{"id":1397,"date":"2014-06-04T19:09:13","date_gmt":"2014-06-04T17:09:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1397"},"modified":"2014-06-04T19:09:13","modified_gmt":"2014-06-04T17:09:13","slug":"renzi-e-quelle-nomine-alle-ferrovie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2014\/06\/04\/renzi-e-quelle-nomine-alle-ferrovie\/","title":{"rendered":"Renzi e quelle nomine alle Ferrovie"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/06\/moretti-insieme-premier-315843_tn1.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/06\/moretti-insieme-premier-315843_tn1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1402\" \/><\/a>Ma perch\u00e9 il governo Renzi ha scelto un uomo alla presidenza delle Ferrovie dello Stato? Vi sembrer\u00e0 una domanda retorica e del cavolo. Mica tanto se si prendono a riferimento le nomine tutte al femminile fatte dal governo per le partecipazioni statali. Forse perch\u00e9 il presidente delle Fs ha un bel po\u2019 di poteri, a differenza delle sue neocolleghe? Nooooo. Tra poco vedremo meglio.<br \/>\nLa vera domanda, riguardo chi guider\u00e0 i trenini, \u00e8 per\u00f2 un\u2019altra. <strong>Per quale misterioso motivo \u00e8 stato rinnovato tutto il consiglio di amministrazione, che non era in scadenza.<\/strong> Formalmente non ce n\u2019era bisogno. Era necessario sostituire il capo azienda, Mauro Moretti, che \u00e8 stato spostato dal medesimo governo in Finmeccanica (ma al doppio dello stipendio, ben meritato, se no Moretti, ora che tecnicamente pu\u00f2, ci bombarda). Il numero due del gruppo (Michele Mario Elia) avrebbe preso il suo posto e tutto sarebbe potuto finire l\u00ec. E invece no: si \u00e8 voluto rinnovare l\u2019intero consiglio. Fare fuori il vecchio presidente (Cardia era l\u2019ultima scelta lettiana, inteso come Gianni) e procedere alla nomina di un totale di nove consiglieri. Quattro in pi\u00f9 rispetto alla passata gestione.<br \/>\n<strong>Ricapitoliamo: il consiglio poteva essere completato facendo salire come amministratore Elia, e invece il governo Renzi ha fatto secchi tutti e, gi\u00e0 che c\u2019era, ha aumentato le poltrone in piazza della Croce rossa.<\/strong> Il ministro Lupi avrebbe voluto mantenere quota cinque, semmai mediare per sette. Ha perso su tutta la linea: si \u00e8 arrivati a nove. Di questi, un paio sono attribuibili proprio a lui. Elia, l\u2019ad, \u00e8 un manager vicino a Moretti, che addirittura in una messa pasquale nel saluto ai dirigenti (sacro e profano) aveva assicurato la continuit\u00e0 in azienda con il suo Elia.<br \/>\n<strong>Marcello Messori, il nuovo presidente, \u00e8 stato pescato invece nella pattuglia dei dalemiani.<\/strong> Possiamo dunque semplificare: quota ministro dell\u2019Economia, Padoan. O sarebbe meglio dire dal gruppo di Italiani Europei, la fondazione di \u00abBaffino\u00bbda cui proviene proprio il ministro dell\u2019Economia, azionista delle Ferrovie.<br \/>\nPrima chiave di lettura sulle presidenze assegnate da Renzi in questa tornata di nomine. Le donne hanno pochi poteri, ma spolverano l\u2019immagine del governo. Un solo presidente confermato: De Gennaro a Finmeccanica. Grazie all\u2019alto servizio reso nelle forze dell\u2019ordine e a un certo rapporto con l\u2019alto Colle. Anche se appena arrivato Moretti ha subito ridimensionato le deleghe di De Gennaro, che ha perso comunicazione e relazioni esterne. E anzi, quel duro di Moretti non fa mistero di voler comandare su tutto e tutti: ha reintrodotto i badge per i dirigenti, ne ha licenziato uno dopo poche ore e gi\u00e0 tagliato consulenze e contrattini per molti ex finmecca. Vabb\u00e8, ne riparleremo.