{"id":1020,"date":"2013-06-07T15:36:47","date_gmt":"2013-06-07T13:36:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1020"},"modified":"2013-06-07T15:36:47","modified_gmt":"2013-06-07T13:36:47","slug":"obama-gli-spioni-e-i-big-data","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/06\/07\/obama-gli-spioni-e-i-big-data\/","title":{"rendered":"Obama, gli spioni e i Big Data"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;America dei limousine liberal si sta indignando perch\u00e9 l\u2019amministrazione Obama ha tracciato milioni di tabulati telefonici in cerca di possibili terroristi. Non sono state ascoltate le telefonate. Ovviamente. Sono stati catalogati solo i dati alla ricerca di anomalie che facessero pensare ad attivit\u00e0 potenzialmente terroristiche. Benvenuti nella societ\u00e0 del Big Data. Tra poco scopriremo cosa \u00e8. Anche Bob non sapeva cosa fosse. In fondo vive in una piccola citt\u00e0 del Minnesota. Va a fare la spesa da Target, come tanti americani. E ha una figlia minorenne. Si stupisce per\u00f2 quando proprio dai grandi magazzini arriva una lettera indirizzata a Jessica. Contiene una serie di coupon per lo sconto sugli acquisti di pannolini e pappette per i beb\u00e8. Chiama seccato il responsabile per i clienti di Target e si lamenta: \u00abMa cosa fate?, spingete una minorenne ad avere figli?\u00bb. Dopo qualche settimana Bob scopre che la figlia era in stato interessante piuttosto avanzato. I magazzini sapevano ci\u00f2 che il padre ignorava. Semplice: colpa del Big Data. Target da anni monitora gli acquisti dei propri clienti e ha sviluppato un algoritmo, a prova di bomba, che mette in relazione certi acquisti con la prossima nascita di un beb\u00e8. Il cervellone fa qualcosa di pi\u00f9. Sa perfettamente che una neomamma cambia stile di vita e cerca di mantenerla fedele ai suoi luoghi d\u2019acquisto: ecco perch\u00e9 in automatico invia i buoni sconto. Il Big Data nasce dall\u2019incredibile mole di informazioni che oggi sono immagazzinabili e che \u00e8 possibile velocemente elaborare. Wal Mart ha due milioni di impiegati e vendite per 450 miliardi di dollari (un quarto di tutto il Pil italiano) e ha un cervellone che immagazzina tutti gli acquisti. Ovviamente. Ma li mette in relazione al tempo, al luogo, alla loro combinazione nel carrello della spesa e alla frequenza di acquisto. Pi\u00f9 che un grande magazzino \u00e8 diventato una piattaforma logistica. Quando si prevede un uragano, cambia i dispenser davanti alle casse: perch\u00e9 ha scoperto che vanno forte dei particolari snack che solo gli americani possono ingollare. Ma cos\u00ec \u00e8. Amazon, la pi\u00f9 grande libreria on line del mondo, fa un terzo delle sue vendite sulle raccomandazioni one-to-one (cio\u00e8 personali) che invia ai suoi clienti. Il Big Data di Amazon traccia tutto: quando entrate nel sito, cosa vedete, quanto ci state, dove comprate, che giudizi date. Sanno i vostri gusti meglio dei vostri genitori. \u00c8 il Big Data. La rivoluzione culturale di questo secolo. E anche il titolo di un libro informato di Viktor Mayer e Kenneth Cukier che ci spiega come questa rivoluzione stia trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e pensiamo.<br \/>\n\u00c8 pi\u00f9 del Grande fratello, \u00e8 cento anni avanti a Minority Report o Person of interest (la serie televisiva sugli occhi elettronici di New York), Big Data \u00e8 un nuovo paradigma che si regge su due leggi fondamentali.