{"id":1305,"date":"2014-04-29T12:56:18","date_gmt":"2014-04-29T10:56:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1305"},"modified":"2014-04-29T12:56:18","modified_gmt":"2014-04-29T10:56:18","slug":"finmeccanica-va-come-un-treno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2014\/04\/29\/finmeccanica-va-come-un-treno\/","title":{"rendered":"Finmeccanica va come un treno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/04\/800px-Mauro_Moretti_2012.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/04\/800px-Mauro_Moretti_2012-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1306\" \/><\/a>Se uno volesse scherzare potrebbe dire che le nomine che contano in queste settimane sono due. Quella del successore di Mauro Moretti alla guida delle Ferrovie dello Stato e quella di Alvise Alver\u00e0 alla presidenza dello Sci Club 18 di Cortina.<br \/>\nSi tratta di uno scherzo, ma non troppo. Bastava vedere la votazione e il parterre di sabato scorso per il rinnovo della presidenza del prestigioso circolo sportivo. In prima fila Paolo Scaroni, padre nobile dell\u2019accordo e della mediazione che ha portato alla presidenza il giovane roman-leccese Amedeo Reale. Grande sciatore, ha portato a casa 220 voti su 290. Con la sua vittoria l\u2019asse del circolo si sposta dal Veneto al Sud e l\u2019equilibrio dello sci-club dovrebbe passare dalla vocazione mondana a quella tostarella e sportiva. Almeno a Cortina piazzano un presidente giovane.<br \/>\nNon si pu\u00f2 dire che sia stato questo, si parva licet, il criterio con il quale \u00e8 stato defenestrato il numero uno di Finmeccanica, Alessandro Pansa, ben pi\u00f9 giovane del suo successore: Moretti appunto. Ma quella di Finmeccanica \u00e8 una storia tutta a s\u00e9 nel pacchetto di nomine che ha fatto Renzi. Il presidente \u00e8 intoccabile pur non essendo donna e avendo, semmai, pi\u00f9 un\u2019inclinazione alle barbe finte che alle parrucche. E dunque per Finmecca non vale ci\u00f2 che vale per Eni, Enel, Poste e ministero della Difesa e degli Esteri e cio\u00e8 la quota rosa shoking. Sull\u2019amministratore delegato i giochi pare siano stati fatti al momento della compilazione delle liste ministeriali del nuovo gabinetto Renzi. In quei giorni si decise di attribuire a Moretti la guida della pi\u00f9 disastrata delle nostre partecipazioni statali e cio\u00e8 Finmeccanica. Disastrata, si fa per dire. Tra le reginette la situazione \u00e8 semplice. L\u2019Eni toccava riportarla un pochino di pi\u00f9 sotto controllo: era considerata una repubblica troppo autonoma. Che ci\u00f2 si possa raggiungere con Emma Marcegaglia e con il suo cerchio sovrastrutturale di Pr \u00e8 tutto da vedere. Sull\u2019Enel la questione era finanziaria: bisogna tenere a bada quel mostro di debito che ha fatto per comprare la Spagna. E infine in Finmecca era necessario qualcuno che riportasse un po\u2019 d\u2019ordine nel casino che negli anni \u00e8 diventata la nostra pi\u00f9 importante azienda manifatturiera. <strong>Moretti \u00e8 la persona giusta. Nei suoi otto anni di Ferrovie ha tagliato del 30 per cento i dirigenti, ha domato i sindacati, ha sbertucciato i politici che chiedevano stazioni e treni e uscir\u00e0 il 15 maggio dall\u2019azienda con il suo lauto stipendio e niente pi\u00f9. Cosa che nella Prima Repubblica non era esattamente la pratica comune.<\/strong><br \/>\nDalle parti di piazza Monte Grappa a Roma (dove ha sede la holding e dove sono piazzati i microfoni direzionali con i quali intercettare le conversazioni dei successori di Borgogni&amp;Cola) tremano. Il ragionamento che fanno \u00e8 semplice. <strong>Finmecca come Fs ha circa 65mila dipendenti, ma la prima impiega pi\u00f9 di 2000 dirigenti, la seconda meno di 800. La cura Moretti \u00e8 gi\u00e0 scritta: troppi dirigenti. Se solo applicasse il metodo Ferrovie perderebbero il loro posto 600 super boss. <\/strong><br \/>\nPoi certo ci sono tutte le questioni industriali di fondo: la vendita del civile, la tenuta del militare, la riorganizzazione di Selex (peggio dei treni locali, vedrete) e la partecipazione americana. Ma in azienda oggi quel che temono \u00e8 la mannaia.<br \/>\nA proposito, Pansa, sperando di vedere lungo, si era nobilmente cancellato lo stipendio da amministratore delegato. D\u2019altronde beccava quello da dirigente e i bonus di breve e lungo periodo. Si portava a casa, comunque, pi\u00f9 di un milione di euro. Ma senza il suo taglietto sarebbero stati il doppio. Cosa far\u00e0 ora l\u2019uomo che a Renzi a brutto muso aveva detto di non volersi ridurre il suo emolumento da leader delle Ferrovie? Cento a uno (e giustamente) terr\u00e0 botta.<br \/>\nPs. I maligni dicono che Moretti, molto sicuro di s\u00e9, abbia preteso che lo succeda un uomo dall\u2019interno. Il nome che circola in queste ore \u00e8 quello di Michele Elia, il capo della rete. Uhm. Forse qualcuno avr\u00e0 in queste ore (magari anche facendo una telefonata da Miami, dove si trovava a Pasqua) chiamato il presidente del Consiglio per dirgli che non \u00e8 proprio elegante sostituire Moretti con l\u2019uomo dei binari: quest\u2019ultimo infatti era colui che doveva garantire tracce e traffico a tutti compreso alla Ntv dei concorrenti Della Valle e Montezemolo. <strong>Queste porte girevoli tra rete e treni darebbero, se ce ne fosse ancora bisogno, l\u2019idea che le due aziende lavorano a braccetto.<\/strong> Anche la nomina di Arcuri, il manager che si \u00e8 inventato (ops, gestisce) quel carrozzone inutile che si chiama Invitalia, \u00e8 ballerina. Troppo dalemiano. Va bene la riconoscenza a baffino: ma uno basta, dicono anche all\u2019interno del Pd.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se uno volesse scherzare potrebbe dire che le nomine che contano in queste settimane sono due. 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