{"id":1551,"date":"2014-08-05T11:24:30","date_gmt":"2014-08-05T09:24:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1551"},"modified":"2014-08-05T11:24:30","modified_gmt":"2014-08-05T09:24:30","slug":"diario-di-un-pendolare-di-lusso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2014\/08\/05\/diario-di-un-pendolare-di-lusso\/","title":{"rendered":"Diario di un pendolare di lusso"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/08\/image.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/08\/image.jpg\" alt=\"\" width=\"665\" height=\"221\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1555\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/08\/image.jpg 665w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2014\/08\/image-300x99.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 665px) 100vw, 665px\" \/><\/a>Chi scrive \u00e8 un pendolare. Di lusso. In viaggio tra Roma e Milano. Le ho provate tutte: Alitalia, Easyjet, Trenitalia e Italo e le molteplici combinazioni con le relative stazioni. L&#8217;idea di questo diario nacque a cena da quel membro del cda di Alitalia. Ospite d&#8217;onore un superbanchiere. Si diceva: uno degli italiani pi\u00f9 influenti al mondo. Sar\u00e0, ma a capotavola sedeva un altro peso massimo: Fabrizio Palenzona, presidente degli Aeroporti di Roma.<\/p>\n<p>Dopo mezz&#8217;ora di crisi economica e lentezze italiane, la conversazione si sposta sui gabinetti di Fiumicino. I primi intesi come latrine, il secondo come aeroporto. La tesi di chi scrive era semplice. <strong>Se la porta d&#8217;ingresso per l&#8217;Italia ha quei gabinetti, non lamentiamoci dell&#8217;idea che gli stranieri si fanno di noi: maleodoranti, spesso out of order, antiquati, piazzati nei posti sbagliati e affollati<\/strong>. Ci fu chi disse: i cessi di Fiumicino metafora dell&#8217;Italia. Non esageriamo, disse Palenzona, ma li metteremo in ordine.<\/p>\n<p>Da qui nasce il diario semiserio, semieconomico di un pendolare di lusso.<\/p>\n<p>AEROPORTO DI ROMA<em> (# si veda precisazione a fondo pagina)<\/em><br \/>\nSi potrebbe anche dire: se lo conosci lo eviti. Discorso analogo vale per altri grandi scali europei. Parigi \u00e8 un labirinto: atterri sempre a chilometri di distanza dal terminal giusto. Francoforte, ordinato per carit\u00e0, ma freddo come un obitorio. A Londra se hai anche solo una boccettina di liquido sei ad un passo dalla galera. Ma ritorniamo a Roma.<\/p>\n<p>Palenzona aveva ragione e nel primo terminal, quello dei pendolari, sono arrivati gabinetti nuovi per tutti. Per il resto ci sarebbe molto da dire. A partire dalla sicurezza (certo pensando a quella di Heathrow \u00e8 una bazzecola) che \u00e8 diventata una tortura. Non per gli addetti, ma per quella regola idiota per la quale un paio di Car shoes \u00e8 allarmante se indossato a Roma, ma non a Linate.<br \/>\n Solo da un paio di settimane poi i responsabili della viabilit\u00e0 dell&#8217;aeroporto hanno pensato di mettere gli autisti nel parcheggio, liberando cos\u00ec il traffico da macchine blu parcheggiate una sull&#8217;altra. Meglio tardi che mai. Gira infine una leggenda tra gli addetti ai lavori. A Fiumicino manca un rilevatore elettronico dei fulmini, dunque quando arriva uno scroscio si bloccano le operazioni di rifornimento e nascono cos\u00ec gli ingorghi.