{"id":1054,"date":"2013-08-27T09:32:33","date_gmt":"2013-08-27T07:32:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1054"},"modified":"2013-08-27T09:32:33","modified_gmt":"2013-08-27T07:32:33","slug":"gli-scontrini-e-la-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/08\/27\/gli-scontrini-e-la-responsabilita\/","title":{"rendered":"Gli scontrini e la responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Prima \u00e8 arrivato lo scontrino da 100 euro del caff\u00e8 Lavena, in piazza San Marco a Venezia. Poi l\u2019acqua minerale alla Zagara di Positano. E ieri la ricevuta da 120 euro per quattro succhi di frutta al Phi beach in Sardegna.<\/p>\n<p>Tutti a stracciarsi le vesti per il costo esorbitante della consumazione. \u00c8 un pieno di indignati su Twitter e su Facebook, i due popolari confes\u00adsionali elettronici, e poi gi\u00f9 arti\u00adcoli moralistici sui giornaloni. Un caff\u00e8 non pu\u00f2 costare dieci euro, e un succo venti. E cos\u00ec an\u00addando. Fino a qualche lustro fa aveva\u00admo l\u2019equo canone. Perch\u00e9 non stabilire per legge l\u2019equo drink o il caff\u00e8 solidale?<\/p>\n<p>Sulla vicenda ci si potrebbe scherzare su. Ma \u00e8 pi\u00f9 seria e ri\u00adguarda la nostra ignoranza sul funzionamento dei mercati: qualcuno forse pensa che i prez\u00adzi (come un tempo i salari) deb\u00adbano essere una variabile indi\u00adpendente. Non vogliamo fare troppa filosofia, ma abbiate la pazienza di seguire ancora per un po\u2019 il ragionamento. Tutti e tre gli scontrini di cui parliamo hanno caratteristiche simili. Sono battuti da locali piut\u00adtosto rinomati. E i prezzi consi\u00adderati ex post scandalosi erano esposti. Entrano cos\u00ec in gioco i due principi fondamentali di una societ\u00e0 libera.<br \/>\n1. Il prezzo \u00e8 un\u2019informazio\u00adne, oltre che l\u2019incrocio tra la do\u00admanda (di acqua o caff\u00e8) e l\u2019of\u00adferta. Quando l\u2019informazione ci dice che un caff\u00e8 costa dieci eu\u00adro, mentre il suo prezzo cosid\u00addetto normale sarebbe di un eu\u00adro, ci dice che per particolari mo\u00adtivi vi \u00e8 un effetto rarit\u00e0. O troppe persone lo vogliono acquistare o pochi commercianti sono in grado di somministrarlo. Il prez\u00adzo \u00e8 lo strumento migliore fino a oggi inventato per raccontare sinteticamente cosa stia succe\u00addendo su un mercato. L\u2019alterna\u00adtiva \u00e8 che \u00abqualcun altro\u00bb fissi il prezzo. Ma a quel punto ne di\u00adscende che tutti i fattori di produ\u00adzione, come ad esempio la loca\u00adzione del bar, il tipo di prodotti venduti, la remunerazione dei camerieri debbono essere stabi\u00adliti da questo \u00abqualcun altro\u00bb.Ec\u00adco perch\u00e9 \u00e8 fondamentale che un mercato sia competitivo: sol\u00adtanto l\u2019esistenza di altri luoghi in cui \u00e8 possibile comprare il caf\u00adf\u00e8 o sedersi a un tavolino \u00e8 garan\u00adzia di buon funzionamento del mercato. Ma direte voi, se tutti i bar di piazza san Marco (visto che il luogo \u00e8 quello) si mettono insieme per tirare su i prezzi, il nostro ragionamento non vale pi\u00f9 un acca. Si forma un cartel\u00adlo. Ecco perch\u00e9 diventa fonda\u00admentale il secondo aspetto del nostro ragionamento.<br \/>\n2. I maggiorenni che hanno comprato caff\u00e8 a Venezia, ac\u00adqua a Positano e succhi di frutta in Sardegna possono votare, sti\u00adpulare un contratto, fare un fi\u00adglio, abortire, divorziare, aprire un\u2019impresa,assumere persona\u00adle e comprarsi anche una pisto\u00adla. Ma per quale ragione non sia\u00adno i\u00adn grado di stabilire la loro mi\u00adgliore convenienza su come spendere i loro quattrini qualcu\u00adno ce lo deve spiegare. Insom\u00adma non si vede per quale motivo economico e sociale si debbano tutelare questi signori dal loro er\u00adrore ( se tale si giudica) posto che hanno a disposizione, in tutti e tre i casi, milioni di comporta\u00adme\u00adnti alternativi e pi\u00f9 economi\u00adci da tenere ( la concorrenza esi\u00adsteva eccome): tipo prendere il caff\u00e8 al banco, portarsi l\u2019acqua da fuori,scegliere un\u2019altra locali\u00adt\u00e0 per il proprio svago e via di\u00adscorrendo.<br \/>\nIl punto fondamentale \u00e8 che ci stiamo abituando a rivendica\u00adre una molteplicit\u00e0 dei diritti (anche il caff\u00e8 a prezzo calmiera\u00adto) senza neanche supporre che prima c\u2019\u00e8 un dovere all\u2019informa\u00adzione e pretendiamo poi di esse\u00adre deresponsabilizzati nelle no\u00adstre scelte. L\u2019abbiamo buttata gi\u00f9 un po\u2019 dura,per soli tre scon\u00adtrini, ma temiamo che sia il ter\u00admometro di una societ\u00e0 che chiede, forse inconsapevolmen\u00adte, di essere sempre meno libe\u00adra. O pi\u00f9 banalmente pretende che lo Stato sani i suoi errori. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Prima \u00e8 arrivato lo scontrino da 100 euro del caff\u00e8 Lavena, in piazza San Marco a Venezia. Poi l\u2019acqua minerale alla Zagara di Positano. E ieri la ricevuta da 120 euro per quattro succhi di frutta al Phi beach in Sardegna. Tutti a stracciarsi le vesti per il costo esorbitante della consumazione. \u00c8 un pieno di indignati su Twitter e su Facebook, i due popolari confes\u00adsionali elettronici, e poi gi\u00f9 arti\u00adcoli moralistici sui giornaloni. Un caff\u00e8 non pu\u00f2 costare dieci euro, e un succo venti. E cos\u00ec an\u00addando. Fino a qualche lustro fa aveva\u00admo l\u2019equo canone. 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