesto, la questione non \u00e8 come Claude Monet e i suoi amici siano riusciti ad emergere. \u00c8 come avrebbero potuto essere fermati. L&#8217;ordine costituito fu screditato (\u2026) Pennellate visibili, modelli non aristocratici: quando hai mangiato un elefante per cena, queste rotture con le convenzioni pittoriche sembrano meno scandalose (\u2026) Sto scrivendo questo articolo su un MacBook che \u00e8 pi\u00f9 o meno lo stesso portatile che possedevo una generazione fa\u00bb<\/em>.<br \/>\n3. Il 4 Maggio, Mario Monti risponde cos\u00ec ad Aldo Cazzullo, che gli chiede come vede il futuro: <em>\u00abDavvero possiamo avanzare nell\u2019integrazione europea, reggendo due guerre sulle nostre frontiere, senza sacrifici? L\u2019Italia non si \u00e8 fatta senza spargimenti di sangue: non sarebbe bastata la finezza di Cavour, \u00e8 servito l\u2019esercito piemontese, con i volontari, i garibaldini\u00bb<\/em>.<\/h3>\n<h3>Ci manca solo pi\u00f9 la reincarnazione di Gabriele D\u2019Annunzio, che il 15 Maggio 1915 istigava il suo pubblico a uscire dal teatro Costanzi di Roma, e accoppare l\u2019ex presidente del consiglio Giovanni Giolitti, contrario all\u2019ingresso dell\u2019Italia in guerra.<\/h3>\n<h3>Proviamo a circoscrivere all&#8217;Europa l\u2019analisi di questo &#8220;tam tam&#8221;. Se alla fine del secondo conflitto mondiale non ci fosse stata una discontinuit\u00e0, noi rissosi Europei avremmo continuato a scannarci. La rottura con quel passato la dobbiamo agli Americani, che prima del piano Marshall imposero che gli Europei si coordinassero, e nell\u2019Aprile 1948 nacque l\u2019Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea (oggi Ocse).<\/h3>\n<h3>Lucio Caracciolo ha recentemente sottolineato come l\u2019egemonia americana abbia regalato a noi Europei decenni meravigliosi di pace e benessere, ma ora che quell\u2019egemonia traballa, abbiamo perso il senso di noi stessi. Il Paese egemone \u00e8 tale quando persegue i propri interessi che magicamente coincidono con gli interessi dei suoi satelliti. A giudicare dagli obiettivi perseguiti negli ultimi vent\u2019anni dalla Nato in Europa, quell\u2019equilibrio non esiste pi\u00f9.<\/h3>\n<h3>Il 14 Giugno 2021, otto mesi prima del ritorno della guerra in Europa, nessun leader Europeo critic\u00f2 la decisione di estendere l&#8217;alleanza militare anti-russa a un Paese (l&#8217;Ucraina) che significa \u201cterra di confine\u201d, al di l\u00e0 del quale ci sono migliaia di testate nucleari puntate contro di noi. Fu un vero e proprio blackout toponomastico, assurdo almeno come costruire una diga (Vajont) in una gola ai piedi di un monte che secoli fa gli indigeni avevano denominato Marcio (Toc). Impensabile.<\/h3>\n<h3>L\u2019alchimia in perenne movimento tra fattore umano, risorse, geografia, storia (e in questo caso anche un pizzico di toponomastica) si chiama geopolitica, una disciplina abbandonata dagli Europei alla fine della seconda guerra mondiale, a favore degli egemoni. La geopolitica \u00e8 molto pi\u00f9 veloce del movimento tettonico dei continenti, ma molto pi\u00f9 lenta della politica occidentale contemporanea, volatile e umorale.<\/h3>\n<h3>E\u2019 questa differenza di velocit\u00e0 tra politica democratica e geopolitica che fa apparire i regimi totalitari pi\u00f9 efficaci rispetto alle fragili classi politiche occidentali? E\u2019 lecito dire tutto il male possibile di Vlad e Xi, tranne che non agiscano con tempi lenti e carichi di inerzia. I tempi geopolitici consentono di pianificare strategie. I tempi della nostra politica non pi\u00f9, a giudicare dal faccione di Zelensky proiettato in video gigante per tutto il 2022 nei parlamenti europei, luoghi dove dovrebbe regnare la razionalit\u00e0, suggestionati da un ex comico che elegge l\u2019Ucraina a ultimo caposaldo della democrazia.<\/h3>\n<h3>La democrazia ucraina ricorda la vecchia barzelletta della donna incinta che sale sul tram: \u00abMi lasci il posto, che sono incinta\u00bb. L\u2019uomo si alza: \u00abMi scusi, non me n\u2019ero accorto. Da quanto tempo aspetta?\u00bb \u2026\u00abDa un quarto d\u2019ora\u00bb.