<\/p>\n<p>STAZIONI FERROVIARIE<br \/>\nPerch\u00e9 sia consentito ad un preciso gruppetto di tassisti delinquenti (pare senza licenza) di impazzare alla Stazione Termini di Roma resta un mistero. Al pari degli zingari (o come diavolo \u00e8 corretto definirli) con i bagagli, cos\u00ec questi tassisti decisamente italiani provano a fregare lo sprovveduto. Per il resto prendere il treno (ora anche Italo) per Milano \u00e8 una gioia, se si \u00e8 abituati ai chilometri di Fiumicino.<\/p>\n<p>Per arrivare alla stazione Termini o Tiburtina la metro \u00e8 comoda. Fino a poche settimane fa, passare dalla metro Tiburtina al binario della stazione era questione di pochi passi e minuti. Il treno si prendeva al volo. Ma i geni cosa ti hanno pensato? Troppo comodo e soprattutto poco profittevole. Ora si \u00e8 obbligati a fare una gimkana (c&#8217;\u00e8 addirittura una guardia giurata che impedisce la scorciatoia) che prevede l&#8217;uscita dalla stazione, poi due rampe di scala mobile, il conseguente passaggio davanti ad una decina di negozi e infine una nuova rampa in discesa per arrivare alla banchina del treno.<\/p>\n<p>Questo obbligo al lookie lookie (come lo chiamano i venditori di cianfrusaglie a Bangkok) meriterebbe l&#8217;attenzione di un garante o, in alternativa, di uno psichiatra. La cosiddetta Centrale di Milano non \u00e8 male e gode del non superabile record mondiale di lentezza delle otto scale mobili installate per salire al piano treni.<\/p>\n<p>Degne di nota le sale di aspetto di Italo, che devono essere state disegnate e pensate dai responsabili della viabilit\u00e0 di Fiumicino in collaborazione con lo scenografo, invecchiato, di Arancia meccanica, o, in subordine, da un architetto amico di Montezemolo. Per fortuna ci sono i dipendenti di Italo, giovani, educati. Uno dei buoni motivi per comprare un biglietto su quel treno.<\/p>\n<p>ITALO O TRENITALIA<br \/>\nFate un po&#8217; voi. Gira che ti rigira, senza alcuna pretesa di scientificit\u00e0, <strong>Italo sembra costare sempre un po&#8217; meno e metterci sempre un po&#8217; di pi\u00f9.<\/strong> La prima classe e il cibo sono le due differenze sostanziali. La prima di Italo \u00e8 niente male, ma affollata. L&#8217;hanno chiamata Club, non si capisce se ispirandosi pi\u00f9 a Berlusconi o ai Verdurin. Quella di Trenitalia, costosissima, \u00e8 per pochi (direi sei fortunati). Sembra di stare in una carrozza disegnata per un film sul Far West diretto da Sergio Leone.<\/p>\n<p>Peccato che l&#8217;ex boss burberone Moretti abbia considerato poco dignitoso per la sua schiena sempre dritta, prevedere delle poltrone reclinabili completamente. La prima classe di Trenitalia vi vende tanto spazio, ma vi obbliga a stare dritti come se aveste una scopa infilata nella camicia.<\/p>\n<p>Sul menu di bordo c&#8217;\u00e8 poco da fare. Fino a quando Italo si ostiner\u00e0 a dare cibo per uomini servito in scatolette per cani, e ricette studiate dal fighettismo radical chic di Eataly, saranno sempre pi\u00f9 gustosi i biscotti Ringo e le patatine Chipster ammazza-fegato vendute delle Ferrovie. Premio gabinetto pulito a Italo. Premio gentilezza personale a Italo. Premio cibo (e ci voleva poco) alle Ferrovie.<\/p>\n<p>ALITALIA O EASYJET<br \/>\nAlternativa oziosa. <strong>Per un pendolare Milano-Roma, la scelta si deve allargare anche ai treni. Prezzo e tempi sono ovviamente le variabili. Ma non \u00e8 da trascurare il porto di partenza e approdo. <\/strong>Favoloso partire da Linate (da cui si tiene volutamente lontana ogni fermata della metro). Pessimo atterrare a Fiumicino.