{"id":1373,"date":"2014-05-19T11:59:41","date_gmt":"2014-05-19T09:59:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1373"},"modified":"2014-05-19T11:59:41","modified_gmt":"2014-05-19T09:59:41","slug":"sulle-tangenti-siamo-dei-dilettanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2014\/05\/19\/sulle-tangenti-siamo-dei-dilettanti\/","title":{"rendered":"Sulle tangenti siamo dei dilettanti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/05\/toro.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/05\/toro-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1375\" \/><\/a>Siamo dei principianti. In tema di stecche, tangenti, corruzione, mazzette siamo dei principianti. Questa settimana sembrava essere andata alla grande. Si parte con il milioncino dell\u2019Expo, si passa per i finanzieri Magnoni, addirittura si pizzica Nanni Bazoli con i suoi amici bresciani e poi Giampiero Pesenti e la barca con lo sconto grazie al leasing dell\u2019Ubi. Come sempre si propongono nuove leggi e maggiori pene. Ma non ci siamo. Bastava sfogliare il Financial Times di questa settimana e accorgersi che, rispetto al resto del mondo, siamo dei dilettanti. Occorre imparare. A smazzettare, si intende.<br \/>\nLuned\u00ec si parte con <strong>Barclays<\/strong>. Ancora, qualche informato potr\u00e0 dire. Eh s\u00ec: altro che Greganti e Frigerio. Fu la prima a cadere in \u00abtassi puliti\u00bb e confessare. Questi galantuomini un paio di anni fa si misero a truccare il Libor, i tassi di interesse interbancari, in combutta con altri soci (<strong>Royal Bank of Scotland, Soci\u00e9t\u00e9 G\u00e9n\u00e9rale, Credit Agricole, Hsbc, JPMorgan, Citigroup, Deutsche bank e Ubs<\/strong>), ammisero la colpa, fecero fuori i loro capi e fecero pagare ai propri azionisti complessivamente un paio di miliardi in multe. Ebbene luned\u00ec scopriamo che la medesima banca avrebbe allungato circa 400 milioni di commissioni a un suo azionista per evitare il fallimento. Le autorit\u00e0 inglesi indagano.<br \/>\nMa non finisce qui. Questa volta \u00e8 il procuratore generale di New York a prendere di mira Barclays (con <strong>Goldman Sachs e Credit Suisse<\/strong>). \u00c8 un\u2019inchiesta delicatissima sugli scambi ad alta frequenza e su piattaforme (su cui si scambiano titoli) piuttosto oscure. Per darvi un\u2019idea, sul mercato italiano (nonostante la Tobin tax, inutile anche su questo) circa il 22 per cento degli scambi si svolge in queste forme. Manipolare tassi di interesse e scambi sul mercato, per un\u2019istituzione finanziaria, \u00e8 il peccato peggiore che si possa immaginare.<br \/>\nNon \u00e8 un caso, la notizia \u00e8 di ieri, che il mercato dell\u2019argento nato a Londra 117 anni fa, il prossimo 14 agosto chiude battenti: chi si fida di questi trader?<br \/>\nMarted\u00ec scopriamo che <strong>Bnp Paribas<\/strong>, una delle principali banche francesi, e il solito Credit Suisse, sono nuovamente nei guai con gli americani. I francesi rischiano una multarella da 3,5 miliardi (praticamente l\u2019Imu sulla prima casa). Mica un fulmine a ciel sereno: a Parigi si aspettavano una sanzione da un miliardino. Triplicata. I banchieri avrebbero fatto affari con paesi sotto embargo, e avrebbero continuato a farlo anche quando pizzicati dalle autorit\u00e0 americane. Si tratterebbe della multa pi\u00f9 alta mai pagata da una banca in America. Il record, di due anni fa, era di <strong>Hsbc<\/strong> che vers\u00f2 1,2 miliardi per aver riciclato i dollari dei narcotrafficanti. Il quel caso, visto che si raggiunse un accordo con il dipartimento di giustizia, venne coniato il termine (solo per le tangenti bancarie anglosassoni): too big to jail, troppo grandi per la galera. Il ministro delle Finanze francesi si \u00e8 presentato in America per fare lobby, ma il procuratore generale lo ha spaventato e in un video ha detto che nessuna banca \u00e8 pi\u00f9 too big to jail. Si \u00e8 dimenticato del passato.