<\/h3>\n<h3>Come ha detto lo storico Alessandro Barbero in una recente intervista (<span style=\"color: #0000ff\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nPnNSxgt_5k\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a><\/span>): <em>\u00abIl punto \u00e8 capire perch\u00e9 fin dall\u2019inizio i nostri Paesi abbiano deciso che quella causa \u00e8 la nostra causa. Tra due avversari che si assomigliano come due gocce d\u2019acqua, che parlano quasi la stessa lingua, che hanno una storia in comune e condivisa, e appartengono a quell\u2019Europa orientale dove la cultura collettiva \u00e8 diversa da quella occidentale, dove il passato conta molto di pi\u00f9. Perch\u00e8 l\u2019Occidente ha deciso, e ha voluto far credere alla nostra gente, che uno di quei due Paesi era come noi, e per questo dovevamo difenderlo senza chiederci le ragioni della guerra e dell\u2019invasione? Questo \u00e8 il nocciolo menzognero di tutta lo copertura mediatica che c\u2019\u00e8 stata di questa guerra (\u2026) I paesi occidentali si racontano questa meravigliosa leggenda, secondo cui noi non invadiamo mai altri paesi sovrani: sono solo i paesi cattivi che fanno queste cose\u00bb<\/em>.<\/h3>\n<h3>Ora bestemmio: la corrente stupida che ci sta conducendo alla guerra totale \u00e8 stata provocata da una strategia occidentale sballata, non dall\u2019aggressivit\u00e0 di stati totalitari. La risposta non \u00e8 andare come sonnambuli incontro alla guerra, ma modificare questo nostro malato modo di pensare e di agire, a cominciare dall\u2019inquietudine del giornalista del Financial Times per la stagnazione provocata dalla pace, e il suo MacBook uguale a quello di vent\u2019anni fa.<\/h3>\n<h3>Questo ci porta direttamente al titolo del mio articolo. Umberto Eco, nel Pendolo di Foucault, descrive molto bene il significato della frase piemontese \u201cgavte la nata\u201d (pronuncia: Gaute Lanata), attraverso il linguaggio verbale e corporeo di Jacopo Belbo, il protagonista del romanzo:<\/h3>\n<h3><em>\u00abCon un gesto, con una sola interiezione, Belbo aveva il potere di collocarti altrove. Poniamo che tu ti affannassi a dimostrare che Kant aveva davvero compiuto la rivoluzione copernicana della filosofia moderna, e giocassi il tuo destino su quell\u2019affermazione. Belbo, seduto davanti a te, poteva d\u2019un tratto guardarsi le mani, o fissarsi il ginocchio, o socchiudere le palpebre abbozzando un sorriso etrusco, o restare qualche secondo a bocca aperta, con gli occhi al soffitto, e poi, con un leggero balbettio: \u201cEh, certo che quel Kant\u2026\u201d (&#8230;) Poi ti guardava con sollecitudine, come se tu, e non lui, avessi turbato l\u2019incanto, e ti incoraggiava: \u201cMa dica, dica. Perch\u00e9 certo l\u00ec sotto c\u2019\u00e8 qualcosa che\u2026 L\u2019uomo aveva dell\u2019ingegno\u201d. Talora, quand\u2019era al colmo dell\u2019indignazione, reagiva scompostamente. Siccome la sola cosa che lo indignasse era la scompostezza altrui, la sua scompostezza di ritorno era tutta interiore, e regionale. Stringeva le labbra, volgeva prima gli occhi al cielo, poi piegava lo sguardo, e la testa, a sinistra verso il basso, e diceva a mezza voce: \u201cMa gavte la nata.\u201d A chi non conoscesse quell\u2019espressione, spiegava: \u201cGavte la nata, levati il tappo. Si dice a chi sia enfiato di s\u00e9. Si suppone si regga in questa condizione posturalmente abnorme per la pressione di un tappo che porta infitto nel sedere. Se se lo toglie, pffffiiisch, ritorna a condizione umana\u00bb<\/em>.<\/h3>\n<h3>Si \u00e8 perso il significato esatto di \u201cGavte la Nato\u201d (pronuncia: Gaute Lanato) ma \u00e8 qualcosa di talmente simile che ci si potrebbe confondere.<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il &#8220;tam tam&#8221; guerrafondaio sta diventando inquietante. E\u2019 giusto scriverne e parlarne, ma anzich\u00e8 sperare nella guerra totale, \u00e8 possibile percorrere altre strade. Qui di seguito elenco solo tre dei molti &#8220;tam tam&#8221; delle ultime settimane. 1. Il 26 Febbraio, al vertice per l\u2019Ucraina organizzato in fretta e furia a Parigi, il presidente Francese Macron annuncia che gli alleati faranno tutto quel che serve per impedire alla Russia di vincere contro l\u2019Ucraina. Prima di quel vertice, il primo ministro Slovacco Robert Fico (che tre mesi pi\u00f9 tardi avrebbe subito un grave attentato) dichiara: \u00abMolti Stati membri della Nato e dell\u2019Unione [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/2024\/05\/22\/gavte-la-nato\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[379731,38,440733],"tags":[421874,424747,191188,589761,17914,589763,560728,398651,54483],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1943"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1943"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1943\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1953,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1943\/revisions\/1953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}