{"id":565,"date":"2021-12-04T09:58:47","date_gmt":"2021-12-04T08:58:47","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/?p=565"},"modified":"2021-12-04T10:25:48","modified_gmt":"2021-12-04T09:25:48","slug":"gli-anni-settanta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/2021\/12\/04\/gli-anni-settanta\/","title":{"rendered":"Gli anni Settanta"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-566 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/12\/cuore-239x300.jpg\" alt=\"\" width=\"239\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/12\/cuore-239x300.jpg 239w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2021\/12\/cuore.jpg 419w\" sizes=\"(max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/>Gli anni Settanta erano pazzi, contraddittori, criminali. A volte chiusi dentro certi schemi, ma molto spesso completamente fuori, proprio come dei balconi. Erano anni vitali e mortali e molto provanti per lo spirito umano, ma di quel periodo tendiamo a ricordare solo gli aspetti bui. Qui sotto una carrellata di pensieri estemporanei.<\/h3>\n<h3>Negli anni Settanta c\u2019erano molte cose che poi si sono perse: tipo gli americani magri, che in Italia arrivavano con uno spirito a met\u00e0 tra l\u2019archeologo e l\u2019antropologo, ed erano molto curiosi. Si sono persi i tedeschi che al mare erano umili e pieni di sensi di colpa per l\u2019ultima guerra, coi loro costumi striminziti, il pancione da birra e il righino di fuori.<\/h3>\n<h3>I fiumi \u201cstraripavano\u201d, non \u201cesondavano\u201d. In autostrada noi bambini potevamo viaggiare sdraiati sulla cappelliera della Fiat 125.<\/h3>\n<h3>Quelli di sinistra pubblicavano belle canzoni dove i giudici se la vedevano con i <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lPWj0wrNfFg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">gorilla<\/a>, e schifezze inenarrabili come \u201cPorci con le Ali\u201d. Fabrizio De Andr\u00e8 ha continuato a scrivere fino alla fine canzoni bellissime. Quella del romanzo porcino, da una certa et\u00e0 in poi ha tirato i remi in barca ed \u00e8 diventata quasi puritana. Quasi.<\/h3>\n<h3>In chiesa c\u2019erano i \u201ccomplessi\u201d che con la chitarra elettrica cantavano \u201cdove troveremo tutto il pane\u201d. La mia ultima frequentazione di una chiesa risale ai tempi in cui il papa si chiamava Paolo, e il vescovo di Torino era Michele.<\/h3>\n<h3>Negli anni Settanta un operaio dei cantieri di un\u2019azienda metalmeccanica di Torino, dopo sei mesi di trasferta si comprava la casa o la macchina.<\/h3>\n<h3>Negli anni Settanta i calciatori dopo un gol esultavano in verticale, braccia alzate, diritti come candele; nei decenni successivi le celebrazioni sono diventate pi\u00f9 asimmetriche, espressive, estemporanee, e il movimento verticale \u00e8 stato distribuito pi\u00f9 in orizzontale. La gioia incontenibile e &#8220;orizzontale&#8221; di Marco Tardelli ai mondiali del 1982, marca ufficialmente la fine degli anni di piombo (questa \u00e8 un po\u2019 tirata per i capelli).<\/h3>\n<h3>Prima di certe amichevoli della nazionale, al suono dell\u2019inno i giocatori capelloni restavano sparpagliati per il campo, ruminando gomme da masticare; non erano belli da vedere, ma non saprei scegliere tra loro e i soldatini di oggi che cantano tutti ispirati il pi\u00f9 brutto inno in circolazione. Le frontiere erano chiuse, ma eravamo tutto tranne che nazionalisti; ora che le frontiere sono aperte, Mameli con la mano sul cuore ci sloga le mascelle e ci trapana i timpani.<\/h3>\n<h3>Negli anni Settanta si potevano ancora fare cose completamente imbecilli, come adottare uno scimpanz\u00e8 e trattarlo come uno di famiglia (documentario <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=s1VBjbAnMhA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Project Nim<\/a>) con risultati terrificanti: sette uomini prestanti non hanno la forza per immobilizzare uno scimpanz\u00e8 adulto perennemente aggressivo e sessualmente eccitato. Per\u00f2 era bello quando c\u2019era ancora la possibilit\u00e0 di fare cazzate incredibili.<\/h3>\n<h3>Erano anni in cui un iconoclasta come Franco Battiato poteva fare cose cos\u00ec (da una sua intervista del 2015 al Fatto Quotidiano):<\/h3>\n<h3>\u00abUn centinaio di persone e il guru al centro, circondato da due leccaculo. Entro, mi sdraio per terra e me ne vado con la testa. Dopo cinque minuti sento una voce nelle orecchie e vedo il vicino che mi scuote: \u201cGuarda che il guru ce l\u2019ha con te\u201d. Non gli piaceva che mi fossi sdraiato per terra: \u201cMi dica\u201d gli faccio. E lui: \u201cIn quella posizione stanno solo gli animali\u201d &#8230; \u201cSi vede che sono un animale\u201d dico soave e lo vedo impazzire. Gli si deformano i lineamenti e inizia a urlare. I leccaculo si agitano e si indignano, sembra mettersi male. Macch\u00e8, gira in trionfo: gli allievi se la prendono con il guru, lo cacciano. Li avevo liberati: fu un piccolo momento di gloria\u00bb.<\/h3>\n<h3>Dagli anni Ottanta in poi tutto ha cominciato ad omologarsi, gli americani da esportazione sono diventati obesi, e lo spirito umano si \u00e8 molto appiattito. O cos\u00ec mi pare.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019immagine su questo blog \u00e8 di Deborah Joy Bormann <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/deborahjoybormann\/?hl=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">@deborahjoybormann<\/a>.<\/h2>\n<h4>Deborah nasce a Trieste, citt\u00e0 di confine, da padre statunitense e madre spagnola. Vive a Bologna, Pisa, Amsterdam, Madrid, San Francisco. Una serie di coincidenze e passioni la porta a Torino, oramai citt\u00e0 d\u2019adozione.<br \/>\nSpirito indipendente, visionario e\u2026 disperatamente ottimista.<br \/>\nMadre, compagna, insegnante, arteterapeuta e artista.<br \/>\nDa sempre adora leggere, scrivere, pensare e creare.<\/h4>\n<h5>Le idee espresse da Andrea nei suoi articoli non rappresentano necessariamente le opinioni e le convinzioni di Deborah.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gli anni Settanta erano pazzi, contraddittori, criminali. 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