{"id":134,"date":"2010-02-27T10:30:46","date_gmt":"2010-02-27T08:30:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2010\/02\/27\/la-maestrina\/"},"modified":"2010-02-27T10:30:46","modified_gmt":"2010-02-27T08:30:46","slug":"la-maestrina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2010\/02\/27\/la-maestrina\/","title":{"rendered":"La maestrina"},"content":{"rendered":"<p><em>oggi sul Giornale<\/em>:<br \/>\nCaro direttore<br \/>\nNon mi sono fatto vivo sulla questione che mi ha toccato in prima persona, la settimana scorsa, nella trasmissione anno Zero. Come sai ho avuto uno scambio di battute piuttosto forte con Marco Travaglio. Mi sono permesso di dire: \u201csar\u00e0 capitato anche a te di frequentare persone che non si sarebbe dovuto frequentare\u201d . Niente di pi\u00f9: c\u2019\u00e8 la prova televisiva, si direbbe a Controcampo. Ne \u00e8 scaturito un finimondo. Io sono diventato un \u201cfascistoide\u201d, un \u201cpoveraccio\u201d e \u201cun liberale del cavolo\u201d. Passi per quello che \u00e8 avvenuto in trasmissione. Gli animi in diretta si possono scaldare e anche il mio si \u00e8 scaldato troppo. Il giorno dopo, a freddo, sul quotidiano di Travaglio, il medesimo liberale del cavolo, con Belpietro, \u00e8 diventato anche il \u201ctrombettiere\u201d, che \u201csguazza nella merda\u201d , \u201cfa il frocio con il culo degli altri\u201d e che a fine trasmissione va da \u201cBerlusconi a ritirare la paghetta\u201d.<br \/>\nE facciamo passare anche questa. I ragazzi di Travaglio sono ben organizzati e si sono passati la parola per ricoprirmi di insulti sul mio blog e sulla casella di posta elettronica. Alcuni, i pi\u00f9 soft, li ho pubblicati; ti potrai immaginare cosa ne \u00e8 uscito fuori: ininfluente per me, un po\u2019 meno per la mia famiglia oggetto incolpevole anche essa di insulti e minacce (ho detto bene minacce) che non si merita. Ritengo che parlare di noi, di giornalisti, e di ci\u00f2 che ci riguarda sia di scarso, scarsissimo interesse per i lettori. La banalissima questione Travaglio era necessario chiuderla l\u00e0, una settimana fa. <\/p>\n<p>Ma caro direttore ieri ho finalmente capito che la vicenda non riguardava pi\u00f9 solo il sottoscritto e Travaglio. Ho capito che una certa parte del nostro salottino intellettuale si \u00e8 sentito colpito nel vivo. Si \u00e8 trovato un soggetto fuori dai giri, il sottoscritto, che ha fatto perdere la Trebisonda al proprio eroe (Travaglio). Se il buon senso vince sull\u2019ideologia, questi signori sono fritti. Se in ogni contesto, dal bar alla tv, un John Galt qualsiasi si alza in piedi e ribatte con qualche argomento al Travaglio di turno, l\u2019impunit\u00e0 intellettuale di cui godono questi oracoli va a farsi benedire. Le parole di Travaglio, fino a prova contraria, non sono legge. Chiunque glielo pu\u00f2 ricordare. E la trasmissione dell\u2019altra sera,  dimostra come anche i suoi nervi non siano cos\u00ec saldi. Ecco perch\u00e9 occorre delegittimare qualsiasi interlocutore critico, prima che sia troppo tardi per la sacralit\u00e0 della conventicola. Ieri leggendo Barbara Spinelli sul quotidiano di Travaglio, ho capito infatti che l\u2019artiglieria che conta si \u00e8 mossa. Se si scomoda la maestrina del giornalismo, quella che se raggiungi l\u2019ultima riga del suo pezzo ti danno un premio,  e che se non cita Popper e Pulitzer non \u00e8 contenta, dicevo se si muove la maestrina \u00e8 evidente che nella casa ci sia il timore  che una gigantesca pernacchia collettiva sommerga tutti questi moralisti con la verit\u00e0 in tasca.<br \/>\nIl copione \u00e8 semplice. Il primo tempo \u00e8 quello in cui si gioca facile: l\u2019avversario, cio\u00e8 il sottoscritto, \u00e8 venduto al cav e dunque, ipso facto, non \u00e8 credibile, non ha diritto di parola. Le sue contestazioni sono solo aggressioni. \u00c8 un fascistoide. Il secondo tempo \u00e8 quello pi\u00f9 subdolo, e qui entra in gioco la maestrina o chi per lei: l\u2019avversario, cio\u00e8 il sottoscritto, non \u00e8 degno del mestiere del giornalista. \u00c8 il classico italiano (non smettete mai di dire quanto vi faccia schifo questo paese!) che tira a campare e che nel resto del mondo farebbe il portavoce del governo. Il secondo tempo si incarica dunque di distruggere la professionalit\u00e0, cos\u00ec in cento righe, per far qualcosa. Si prende a