{"id":748,"date":"2022-01-17T13:54:24","date_gmt":"2022-01-17T12:54:24","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/?p=748"},"modified":"2022-01-27T21:04:59","modified_gmt":"2022-01-27T20:04:59","slug":"differenze-tra-xenofobia-e-razzismo-endemico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/2022\/01\/17\/differenze-tra-xenofobia-e-razzismo-endemico\/","title":{"rendered":"Differenze tra xenofobia e razzismo endemico"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-760 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/01\/questo-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/01\/questo-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/01\/questo-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/01\/questo.jpg 346w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Fino a qualche anno fa noi casalinghi di Voghera pensavamo che tutto il colesterolo fosse da eliminare. Poi, improvvisamente, cominciarono a fioccare articoli sul \u201ccolesterolo buono\u201d. Il politicamente corretto \u00e8 qualcosa di simile, nel senso che pretende di operare un taglio lineare, mettendo tutto il bene da una parte, e il male dall\u2019altra: tutto il colesterolo di qua, zero colesterolo di l\u00e0.<\/h3>\n<h3>Fu Giulio Tremonti l\u2019inventore del tagli lineari. Negli anni in cui divent\u00f2 urgente una seria revisione della spesa pubblica, l\u2019allora Ministro delle Finanze adott\u00f2 una specie di Letto di Procuste, one-size-fits-all (<strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Procuste\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a><\/strong>): la voce di spesa sotto scrutinio veniva fatta sdraiare sul lettino dell\u2019allegro chirurgo, e anzich\u00e9 stare l\u00ec ad analizzare cosa fosse utile e cosa fosse spreco, si tagliava in modo da far combaciare le dimensioni della \u201cpaziente\u201d con la dimensione del letto.<\/h3>\n<h3>Digressione. Tre o quattro volte all\u2019anno, Tremonti concede divertenti interviste oracolari, dove annuncia urbi et orbi l\u2019imminente fine del mondo. Confesso di rimanere spesso incantato dal suo tono da Cassandra, e solo quando chiudo il giornale gli chiedo (seppure virtualmente): \u00abScusa Giulio, ma in quegli anni tu dov\u2019eri?\u00bb. Durante tutti gli anni zero del secolo, Tremonti era uno degli uomini pi\u00f9 potenti d\u2019Italia. Nell\u2019ultimo governo Berlusconi era pi\u00f9 o meno l\u2019unico ministro con portafoglio, e nei primi mesi del 2011 sembrava addirittura ambire alla Presidenza del Consiglio. Alla fine, per\u00f2, anzich\u00e8 Tre, optarono per un Monti solo.<\/h3>\n<h3>Per tornare all\u2019argomento iniziale, colesterolo cattivo, colesterolo buono. Esiste un razzismo cattivo, detto anche xenofobia, e un razzismo che non si pu\u00f2 definire buono, ma fisiologico. C\u2019\u00e8 un livello di razzismo endemico simile alla \u201cpiena occupazione\u201d in economia. Esister\u00e0 sempre quel 3% di persone che non lavorano, quindi, per comodit\u00e0, si arriva a un punto in cui si dice: occhei, sotto questa linea le cose vanno abbastanza bene.<\/h3>\n<h3>Ho trovato una gestione sobria del razzismo endemico durante i miei lavori itineranti con un\u2019azienda oil &amp; gas. Lavoravo con turni di tre mesi fuori e un mese di vacanza a casa. Il progetto era sul Mar Caspio, Kazakistan, dove il clima \u00e8 incazzato e continentale, con fantastiche escursioni termiche tra estate ed inverno. Pi\u00f9 il luogo dei mastodontici lavori oil &amp; gas \u00e8 ostile, pi\u00f9 i pasti diventavano un rito quasi religioso per gli espatriati.