{"id":857,"date":"2022-02-26T19:26:39","date_gmt":"2022-02-26T18:26:39","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/?p=857"},"modified":"2022-03-02T16:04:01","modified_gmt":"2022-03-02T15:04:01","slug":"ucraina-terra-di-confine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/2022\/02\/26\/ucraina-terra-di-confine\/","title":{"rendered":"Ucraina, terra di confine"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-864 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/02\/ucraina-1-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/02\/ucraina-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/02\/ucraina-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/pogliano\/files\/2022\/02\/ucraina-1.jpg 738w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Nei primi anni Novanta ho vissuto per qualche tempo a Zl\u00ecn, Repubblica Ceca, ospite della tenera babi\u010dka (nonnina) di uno scultore. Marie Holc\u030ci\u0301kova\u0301 era nata nel 1919, e ricordava ancora come un incubo il rombo degli aerei militari sovietici che per tutta la notte del 20 Agosto 1968 volavano a bassa quota nei cieli della Moravia, dalla Russia \u201ccon amore\u201d.<\/h3>\n<h3>Ho aggiunto io \u201ccon amore\u201d, ricordando l\u2019incipit di <em>Jacques e il Suo Padrone<\/em>, dove Milan Kundera descriveva l\u2019atteggiamento dei soldati russi all\u2019indomani dell\u2019invasione: \u00abNoi amiamo voi Ceki!\u00bb disse a un posto di blocco l\u2019ufficiale sovietico all\u2019autore, dopo avergli fatto perquisire l\u2019auto. Kundera aveva concluso che la sensibilit\u00e0 elevata a \u201ccriterio di verit\u00e0\u201d \u00e8 pericolosa. \u00abE\u2019 col cuore traboccante di sentimenti lirici che l\u2019uomo commette azioni spregevoli\u00bb.<\/h3>\n<h3>In questi giorni nessuno con un briciolo di cuore si schiererebbe dalla parte della Russia, ma i sentimenti di alcuni nostri commentatori offuscano la loro abituale lucidit\u00e0. Aldo Cazzullo: <em>\u00abOra rischiamo di avere Putin o un suo fantoccio sui confini orientali della Nato e dell\u2019Unione europea\u00bb<\/em>. Se volevamo che l\u2019Ucraina rimanesse uno stato cuscinetto e neutrale, non bastava rassicurare i russi sul suo NON ingresso in un\u2019organizzazione a loro ostile? Mi sembra di intuire la risposta implicita: \u00abEh, ma la Nato \u00e8 buona!\u00bb.<\/h3>\n<h3>Sullo stesso tenore anche Beppe Severgnini, appello enfatico e accorato: <em>\u00abCi avete pensato? Se in Russia ci fosse la democrazia, tutto questo non sarebbe accaduto. La guerra folle cui stiamo assistendo, la colata di prepotenza e nostalgie imperiali, sarebbe impensabile\u00bb<\/em>.<\/h3>\n<h3>Eppure i vent\u2019anni della Nato in Afghanistan, gli americani in Iraq, Sarkozy in Libia, e i droni del Nobel per la pace Barack Obama un po\u2019 ovunque, avrebbero dovuto gi\u00e0 farci uscire da quell\u2019illusione. A voler essere pessimisti, sembriamo i Maya sotto la loro campana di vetro di certezze un attimo prima dell\u2019arrivo dei conquistatori europei nello Yucatan.<\/h3>\n<h3>Il presidente Volodymyr Zelensky, nel suo emozionante e sofferto discorso di oggi, ha detto che il suo Paese ora pi\u00f9 che mai merita di essere ammesso nell\u2019Unione Europea. Quanto ha influito su questa incomprensione il nostro proselitismo sentimentale nei loro confronti? Negli anni Zero di questo secolo, il nostro desiderio di inclusione sembrava mirato a indebolire una gi\u00e0 debole Russia, pi\u00f9 che un serio tentativo di accogliere l\u2019Ucraina nell\u2019Unione Europea. Dopo la crisi del debito la Ue ha smesso di flirtare a est, ma ascoltando le parole del loro Presidente, quella falsa illusione si \u00e8 radicata nel loro cuore.