{"id":838,"date":"2022-02-19T17:52:28","date_gmt":"2022-02-19T16:52:28","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/?p=838"},"modified":"2022-02-20T03:32:51","modified_gmt":"2022-02-20T02:32:51","slug":"benjamin-labatut-quando-abbiamo-smesso-di-capire-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/2022\/02\/19\/benjamin-labatut-quando-abbiamo-smesso-di-capire-il-mondo\/","title":{"rendered":"Benjamin Labatut, Quando Abbiamo Smesso di Capire il Mondo"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-839 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/02\/b2e99260-fb2d-401a-8706-182428b40013-181x300.jpg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/02\/b2e99260-fb2d-401a-8706-182428b40013-181x300.jpg 181w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/02\/b2e99260-fb2d-401a-8706-182428b40013.jpg 254w\" sizes=\"(max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/>Un giorno un giornalista chiese al primo ministro britannico Harold McMillan quale fosse stata la sfida pi\u00f9 importante affrontata dal suo governo: \u00abEvents, dear boy, events!\u00bb.<\/h3>\n<h3>Mi viene in mente queste frase quando cerco di decriptare l\u2019enigma che regola il modo in cui un personaggio pubblico verr\u00e0 ricordato. Uno pu\u00f2 avere mille piani, ma alla fine sono gli eventi che mettono alla prova ognuno di noi. Ogni personaggio storico di prim\u2019ordine NON verr\u00e0 giudicato in base al comportamento medio della sua routine, ma dall\u2019impresa pi\u00f9 eclatante, la crisi, l\u2019evento pubblico pi\u00f9 importante che avr\u00e0 affrontato. Pi\u00f9 grande la crisi, e meno conteranno le sue azioni minori, che verranno derubricate in \u201cnote a margine\u201d.<\/h3>\n<h3>Ci sono molte eccezioni. Uno dei personaggi trattati da Benjamin Labatut nel suo libro, <em>Quando Abbiamo Smesso di Capire il Mondo<\/em>, conferma la regola, ma fugge a questa categoria.<\/h3>\n<h3>Fritz Haber, un chimico ebreo convertito al cristianesimo, fu l\u2019artefice di un nuovo, terrificante, modo di fare la guerra. Il 22 Aprile 1915, a Ypres in Belgio, i tedeschi aprirono 6 mila bombole di un gas al cloro. Una nuvola verdastra lunga 6 km e alta 3 metri fu spinta dal vento verso le trincee francesi, e uccise tra orribili sofferenze cinquemila soldati. Benjamin Labatut descrive cos\u00ec la scena: \u00abA mano a mano che la nuvola si depositava, centinaia di uomini collassarono in preda alle convulsioni, soffocati dal catarro e dal muco giallastro che gli schiumava dalla bocca, e cianotici per la mancanza di ossigeno\u00bb. Tutti gli uomini erano usciti dalle trincee, cos\u00ec come gli animali erano usciti dalle loro tane: uomini, topi, cavalli, mucche, insetti, ratti, talpe, conigli subirono la stessa sorte provocata dalla nuova arma di distruzione di massa.<\/h3>\n<h3>Clara Immerwahr, la moglie di Haber, era stata la prima donna tedesca a conseguire il dottorato in chimica. Quando scopr\u00ec di cosa fosse responsabile il marito, ne rimase talmente sconvolta da mettere in atto il proprio suicidio con un colpo da teatro: prima invit\u00f2 un gran numero di amici per un\u2019ultima festa, e poi si spar\u00f2 al petto con la pistola di lui, e mor\u00ec tra le braccia del figlio tredicenne.<\/h3>\n<h3>Alla fine del conflitto, Haber fu giudicato dai vincitori un criminale di guerra, ma sfugg\u00ec alla cattura rifugiandosi in Svizzera. La condanna non gli imped\u00ec di vincere il premio Nobel della chimica, per aver inventato un sistema di estrazione dell\u2019azoto direttamente dall\u2019aria. Il nuovo metodo di produzione di questo indispensabile nutrimento per le piante, salv\u00f2 indirettamente la vita a centinaia di milioni di persone, proprio nel momento in cui stavano per essere colpite da una carestia di portata planetaria.<\/h3>\n<h3>Prima di quella scoperta, infatti, l\u2019azoto si otteneva in modo \u201cbiologico\u201d, estraendolo dalle ossa frantumate di persone e animali. Gli inglesi avevano gi\u00e0 finito di saccheggiare le antiche tombe egiziane con i resti delle migliaia di schiavi uccisi per difendere nell\u2019aldil\u00e0 i loro faraoni. Anche le tombe delle principali battaglie europee non furono risparmiate: Austerlitz, Lipsia, Waterloo, compresi i cavalli. Il milite ignoto fu triturato, mischiato con le ossa animali, e trasformato in concime per nutrire i suoi discendenti. Labatut non cita un evento unico responsabile della nostra incapacit\u00e0 di comprendere il mondo, ma attraverso storie come questa riesce a comunicare molto bene l\u2019idea.