<br \/>\nRitorniamo all\u2019ex regno di Moretti, e cio\u00e8 le Ferrovie. Dicevamo che il governo Renzi, zitto zitto, ha proceduto a un bel pacchettino di nomine, aumentando, con poca logica economica, i posti in consiglio.<br \/>\n<strong>I due consiglieri di Lupi, sono una donna e un uomo. Daniela Carosio <\/strong>\u00e8 un caso niente male. Fino a pochi mesi fa direttore delle relazioni esterne proprio delle Fs (sponsorizzazioni, pubblicit\u00e0 ed eventi), dopo una serie di scontri era stata fatta fuori proprio da MM. Ritorna in azienda come consigliere. Un bello schiaffetto e una perfida rivincita che Lupi si deve essere preso contro un ad che faceva tutto per conto suo. <strong>Il secondo consigliere di Lupi \u00e8 Giuliano Frosini, ex capo di gabinetto di Bassolino, buoni rapporti con i cattolici e la sinistra, e capo delle relazioni istituzionali di Terna.<\/strong> Ingegnere, con qualche conflitto quando si discuter\u00e0 di reti ad alta tensione ed elettricit\u00e0 in Ferrovie (soprattutto alla luce dei tagli agli aiuti che il ministro Guidi intende varare entro la fine di giugno).<br \/>\nTolti presidente e amministratore delegato, e i due \u00ablupiani\u00bb restano cinque consiglieri. Tutti in quota Renzi. Anche se ovviamente con sfumature diverse. Un altro responsabile di affari istituzionali ed esperto di comunicazione (e cos\u00ec arriviamo alla bellezza di tre su nove consiglieri)<strong> \u00e8 Simonetta Giordani. Ex sottosegretario alla Cultura con Letta non ha l\u2019obbligo dell\u2019anno sabbatico, poich\u00e9 cultura e binari non si incrociano, ma potrebbe avere qualche imbarazzo riguardo alle Grandi Stazioni. <\/strong>Societ\u00e0 controllata oltre che dalle Ferrovie anche dal gruppo Benetton, dove la Giordani si \u00e8 occupata appunto di affari istituzionali. La Giordani \u00e8 una renziana della prima ora. Cos\u00ec come Federico Lovadina, se \u00e8 lo stesso <strong>Lovadina (sul sito delle Fs non si rintracciano ancora i curriculum) nominato da Renzi sindaco in una partecipata fiorentina. Tributarista, ha iniziato la sua carriera insieme al ministro Boschi, nello studio di Francesco Bonifazi.<\/strong> Con un profilo meno smaccatamente toscano (i contatti ci sono con Firenze) anche i rimanenti tre consiglieri. Anche se Vittorio Belinguardi Clusoni, ex Sea e Trenord, potrebbe sembrare un \u00ablupiano\u00bb, il tam tam della politica romana lo attribuisce (chiss\u00e0 se \u00e8 vero) a un accordo tra Renzi e Denis Verdini. Ah, saperlo, scriverebbe Dagospia.<br \/>\nQuello che noi possiamo sapere \u00e8 che il cda delle Fs \u00e8 lievitato da cinque a nove. Che in esso ci sono tre esperti di relazioni esterne (attesi miglioramenti per la rivista Frecciarossa). E che l\u2019aumento di queste poltrone non sembra sia dettato da nulla, se non da la voglia di occuparle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ma perch\u00e9 il governo Renzi ha scelto un uomo alla presidenza delle Ferrovie dello Stato? Vi sembrer\u00e0 una domanda retorica e del cavolo. Mica tanto se si prendono a riferimento le nomine tutte al femminile fatte dal governo per le partecipazioni statali. Forse perch\u00e9 il presidente delle Fs ha un bel po\u2019 di poteri, a differenza delle sue neocolleghe? Nooooo. 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