<\/h3>\n<h3>Nei giorni scorsi alcune sanzioni sono state adottate, altre sono al vaglio, compresa quella che viene definita una bomba atomica finanziaria: l\u2019esclusione della Russia dal circuito di pagamenti Swift. Finora due stati \u201ccanaglia\u201d sono stati esclusi dallo Swift: l\u2019Iran nel 2012, e il Vaticano nel Gennaio 2013*. Per giudicare l\u2019effetto che questa misura ha avuto sull\u2019Iran, <em>le faremo sapere<\/em>. Per quanto riguarda il Vaticano, Benedetto XVI un mese dopo rinunci\u00f2 al pontificato. Quindi abbiamo due certezze: 1) questa misura funziona al 50% 2) fa effetto sulle persone per bene.<\/h3>\n<h3>Come ricorda Graham Allison nel suo best seller <em>Destinati Alla Guerra<\/em>, \u00abMigliori delle contrattazioni bilaterali sono, come \u00e8 ovvio, le istituzioni internazionali, che avvantaggiano colui che le disegna\u00bb. Cio\u00e8 gli Stati Uniti. Il problema \u00e8 che, da anni, quella che sembra essere la maggiore alleata della Russia ha cominciato a disegnarne di sue. Nel 2008 la Cina cre\u00f2 il Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), un gruppo di economie che prendevano decisioni senza G7. Nel 2013 la Cina ha messo in piedi la <em>Banca Asiatica di Investimento per le Infrastrutture<\/em>, dopo che gli Stati Uniti avevano respinto la loro richiesta di maggiori poteri nella Banca Mondiale. Escludere i russi dallo Swift in tempi di criptovalute, non \u00e8 l\u2019assist perfetto che Cina e Russia attendono per spodestare il dollaro come moneta globale di riferimento? Un esperto mi smentir\u00e0.<\/h3>\n<h3>Dal punto di vista di un QasalingoDiVoghera, la gestione della crisi ucraina ha certificato tre cose. 1) In Europa ci sono due forze di okkupazione, non una: esercito russo e Nato. 2) Chiudendo i rubinetti del Nord Stream, facciamo schizzare il prezzo del gas alle stelle, e danneggiamo la nostra volubile democrazia, pi\u00f9 che smantellare la plutocrazia russa. 3) Dopo il primo pacchetto di sanzioni, la Russia non avr\u00e0 pi\u00f9 accesso ai semiconduttori. Qui siamo sereni, visto che una delle maggiori produttrici di semiconduttori \u00e8 Taiwan.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>* Fonte Antonio Socci, <em>Il Segreto di Benedetto XVI<\/em>, che a sua volta cita Germano Dottori su Limes.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L\u2019immagine su questo blog \u00e8 di Deborah Joy Bormann <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/deborahjoybormann\/?hl=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">@deborahjoybormann<\/a>.<\/h2>\n<h4>Deborah nasce a Trieste, citt\u00e0 di confine, da padre statunitense e madre spagnola. Vive a Bologna, Pisa, Amsterdam, Madrid, San Francisco. Una serie di coincidenze e passioni la porta a Torino, oramai citt\u00e0 d\u2019adozione.<br \/>\nSpirito indipendente, visionario e\u2026 disperatamente ottimista.<br \/>\nMadre, compagna, insegnante, arteterapeuta e artista.<br \/>\nDa sempre adora leggere, scrivere, pensare e creare.<\/h4>\n<h5>Le idee espresse da Andrea nei suoi articoli non rappresentano necessariamente le opinioni e le convinzioni di Deborah.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nei primi anni Novanta ho vissuto per qualche tempo a Zl\u00ecn, Repubblica Ceca, ospite della tenera babi\u010dka (nonnina) di uno scultore. Marie Holc\u030ci\u0301kova\u0301 era nata nel 1919, e ricordava ancora come un incubo il rombo degli aerei militari sovietici che per tutta la notte del 20 Agosto 1968 volavano a bassa quota nei cieli della Moravia, dalla Russia \u201ccon amore\u201d. 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