prestito un supposto ottimo, il modello americano, e lo si confronta con il pessimo, il modello italico-berlsucoide. La cosa ridicola \u00e8 che non si conosce il primo, se non per sentito dire, ma neanche il secondo. Vi \u00e8 infine un terzo tempo. E\u2019 riservato al conduttore. Michele Santoro, che pure qualche mattoncino per la costruzione del fortino antiberlusconiano lo ha portato, viene cos\u00ec preso di mira: come si permette di ospitare gente della risma di Porro e Belpietro?. Non si rende conto di aprire un varco al nemico. La guache caviar dalla Spinelli e Colombo, non ha mai sopportato questo salernitano che non  sa indossare le cravatte della DeClerque. <\/p>\n<p> Infine c\u2019\u00e8 un altro piano. Una certa parte degli intellettuali, scrittori, giornalisti di questo paese non potr\u00e0 mai venire accettata dal nostro bolso establishment culturale (echhissenefrega dici giustamente tu direttore), se non far\u00e0 pubblica manifestazione del proprio antiberlusconismo preconcetto. Non bastano i distinguo, ci vuole il vero dna di antiberlusconiano per diventare un intellettuale degno di questo nome. Ovviamente le cose non vengono dette in modo cos\u00ec semplice. Ci si aggrappa sempre a qualche grande categoria dello spirito. Il filo rosso \u00e8 rappresentato dalla scarsa seriet\u00e0 che contraddistingue chi non la pensa al modo dei soci del club della pernacchia (Travaglio, Spinelli e Colombo, solo per considerare questo minimo caso televisivo). Chi non fa parte del piccolo circo degli intellettuali chic (quelli che le hanno sbagliate tutte da Lotta Continua ai sindacati a Travaglio) \u00e8 per definizione poco serio. Non potr\u00e0 vincere mai un premio giornalistico (sai che minaccia), non potr\u00e0 mai agguantare la verit\u00e0 e se ha un\u2019idea (s\u00ec anche da queste parti capita di averle) \u00e8 pagata dal Cavaliere. Noi caro direttore non siamo seri, perch\u00e9 nella vita non abbiamo mai fatto quel genere di stupidate (ops maestrina!!! Ma d\u2019altronde a forza di frequentare Travaglio le parolacce le capir\u00e0 anche lei) che sole ci spiegano il vero senso del giornalismo. Gli intellettuali a la page possono essere pagati dalla Fiat  (le perle della maestrina sono forse retribuite direttamente dal padreeterno?), o da De Benedetti, ma non da Berlusconi jr. Citano Popper  ma non si mettono mai in discussione. Per loro la falsificazione della verit\u00e0 equivale al pentimento: a distanza di dieci anni fanno ammenda dei propri errori e sposano la nuova moda e cos\u00ec via. Si sentono cos\u00ec molto popperiani. La loro presunzione intellettuale non gli fa vedere la drammatica contraddizione in cui cadono: chiedono a Santoro una pulizia delle liste degli ospiti, l\u2019ostracismo per Porro e Belpietro, con lo stesso sciocco piglio con cui Berlusconi voleva la chiusura di Santoro, per motivi esattamente opposti. <\/p>\n<p>Travaglio e il travagliamo sono diventati una scorciatoia per avere un ruolo nell\u2019antiberlusconismo. Il fondatore ha la capacit\u00e0 di stare sul mercato quasi unica nel panorama giornalistico italiano. Si \u00e8 ritagliato una fetta di pubblico che lo segue fino alla morte. \u00c8 nervosetto come un Savonarola delle Alpi occidentali con gozzo da cretin, ma insomma merita il rispetto, che deriva dal suo successo editoriale. Intorno al lui stanno crescendo dei funghetti velenosi, che non hanno nessuna qualit\u00e0 se non il proprio veleno. Mettendo in discussione Travaglio, gentile direttore, per la maestrina Spinelli-Colombo-Verdurin ho leso la maest\u00e0 di un eroe moderno dell\u2019antiberlusconismo. Lo rifar\u00f2. E spero che molti parvenau mi seguano. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>oggi sul Giornale: Caro direttore Non mi sono fatto vivo sulla questione che mi ha toccato in prima persona, la settimana scorsa, nella trasmissione anno Zero. Come sai ho avuto uno scambio di battute piuttosto forte con Marco Travaglio. Mi sono permesso di dire: \u201csar\u00e0 capitato anche a te di frequentare persone che non si sarebbe dovuto frequentare\u201d . Niente di pi\u00f9: c\u2019\u00e8 la prova televisiva, si direbbe a Controcampo. Ne \u00e8 scaturito un finimondo. Io sono diventato un \u201cfascistoide\u201d, un \u201cpoveraccio\u201d e \u201cun liberale del cavolo\u201d. 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