{"id":1323,"date":"2014-05-05T16:49:54","date_gmt":"2014-05-05T14:49:54","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1323"},"modified":"2014-05-05T16:49:54","modified_gmt":"2014-05-05T14:49:54","slug":"tassare-i-dividendi-o-i-cassettisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2014\/05\/05\/tassare-i-dividendi-o-i-cassettisti\/","title":{"rendered":"Tassare i dividendi o i cassettisti?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/05\/Matteo-Renzi-1-1024x731.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/05\/Matteo-Renzi-1-1024x731-e1399301337370-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1327\" \/><\/a>E&#8217; sempre pi\u00f9 evidente che la tassazione sulle rendite finanziarie, in realt\u00e0 \u00e8 una tassa bella e buona sul risparmio. E che colpisce pi\u00f9 il signor Rossi del signor Agnelli. Tra poche settimane uscir\u00e0 anche in Italia il testo dell\u2019omologazione economica di Piketty sulle (presunte) diseguaglianze economiche che crescono nel mondo. E sulle ricette (assurde) per eliminarle. C\u2019\u00e8 da scommettere che sar\u00e0 il testo pi\u00f9 citato dai nostri politici alla ricerca del consenso. E alla caccia di nuove forme di tassazione. Anzi, delle solite, e cio\u00e8 quelle sul patrimonio.<br \/>\nEbbene, come dimostra la tassazione sulle rendite finanziarie portate dal 20 al 26% dal governo Renzi, <strong>non c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 ingiusto di questa benedetta tassa dal contenuto patrimoniale. Da tutti raccontata come l\u2019imposta sulla finanza, sui rentier, sui padroni del vapore. Ma fateci il piacere.<\/strong> Vogliamo esagerare: se c\u2019\u00e8 un\u2019imposta che le si pu\u00f2 avvicinare \u00e8 quella introdotta del Regno d\u2019Italia sul macinato. \u00c8 una tassa che colpisce il risparmio diffuso, attraverso tutte le sue forme, in modo apparentemente infinitesimale, ma tutto sommato elevato. <strong>\u00c8 una tassa che ai ricchi, anzi come dice Renzi, ai ricconi, costa molto meno. <\/strong>Pensate che la zuppa sia ideologica, prevenuta? Seguiteci ancora per qualche riga e poi riprendetevi dallo stupore. Ripetiamo: Agnelli pagher\u00e0 meno di Rossi.<br \/>\nSuccede che chiunque abbia un\u2019azione quotata in Borsa, dal primo di luglio dovr\u00e0 pagare il 26% sull\u2019eventuale dividendo che il titolo gli garantir\u00e0. I cassettisti, cio\u00e8 i risparmiatori che comprano un\u2019azione e la mettono nel cassetto aspettando le cedole, saranno i pi\u00f9 penalizzati. Proprio nel momento in cui ci potrebbe essere pi\u00f9 attenzione nei confronti del mercato azionario. Ma di ci\u00f2 ne parleremo tra poco. Perfetto. Ma cosa succede alla famiglia Agnelli? Ebbene, chiunque abbia una partecipazione qualificata (cio\u00e8 superiore al 20 per cento) pagher\u00e0 una percentuale inferiore sui dividendi della societ\u00e0. Gli Agnelli sulle Fiat, o, se preferite, i Berlusconi sui titoli Mediaset, pagheranno meno del 26%, e precisamente il 21. Il legislatore ha infatti previsto che la tassa del \u00abriccone\u00bb non si applichi sul 100% del monte dividendi, ma sulla sua met\u00e0. E che si inserisca questo dividendo rettificato nella propria dichiarazione dei redditi, e dunque si sottoponga all\u2019aliquota Irpef, che per il riccone si suppone massima e al 43 per cento.<br \/>\n<strong>Su 100 milioni di dividendi incassati, l\u2019azionista di riferimento della Societ\u00e0 \u00abX\u00bb paga circa 21 milioni di tassa. Il cassettista che dalla medesima societ\u00e0 si porta a casa dividendi per mille euro, dovr\u00e0 invece pagare una tassa sui dividendi di 260 euro. Dunque, in proporzione, di pi\u00f9.