{"id":1094,"date":"2013-11-11T15:53:14","date_gmt":"2013-11-11T14:53:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1094"},"modified":"2013-11-11T15:53:14","modified_gmt":"2013-11-11T14:53:14","slug":"cosa-vogliono-i-nuovi-miliardari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/11\/11\/cosa-vogliono-i-nuovi-miliardari\/","title":{"rendered":"Cosa vogliono i nuovi miliardari"},"content":{"rendered":"<p>Vi potr\u00e0 sembrare assurdo, ma mentre siamo qui a piangere della crisi economica e delle ricette migliori per uscirne, c&#8217;\u00e8 chi si occupa di come servire al meglio il numero crescente di miliardari, che la prosperit\u00e0 economica mondiale sta generando. I billionaires, cos\u00ec si chiamano, stanno aumentando. E paradosso nel paradosso per discutere di loro si \u00e8 scelta Villa d&#8217;Este a Como. L&#8217;incontro, che si \u00e8 svolto lo scorso week end, si chiama Legal Week Private client forum. Avvocati e banchieri si sono incontrati, a porte socchiuse, per cercare di intercettare al meglio i tanti miliardari che la crescita economica sta generando. Ecco le istruzioni per l&#8217;uso, che abbiamo origliato, per godere di questa ricchezza anche noi.<\/p>\n<p>Primo dato: il numero dei miliardari \u00e8 in crescita. Esponenziale. Non ci sono mai stati tanti ricconi nella recente storia del capitalismo. Provenienti soprattutto dalle aree nuovo mondo. Hanno una grande fame di immobili. Ci sar\u00e0, ma di fatto \u00e8 gi\u00e0 in corso, una corsa ad accaparrarsi le prime location (i quartieri pi\u00f9 fighetti, traduciamo noi) delle citt\u00e0 pi\u00f9 cosmopolite: Londra, New York, Tokyo, Hong Kong. Queste citt\u00e0 sono lo sbocco naturale di parte dei nuovi capitali internazionali e quindi i prezzi sono destinati a continuare a salire. Non sono citate n\u00e9 Milano, n\u00e9 Roma. N\u00e9 le nostre straordinarie citt\u00e0 d&#8217;arte.<\/p>\n<p>I nuovi miliardari e quelli, tanti, che nasceranno nei prossimi anni si sono per lo pi\u00f9 fatti da soli. Il riccone di vecchia generazione non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 o comunque rappresenta il 20 per cento mentre l&#8217;80 per cento sono self made men (in passato &#8211; 30\/40 anni fa &#8211; la proporzione era invertita). C&#8217;\u00e8 un generale interesse dei nuovi ricchi per la filantropia. Si devono far perdonare qualcosa, evidentemente.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;et\u00e0 del billionaire \u00e8 diversa da quella a cui eravamo tradizionalmente abituati a concepire. Soprattutto in Israele e Silicon Valley si tratta di persone tra i 25 e i 35 anni che hanno venduto azioni delle loro start up in settori innovativi. Pensate alle recenti operazioni di Twitter e Facebook, solo per dirne due.<\/p>\n<p>Altro tema che arrovella i legali che si occupano di private clients nel mondo \u00e8 quello delle famiglie non convenzionali e delle conseguenze delle forme di fecondazione assistita. Famiglie di gay, lesbiche ecc pongono nuove questioni successorie e di applicazione del diritto dei trusts. Si tratta di un problema che si pongono i legali di tutto il mondo e che testimonia al contempo come sia cambiata la faccia del tradizionale ricco.<\/p>\n<p>Per arrivare a questioni che ci riguardano pi\u00f9 da vicino, dobbiamo spostarci alla Svizzera. Sta perdendo i capitali offshore in quanto si sta adeguando a criteri di trasparenza imposti a livello internazionale. L&#8217;attacco alle banche svizzere, il monito degli ultimi G20 per uscire dagli Stati che non ammettono lo scambio di informazioni, le liste Falciani, hanno portato gli istituti elvetici a mettere in atto un piano per forzare la regolarizzazione fiscale dei propri clienti. La Svizzera sa di essere una location internazionale, con personale bancario che parla svariate lingue, con multinazionali del settore farmaceutico, alimentare, chimico, della moda (Zegna) e bancarie di prim&#8217;ordine. La sfida \u00e8 quindi quella di diventare una piazza onshore (cio\u00e8 fiscalmente pulita) che possa offrire servizi in materia finanziaria e legale a famiglie internazionali. La famiglia con interessi in vari stati, con figli residenti a Londra, Stati Uniti e Asia manterr\u00e0 in Svizzera il deposito e la gestione dei suoi attivi.<\/p>\n<p>Ma il vero vincitore di questa globalizzazione della ricchezza \u00e8 Londra. \u00c8 e sar\u00e0 il luogo in cui i billionaires vanno a vivere, facendo studiare i figli, mentre in Svizzera saranno depositati i quattrini e gestiti gli averi. Un livello di istruzione eccellente, anche se caro, una tassazione relativamente contenuta, un sistema burocratico e giudiziario semplificato e la dimestichezza ad affrontare culture diverse sono la carta vincente di Londra. La capitale del Regno Unito sembra essersi specializzata: questa \u00e8 la citt\u00e0 per i miliardari. Venite, non tradiremo le vostre aspettative.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia semplicemente non esiste. L&#8217;eccentrico o colto miliardario americano che adorava l&#8217;Italia degli anni 50 non c&#8217;\u00e8 semplicemente pi\u00f9. Il suo collega (miliardario) del terzo millennio \u00e8 un giovane parvenu, vuole servizi, una certa efficienza. Ma soprattutto un&#8217;offerta che non sia scontata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vi potr\u00e0 sembrare assurdo, ma mentre siamo qui a piangere della crisi economica e delle ricette migliori per uscirne, c&#8217;\u00e8 chi si occupa di come servire al meglio il numero crescente di miliardari, che la prosperit\u00e0 economica mondiale sta generando. I billionaires, cos\u00ec si chiamano, stanno aumentando. E paradosso nel paradosso per discutere di loro si \u00e8 scelta Villa d&#8217;Este a Como. L&#8217;incontro, che si \u00e8 svolto lo scorso week end, si chiama Legal Week Private client forum. Avvocati e banchieri si sono incontrati, a porte socchiuse, per cercare di intercettare al meglio i tanti miliardari che la crescita economica [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/11\/11\/cosa-vogliono-i-nuovi-miliardari\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[3167,3723,38386],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1094"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1094"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1094\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1095,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1094\/revisions\/1095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}