{"id":1097,"date":"2013-11-17T19:26:31","date_gmt":"2013-11-17T18:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1097"},"modified":"2013-11-17T19:26:31","modified_gmt":"2013-11-17T18:26:31","slug":"il-buco-dellinps-chiedete-a-prodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/11\/17\/il-buco-dellinps-chiedete-a-prodi\/","title":{"rendered":"Il buco dell&#8217;Inps. Chiedete a Prodi"},"content":{"rendered":"<p>Cerchiamo di raccontare la questione del <strong>presunto buco dell&#8217;Inps<\/strong> come se fossimo dei privati e non mamma Stato. La cosa in fondo \u00e8 semplice. Un paio di anni fa il governo Monti ha deciso di fondere nella grande Inps, la pi\u00f9 piccola Inpdap.<\/p>\n<p>\u00c8 il fondo previdenziale che si occupa dei 2,8 milioni di pensionati pubblici. E ovviamente dei prossimi dipendenti statali che andranno in quiescenza. Il motivo formale era nobile: ridurre di 100 milioni il costo di queste burocrazie. In fondo, Inps e Inpdap facevano e fanno lo stesso mestiere: incassano i contributi sociali da lavoratori e datori di lavoro e pagano le pensioni. Si \u00e8 rivelato, dobbiamo presumere senza malizia, come un modo di annacquare un gigantesco buco di bilancio. <strong>Se fossimo dei privati sarebbe una bancarotta, pi\u00f9 o meno fraudolenta.<\/strong> E vi spieghiamo perch\u00e9.<br \/>\nL&#8217;Inpdap \u00e8 nato nel 1994. Prima lo Stato italiano la faceva semplice e male. Non pagava i contributi per i propri dipendenti pubblici, ritenendola una partita di giro. Perch\u00e9 accantonare risorse per le future pensioni pubbliche, si saranno detti i furbetti della Prima repubblica? Paghiamo il dovuto, cio\u00e8 apriamo la cassa, solo quando la pensione sar\u00e0 maturata. Se volete si tratta di una variazione ancora peggiore rispetto allo schema Ponzi (dal grande truffatore italo americano) del metodo retributivo.<br \/>\nQuando nel 1994 si crea l&#8217;ente previdenziale si pone dunque il problema. Come facciamo? Semplice, da oggi in poi la Pubblica amministrazione \u00e8 costretta a pagare anno per anno i suoi contributi, cos\u00ec come tutti i datori privati lo fanno ogni mese con l&#8217;Inps, al suo fondo di riferimento: l&#8217;Inpdap, appunto. Il sistema diventa cos\u00ec corretto e identico a quello di un&#8217;azienda privata: il costo del personale pubblico, in questo modo, diventa fedele alla realt\u00e0 e pari (anche in termini di cassa) a stipendio netto, pi\u00f9 tasse e contributi sociali.<br \/>\nMa restava un problema. <strong>Cosa fare con i contributi che si sarebbero dovuti versare nel passato? La genialata se la inventa il governo Prodi nel 2006 insieme al ministro del lavor Damiano.<\/strong> All&#8217;Inpdap (semplifichiamo per farci capire) lo Stato avrebbe dovuto dare pi\u00f9 di 8 miliardi di euro di contributi non versati, ma maturati dai dipendenti pubblici. Una bella botta. E anche all&#8217;epoca avevamo bisogno di fare i fighetti con l&#8217;Europa. Per farla breve, lo Stato non ha trasferito gli 8 miliardi all&#8217;Inpdap, ma ha fatto come lo struzzo: ha anticipato volta per volta ci\u00f2 che serviva per pagare i conti. Di modo che alla fine dell&#8217;anno i saldi con l&#8217;Europa quadrassero.<br \/>\nI nodi vengono al pettine quando Monti decide di fondere l&#8217;Inps con l&#8217;Inpdap. Antonio Mastrapasqua, che \u00e8 il super boss delle pensioni private, sa fare bene i suoi conti. E appena si accorge che gli hanno mollato il pacco inizia a tremare. <strong>Un imprenditore privato che omettesse di versare i contributi per i propri dipendenti, pur assumendosi l&#8217;impegno di pagare la pensione quando maturasse, verrebbe trasferito in un secondo a Regina Coeli o a San Vittore.<\/strong> In pi\u00f9, il medesimo imprenditore privato non dovendo versare ogni anno i contributi all&#8217;Inps, potrebbe fare il fenomeno con le banche o la Borsa, dicendo di avere molta pi\u00f9 cassa di quanto avrebbe se dovesse andare a versare ogni mese il dovuto.<br \/>\nUn mega falso in bilancio da 8 miliardi, questo \u00e8 ci\u00f2 che plasticamente \u00e8 emerso fondendo l&#8217;Inpdap nell&#8217;Inps. Mastrapasqua resta un servitore dello Stato e, secondo il cuoco, non lo ammetterebbe neanche a sua nonna, ma la fusione dei due enti ha in buona parte compromesso molti degli sforzi fatti per mettere ordine nel suo carrozzone (che tale in buona parte purtroppo resta). Si \u00e8 dovuto sobbarcare un&#8217;azienda fallita e non pu\u00f2 prendersela pi\u00f9 di tanto con il suo principale creditore: che si chiama Stato Italiano.<br \/>\nLa morale \u00e8 sempre quella. <strong>Mentre i privati chiudono, falliscono, si disperano per pagare tasse e contributi sociali, lo Stato centrale se ne fotte.<\/strong> Come diceva il marchese del Grillo: \u00abIo so io e voi nun siete un c.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Cerchiamo di raccontare la questione del presunto buco dell&#8217;Inps come se fossimo dei privati e non mamma Stato. La cosa in fondo \u00e8 semplice. Un paio di anni fa il governo Monti ha deciso di fondere nella grande Inps, la pi\u00f9 piccola Inpdap. \u00c8 il fondo previdenziale che si occupa dei 2,8 milioni di pensionati pubblici. E ovviamente dei prossimi dipendenti statali che andranno in quiescenza. Il motivo formale era nobile: ridurre di 100 milioni il costo di queste burocrazie. In fondo, Inps e Inpdap facevano e fanno lo stesso mestiere: incassano i contributi sociali da lavoratori e datori di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/11\/17\/il-buco-dellinps-chiedete-a-prodi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[23],"tags":[38387,5442,5443,5451,8162],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1097"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1097"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1097\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1099,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1097\/revisions\/1099"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1097"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}