<br \/>\nLa prima \u00e8 la fine dell\u2019accuratezza. L\u2019importante \u00e8 il volume dei dati e non tanto la loro precisione. Il vecchio mondo si basava sui campioni e sulle statistiche, che proprio perch\u00e9 limitati a pochi casi dovevano essere puntuali. Oggi non serve pi\u00f9. Pensate al miglior traduttore istantaneo del mondo: \u00e8 Google. Ha sbaragliato la concorrenza non perch\u00e9 il suo algoritmo sia migliore, ma per il suo metodo. Si basa sui miliardi di pagine processate ogni giorno su internet e sulle relazioni tra le parole, senza alcun filtro grammaticale e lessicale: questo permette al motore di ricerca di trovare la connessione e la relazione tra miliardi di parole e generare cos\u00ec una piattaforma di traduzioni formidabile. Che crescer\u00e0 nella sua accuratezza con il crescere del traffico sulla rete.<br \/>\nLa seconda legge vede il superamento dei nessi di casualit\u00e0 a favore delle correlazioni. Facciamo un esempio tratto dal Big Data. E che riguarda uno dei campi in cui sta pi\u00f9 prendendo piede: la sanit\u00e0. Pensiamo alla previsione di un\u2019epidemia influenzale. Fino ad oggi il sistema americano, piuttosto avanzato, si basava su un data base centralizzato in cui confluiscono tutte le ricette e le prescrizioni dei medici a stelle e strisce. Sembra Big Data, ma non lo \u00e8. Troppo accurate, verrebbe da dire. La rete si \u00e8 dimostrata pi\u00f9 efficiente, grazie allo studio delle parole chiave utilizzate nelle ricerche dei motori di ricerca. Se si viene a scoprire che sono state digitate le parole \u00abtachipirina\u00bb, o \u00abfebbre\u00bb, o \u00abbrividi\u00bb, o qualsiasi altro termine che abbia a che fare con la cura dell\u2019influenza, si potrebbe mappare in tempo reale (e non dopo settimane) il nascere di un\u2019epidemia influenzale, circoscrivendola per zone. \u00c8 quanto fecero i ricercatori americani per la diffusione del virus H1N1. Pubblicarono su Nature una ricerca in cui dimostrarono come l\u2019utilizzo delle ricerche internet avesse fornito una mappa dei focolai molto pi\u00f9 accurata e tempestiva di quanto avesse fatto il cervellone della sanit\u00e0 americana.<br \/>\nBig Data \u00e8 il futuro, senza aggettivi. Ma con molte questioni politiche e filosofiche che lascia aperte. Il sistema di correlazioni, per cui non \u00e8 importante il perch\u00e9 avvengano certi fenomeni, ma che cosa avverr\u00e0, pu\u00f2 essere micidiale. Ed ha a che fare con l\u2019etica. Riguarda la dittatura dei numeri e il libero arbitrio. Un nostro comportamento, ad esempio, potrebbe essere correlato molto fortemente alla nostra aspettativa di vita e dunque alle sue implicazioni commerciali (assicurazioni che non ci assicurano, tasse che ci inducano a comportamenti ritenuti socialmente virtuosi). Ma su questi temi, grazie al cielo, non c\u2019\u00e8 un algoritmo che ci salva. Sar\u00e0 la sfida intellettuale e politica pi\u00f9 importante del prossimo futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;America dei limousine liberal si sta indignando perch\u00e9 l\u2019amministrazione Obama ha tracciato milioni di tabulati telefonici in cerca di possibili terroristi. Non sono state ascoltate le telefonate. Ovviamente. Sono stati catalogati solo i dati alla ricerca di anomalie che facessero pensare ad attivit\u00e0 potenzialmente terroristiche. Benvenuti nella societ\u00e0 del Big Data. Tra poco scopriremo cosa \u00e8. Anche Bob non sapeva cosa fosse. In fondo vive in una piccola citt\u00e0 del Minnesota. Va a fare la spesa da Target, come tanti americani. E ha una figlia minorenne. Si stupisce per\u00f2 quando proprio dai grandi magazzini arriva una lettera indirizzata a Jessica. 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