<\/h3>\n<h3>A colazione-pranzo-cena, ogni gruppo etnico trovava il buffet con i suoi piatti di riferimento. La qualit\u00e0 (gestita da aziende di catering italiane) era ottima. C\u2019erano gli orientali (malesi, filippini, indonesiani) che mangiavano pi\u00f9 o meno le stesse cose. I Kazaki erano ghiotti della loro carne di montone o di cammello dal gusto ostico per gli europei. Per noi italiani c\u2019erano i tipici piatti che fanno bene alla vista, ancora prima che al palato. Qualsiasi Project Director che si rispetti sa che in luoghi del genere, con turni di dodici ore sette giorni su sette, sul cibo NON si fa economia.<\/h3>\n<h3>Il modo in cui mangiavamo era intriso di quel razzismo endemico, fisiologico, che descrivevo prima. A meno di situazioni particolari, l\u2019indiano amava mangiare con l\u2019indiano, l\u2019italiano con l\u2019italiano, il kazako con il kazako. Questione di religione gastronomica, forse. Avere di fianco uno che mangia cammello e un pasticcio di patate mentre tu hai davanti la pasta al pomodoro, alla lunga, potrebbe essere complicato. La naturale segregazione da chi era diverso da te era automatica e priva di risentimento viscerale. Non capitava praticamente mai che un italiano si sedesse a mangiare al tavolo dei kazaki, o viceversa.<\/h3>\n<h3>Andare al ristorante indiano o giapponese nella nostra vita civile \u00e8 una cosa diversa. In lavori lontano da casa, il mangiare sostituisce gli affetti: pi\u00f9 il clima \u00e8 duro, e pi\u00f9 questo paradigma \u00e8 vero. Solo l\u2019amore \u00e8 in grado di andare oltre quel razzismo endemico. Per amore, impari anche ad assaggiare la carne di cammello.<\/h3>\n<h3>Il razzismo viscerale \u00e8 una cosa diversa, ed \u00e8 nefasto almeno quanto il suo presunto antidoto, rappresentato dal taglio lineare del politicamente corretto. Il razzismo viscerale \u00e8 come un \u201crutto\u201d che al meglio \u00e8 solo stupido. Quando va male diventa pericoloso, anche se abbiamo compiuto passi da gigante dai tempi in cui \u201crutti\u201d retorici di Gabriele D\u2019Annunzio provocarono quasi da soli l\u2019entrata dell\u2019Italia nella pi\u00f9 micidiale delle guerre.<\/h3>\n<h3>Chi \u00e8 affetto da questa specie di gastrite razziale, potrebbe immaginare di essere nello spazio e osservare la Terra da molti chilometri di distanza. Sapere che quella piccola biglia blu ci raccoglie tutti, \u00e8 il modo migliore per guardare la questione delle etnie da un punto di vista meno becero.<\/h3>\n<h3>Per sciogliere gli insopportabili lacci e lacciuoli del politicamente corretto, sarebbe utile trovare maniere intelligenti di gestire il razzismo endemico, anzich\u00e8 seguire le sirene del capopopolo di turno che modula i suoi \u201crutti\u201d come una sinfonia.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019immagine su questo blog \u00e8 di Deborah Joy Bormann <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/deborahjoybormann\/?hl=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">@deborahjoybormann<\/a>.<\/h2>\n<h4>Deborah nasce a Trieste, citt\u00e0 di confine, da padre statunitense e madre spagnola. Vive a Bologna, Pisa, Amsterdam, Madrid, San Francisco. Una serie di coincidenze e passioni la porta a Torino, oramai citt\u00e0 d\u2019adozione.<br \/>\nSpirito indipendente, visionario e\u2026 disperatamente ottimista.<br \/>\nMadre, compagna, insegnante, arteterapeuta e artista.<br \/>\nDa sempre adora leggere, scrivere, pensare e creare.<\/h4>\n<h5>Le idee espresse da Andrea nei suoi articoli non rappresentano necessariamente le opinioni e le convinzioni di Deborah.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fino a qualche anno fa noi casalinghi di Voghera pensavamo che tutto il colesterolo fosse da eliminare. Poi, improvvisamente, cominciarono a fioccare articoli sul \u201ccolesterolo buono\u201d. Il politicamente corretto \u00e8 qualcosa di simile, nel senso che pretende di operare un taglio lineare, mettendo tutto il bene da una parte, e il male dall\u2019altra: tutto il colesterolo di qua, zero colesterolo di l\u00e0. Fu Giulio Tremonti l\u2019inventore del tagli lineari. 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