{"id":1102,"date":"2013-11-25T11:53:19","date_gmt":"2013-11-25T10:53:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1102"},"modified":"2013-11-25T11:53:19","modified_gmt":"2013-11-25T10:53:19","slug":"finte-privatizzazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2013\/11\/25\/finte-privatizzazioni\/","title":{"rendered":"Finte privatizzazioni"},"content":{"rendered":"<p>Privatizzare ha due obiettivi fondamentali. Il primo \u00e8 scollegare la politica e il palazzo dalla gestione delle imprese restituendole al mercato. Il secondo \u00e8 recuperare risorse una tantum per coprire il nostro gigantesco debito pubblico. Le privatizzazioni annunciate da Letta in una certa misura raggiungono il primo obiettivo. Facciamo un esempio. La Sace \u00e8 una societ\u00e0 attiva nel sostegno assicurativo alle imprese e vale circa 5 miliardi. C&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 che venga acquistata dalle Generali. Il passaggio dal pubblico al privato ci sarebbe e sarebbe decisivo. Stm, la societ\u00e0 dei microchip, verrebbe invece ceduta dal Tesoro alla Cassa depositi e prestiti (che per l&#8217;80 per cento \u00e8 del Tesoro stesso e per il resto delle Fondazioni bancarie) realizzando solo una partita di giro. Ma pur sempre giro pubblico.<\/p>\n<p>Ma proprio il caso Sace ci racconta il bluff contabile di queste privatizzazioni. Qualcuno ci deve infatti spiegare come si possa privatizzare due volte la stessa societ\u00e0. L&#8217;anno scorso infatti ci furono titoloni dei giornali che favoleggiavano sui dieci miliardi di privatizzazioni realizzate dal governo Monti. Succedeva che il Tesoro cedeva alla solita Cassa depositi e prestiti la medesima Sace. Scrivemmo che pi\u00f9 che una privatizzazione si trattava dello spostamento da una tasca all&#8217;altra di un bene che rimaneva nella piena disponibilit\u00e0 pubblica. Tanto che a distanza di un anno si riparla di privatizzare la Sace. Un miracolo.<\/p>\n<p>Ma i paradossi non finiscono qui. Il governo Letta ha parlato di 10-12 miliardi derivanti dalle privatizzazioni. Circa nove di questi 12 miliardi sono di societ\u00e0 nel portafoglio della Cdp (non solo la Sace, ma anche Fincantieri, gran parte dell&#8217;Eni e le reti infrastrutturali). La Cassa si terr\u00e0 gran parte del bottino, poich\u00e9 ha necessit\u00e0 di rafforzarsi patrimonialmente. Come proventi delle privatizzazioni resterebbero pi\u00f9 o meno tre miliardi che la Cdp potrebbe dare al Tesoro con un dividendo straordinario. Ma c&#8217;\u00e8 un problemino. Il 20 per cento di questo dividendo sarebbe ovviamente pagato al socio di minoranza e cio\u00e8 le Fondazioni bancarie.<\/p>\n<p>Ricapitoliamo. Lo Stato dice di vendere per circa 12 miliardi. Il Tesoro incasser\u00e0 poco pi\u00f9 di 2 miliardi di euro. E 600 milioni finiranno nei forzieri, oggi a secco, delle Fondazioni bancarie. Giuseppe Guzzetti, il potente numero uno delle ex casse di risparmio, pu\u00f2 finalmente aprire la bottiglia di champagne che aveva in fresco da anni. Con le banche conferitarie che non danno un dividendo, le Fondazioni rischiavano di rimanere impantanate. Ci pensa il governo Letta, che grazie alle privatizzazioni, fa loro questo bel regalo.<\/p>\n<p>Le assurdit\u00e0 contabili di queste vendite di Stato continuano. I circa 2,4 miliardi (sempre che si riesca a vendere tutto) che potrebbero arrivare nelle casse del Tesoro, non andrebbero a ridurre il nostro debito pubblico. Grazie all&#8217;invenzione fatta l&#8217;anno scorso dal governo Monti, si possono usare introiti straordinari (come quelli derivanti da vendite di societ\u00e0 o di immobili, insomma dalla cessione dei gioielli della corona) per pagare le spese correnti. \u00c8 come se una famiglia indebitatissima si vendesse la casa o le posate d&#8217;argento per andare a mangiare in un ristorante stellato. Se ci\u00f2 avvenisse in una famiglia, si potrebbe chiamare la neuro. Se ci\u00f2 avviene nello Stato, si chiama la finanziaria.<\/p>\n<p>La morale. Grazie alla vendita di pezzi del nostro patrimonio, stiamo dando una mano agli azionisti delle banche, oggi in grande difficolt\u00e0, stiamo rendendo sempre pi\u00f9 forte la nuova e moderna Iri (cio\u00e8 la Cdp) e con quel che resta stiamo finanziando i pasti del 2014. Che vedrete prima o poi qualcuno dovr\u00e0 pagare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Privatizzare ha due obiettivi fondamentali. Il primo \u00e8 scollegare la politica e il palazzo dalla gestione delle imprese restituendole al mercato. Il secondo \u00e8 recuperare risorse una tantum per coprire il nostro gigantesco debito pubblico. Le privatizzazioni annunciate da Letta in una certa misura raggiungono il primo obiettivo. Facciamo un esempio. La Sace \u00e8 una societ\u00e0 attiva nel sostegno assicurativo alle imprese e vale circa 5 miliardi. 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