<br \/>\nMercoled\u00ec c\u2019\u00e8 poco da segnalare. Non vorrete commentare <strong>Bernie Ecclestone<\/strong>. Il boss della F1 si presenta al tribunale di Monaco con aereo privato, limo, traduttrice privata, stuolo di avvocati e parcheggia nel sotterraneo riservato ai giudici. Con questa pattuglia di assistenti ascolta il suo accusatore che la spara: Bernie mi ha offerto una mazzetta di 80 milioni di dollari per cedere la sua quota della F1. E mi ha anche spiegato che conveniva farlo a Singapore, perch\u00e9 si tratta di un porto sicuro: non paghi le tasse e non ti beccano. Peanuts. Bernie prende il suo jet e se ne va: altro che Maltauro. Gioved\u00ec ci si diverte. I giudici cinesi mettono sotto accusa l\u2019inglese <strong>Gsk<\/strong>. Il colosso farmaceutico avrebbe pagato stecche a non finire su tutto il territorio cinese, per vendere i suoi medicinali al prezzo otto volte superiore al resto del mondo. Gi\u00e0 sentita questa storia. L\u2019indagine va avanti da 10 mesi. Il gruppo licenzia alcuni manager di vertice. Nell\u2019ultimo trimestre del 2013 Gsk, vede crollare le vendite in Cina quasi del 30%. Le autorit\u00e0 parlano di \u00abcorruzione su larga scala\u00bb.<br \/>\nMa torniamo alle nostre banchette. Proprio nel giorno delle indagini su Bazoli &amp; Pesenti, scopriamo che una delle pi\u00f9 grandi istituzioni americane, <strong>Citi<\/strong>, licenzia 11 dirigenti chiave in Messico. Avrebbero prestato 400 milioni di dollari, grazie all\u2019emissione di fatture false e senza vedere indietro il becco di un quattrino. Poca roba rispetto all\u2019indagine aperta contemporaneamente in Massachusetts, sulla medesima controllata di Citi in Messico, per un\u2019ipotesi di riciclaggio del narcotraffico.<br \/>\nVenerd\u00ec scopriamo, sempre sulla prima pagina del Ft, che il capo di <strong>Deutsche bank<\/strong> se la prende con i propri trader. Invia loro una mail dicendo di non dire pi\u00f9 parolacce. \u00ab\u00c8 tutto registrato e al prossimo scandalo (del genere manipolazione tassi di interesse) farebbe molto male alla reputazione della banca, vedere il linguaggio scurrile con cui parlate\u00bb \u00e8 pi\u00f9 o meno il senso della richiesta. Venerd\u00ec \u00e8 un giorno buono per la stampa specializzata in corruzione, cio\u00e8 quella finanziaria. Ci sono i broker americani che pagano prostitute per i propri clienti, c\u2019\u00e8 la casa automobilistica che non cambia elettronica difettosa e potenzialmente mortale, c\u2019\u00e8 il tycoon brasiliano che vende le sue azioni il giorno prima del fallimento e nessuno lo pu\u00f2 toccare. Insomma c\u2019\u00e8, come sempre, di tutto.<br \/>\nResta il fatto che siamo dei dilettanti. Ma dei professionisti nel pensare presuntuosamente di essere peggio di tutti al mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Siamo dei principianti. In tema di stecche, tangenti, corruzione, mazzette siamo dei principianti. Questa settimana sembrava essere andata alla grande. Si parte con il milioncino dell\u2019Expo, si passa per i finanzieri Magnoni, addirittura si pizzica Nanni Bazoli con i suoi amici bresciani e poi Giampiero Pesenti e la barca con lo sconto grazie al leasing dell\u2019Ubi. Come sempre si propongono nuove leggi e maggiori pene. Ma non ci siamo. Bastava sfogliare il Financial Times di questa settimana e accorgersi che, rispetto al resto del mondo, siamo dei dilettanti. Occorre imparare. A smazzettare, si intende. Luned\u00ec si parte con Barclays. Ancora, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2014\/05\/19\/sulle-tangenti-siamo-dei-dilettanti\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[22],"tags":[15783,50103,133,12480,249058,6748,15821,50105],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1373"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1373"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1373\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1376,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1373\/revisions\/1376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}