<\/strong><br \/>\nMa la cosa tragica \u00e8 la giustificazione. Agnelli e Berlusconi pagano meno sui loro dividendi perch\u00e9, nel loro caso, lo Stato riconosce che si tratta di una doppia imposizione e come tale assurda. Non si tassano due volte le stesse cose: questo lo capisce anche un bambino. A meno che non si sia dei piccoli risparmiatori, e allora in questo caso \u00e8 lecito. <strong>In effetti la tassazione sui dividendi \u00e8 una doppia imposizione. Il reddito di un\u2019impresa viene infatti prima colpito dall\u2019Ires (27%) e poi distribuito agli azionisti. <\/strong>Che, dunque, si trovano in mano i frutti di un\u2019impresa gi\u00e0 tassati. Al grande azionista \u00e8 permesso di tenerne conto, al piccolo azionista no.<br \/>\nMa la trappola sulla tassazione delle rendite finanziarie non finisce qua. Il numero uno della Casse previdenziali, Andrea Camporese, ha fatto un calcolo su quanto coster\u00e0 loro la trovata di Renzi. Le Casse non rappresentano certo la fascia pi\u00f9 debole della popolazione, ma i due milioni di soggetti che vi aderiscono cercano di crearsi una posizione previdenziale con i propri quattrini. Senza chiedere nulla allo Stato. Ebbene, ogni anno staccano un assegno di 400 milioni per pagare la loro tassa sulle rendite finanziarie (se non \u00e8 questo risparmio, ci dica qualcuno cosa lo \u00e8), e grazie all\u2019ultimo aumento toccher\u00e0 loro un centinaio di milioni di esborso in pi\u00f9. Il che vuol dire una contestuale riduzione di circa il 12 per cento delle prestazioni previdenziali attese. Bel colpo.<br \/>\nE vogliamo parlare degli 800 milioni che proverranno dalla tassazione degli interessi sui conti correnti? Per 20 milioni di italiani si tratta di pochi euro l\u2019anno di incremento. Ma che si somma ad una miriade di tasse, bolli, diritti, tobin tax e amenit\u00e0 del genere che falcidiano il rendimento della nostra ricchezza. Che, fino a prova contraria &#8211; dovrebbe pensare un liberale -, \u00e8 meritata e non rubata. A proposito: su 2.300 miliardi di patrimonio mobiliare detenuto dalle famiglie italiane, circa l\u201980% \u00e8 in strumenti a basso rischio: dai titoli di Stato alle polizze vita. Sapete quanto rendono mediamente oggi al lordo di tutto? Tra il 2 e il 2,5% l\u2019anno. Basti pensare che un Btp a cinque anni frutta l\u20191,7% lordo. Su rendimenti cos\u00ec polverizzati, anche una piccola tassa annulla ogni ritorno di capitale.<br \/>\nLa destra storica di Quintino Sella (la cui scrivania \u00e8 quella di Padoan) cadde sul macinato, la sinistra storicamente \u00e8 pi\u00f9 furba e intesta una tassa ridicola ai cattivoni della finanza. Ma prima o poi li scoprono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E&#8217; sempre pi\u00f9 evidente che la tassazione sulle rendite finanziarie, in realt\u00e0 \u00e8 una tassa bella e buona sul risparmio. E che colpisce pi\u00f9 il signor Rossi del signor Agnelli. Tra poche settimane uscir\u00e0 anche in Italia il testo dell\u2019omologazione economica di Piketty sulle (presunte) diseguaglianze economiche che crescono nel mondo. E sulle ricette (assurde) per eliminarle. C\u2019\u00e8 da scommettere che sar\u00e0 il testo pi\u00f9 citato dai nostri politici alla ricerca del consenso. E alla caccia di nuove forme di tassazione. 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