<\/h3>\n<h3>La scoperta di Haber salv\u00f2 milioni di persone dalla carestia, anche perch\u00e8 gran parte delle ossa mondiali erano state gi\u00e0 rastrellate, compresi i resti di trenta milioni di bisonti raccolti per pochi soldi dagli indiani d\u2019America, e poi trasportati in Inghilterra per la frantumazione. La scoperta di Haber, e la produzione industriale che ne segu\u00ec, rese possibile l\u2019esplosione demografica da 2 a 7 miliardi. Fu solo a causa di questa nuova forma di nutrimento vegetale che la guerra si protrasse per ulteriori due anni, causando a sua volta la morte di milioni di soldati su entrambi i fronti. Labatut descrive minuziosamente tutti i risvolti schizofrenici, corollari di molte importanti scoperte.<\/h3>\n<h3>La strage di Ypres fu ribattezzata \u201cmassacro degli innocenti\u201d di entrambi gli schieramenti. Adolf Hitler fu uno dei fortunati sopravvissuti, e verso la fine del conflitto rest\u00f2 temporaneamente cieco dopo un attacco chimico inglese. Fu forse in seguito a questo trauma che, vent\u2019anni pi\u00f9 tardi, sconfess\u00f2 le certezze di Winston Churchill, convinto che prima o poi il Fuhrer avrebbe impiegato armi chimiche nei bombardamenti delle citt\u00e0 britanniche.<\/h3>\n<h3>Negli anni Venti, Fritz Haber volle contribuire alla rinascita del suo Paese schiacciato dalle insostenibili condizioni imposte a Versailles, e si mise in testa di estrarre l\u2019oro dalle onde del mare. Prevedibilmente, fall\u00ec, e mentre gi\u00e0 cominciavano le persecuzioni contro gli ebrei, torn\u00f2 in laboratorio e cre\u00f2 un gas pesticida talmente potente da essere battezzato Ciclone. Zyklon.<\/h3>\n<h3>Haber mor\u00ec nel 1934, ignaro che pochi anni dopo la sua ultima invenzione sarebbe stata utilizzata dagli aguzzini nazisti per uccidere la sua sorellastra, un cognato, tutti i nipoti, e altri milioni di ebrei, con le loro ceneri disperse sui campi come concime.<\/h3>\n<h3>Nel corso della sua vita, Fritz Haber fu il protagonista in negativo, ma anche i positivo, di azioni di portata gigantesca, eppure \u00e8 rimasto abbastanza ai margini della nostra memoria. Benjamin Labatut getta un fascio di luce su diversi protagonisti talvolta sconosciuti e persi nelle pieghe della Storia. Dalla creazione del blu di Prussia, fino ai giovani protagonisti della fisica quantistica, l\u2019autore srotola un filo rosso, per arrivare, alla fine del libro, a una illuminante quanto inquietante metafora che qui cito solo, senza rivelarla, per non spoilerare, ma \u00e8 un parallelismo tra genere umano e alberi da frutta.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019immagine su questo blog \u00e8 di Deborah Joy Bormann <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/deborahjoybormann\/?hl=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">@deborahjoybormann<\/a>.<\/h2>\n<h4>Deborah nasce a Trieste, citt\u00e0 di confine, da padre statunitense e madre spagnola. Vive a Bologna, Pisa, Amsterdam, Madrid, San Francisco. Una serie di coincidenze e passioni la porta a Torino, oramai citt\u00e0 d\u2019adozione.<br \/>\nSpirito indipendente, visionario e\u2026 disperatamente ottimista.<br \/>\nMadre, compagna, insegnante, arteterapeuta e artista.<br \/>\nDa sempre adora leggere, scrivere, pensare e creare.<\/h4>\n<h5>Le idee espresse da Andrea nei suoi articoli non rappresentano necessariamente le opinioni e le convinzioni di Deborah.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un giorno un giornalista chiese al primo ministro britannico Harold McMillan quale fosse stata la sfida pi\u00f9 importante affrontata dal suo governo: \u00abEvents, dear boy, events!\u00bb. Mi viene in mente queste frase quando cerco di decriptare l\u2019enigma che regola il modo in cui un personaggio pubblico verr\u00e0 ricordato. Uno pu\u00f2 avere mille piani, ma alla fine sono gli eventi che mettono alla prova ognuno di noi. 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