<br \/>\nEra ottima la Tiburtina, fino a poco tempo fa, buona Termini, cos\u00ec cos\u00ec la Centrale, Niente male, nella sua semplicit\u00e0, la milanese Rogoredo, pessima nella sua inutile confusione Garibaldi. Avete provato ad arrivare e pensare di parcheggiare un motorino o una bicicletta nella stazione intitolata al patriota? Non fatelo. Avete provato a prendere un amico all&#8217;arrivo dei treni da Roma, infilandovi con la vostra auto nel budello prospiciente la stazione? Non fatelo. O, se proprio insistete, vi renderete conto di come il sindaco Pisapia, se si sforza, possa assomigliare al suo omologo romano. <\/p>\n<p>Ritornando agli aerei. Da quando Alitalia si \u00e8 dotata dei pi\u00f9 economici, ma scomodi, Embraer, le differenze a bordo con Easyjet praticamente non ci sono. Se non che gli arancioni vi offrono la colazione a pagamento e un muffin al cioccolato buono, ma pensato per nutrire la dimensione oversize di un ex nuotatore della Germania Est. Alitalia costa generalmente di pi\u00f9, ma non \u00e8 detto. Ha molti pi\u00f9 voli e soprattutto vi frega con le Mille Miglia. Se il biglietto \u00e8 pagato da terzi, si intascano comunque punti preziosi per futuri (e improbabili) viaggi gratis che gli arancioni di Easyjet non prevedono.<\/p>\n<p><strong>La morale di questo incompleto diario \u00e8 che sulla tratta Milano-Roma vi \u00e8 una grande concorrenza. E che guardare solo a quella tra vettori aerei \u00e8 miope. La concorrenza ha fatto bene anche ai treni. E si sente. <\/strong>Ma c&#8217;\u00e8 un grande buco nero: i porti di arrivo e partenza, veri monopoli naturali.<br \/>\n<strong>Le stazioni e soprattutto gli aeroporti sembrano gestiti solo con la logica della rendita.<\/strong> Ci siamo affaticati a fare regole su regole per i vettori, ma ci siamo dimenticati di controllare, vigilare e, semmai, sanzionare i monopolisti naturali che del cliente se ne fregano. Gran parte dei ritardi degli aerei dipende dagli aeroporti, cos\u00ec come gran parte del vostro cattivo umore nel prendere un treno (parliamo ovviamente solo dell&#8217;alta velocit\u00e0) dipende dal modo in cui vi hanno accolto e portato nella stazione ferroviaria.<\/p>\n<p>#precisazione di Aeroporti di Roma<br \/>\n<em>Gentile Direttore,<br \/>\nnella rubrica \u201cZuppa di Porro\u201d pubblicata ieri su Il Giornale, l\u2019estensore dell\u2019articolo ha redatto un diario delle sue esperienze di viaggiatore lungo l\u2019asse Roma \u2013 Milano e nel farlo ha scritto anche della nostra azienda. Premesso che \u201cil cliente ha sempre regione\u201d, quando parla delle sue esperienze vissute, anche se scrive da giornalista, ci preme fornire qualche chiarimento. Nel suo pezzo Nicola Porro parla positivamente (e di questo lo ringraziamo) delle nuove toilette: Porro ha visitato solo quelle del Terminal 1, ma ci teniamo a sottolineare che sono state completamente ristrutturare in tutto l\u2019aeroporto. Porro si lamenta, invece, dei controlli di sicurezza, sui quali l\u2019aeroporto di Fiumicino ha raggiunto livelli d\u2019attesa che lo pongono tra i migliori aeroporti europei: mediamente il viaggiatore attraversa i varchi in appena 4 minuti. E se il controllo \u00e8 percepito come troppo scrupoloso, lo \u00e8 a beneficio della sicurezza.  Vorremmo, inoltre, rassicurare il dottor Porro che, contrariamente alla \u201cleggenda metropolitana\u201d, l\u2019aeroporto di Fiumicino \u00e8 dotato del cosiddetto \u201crilevatore elettronico dei fulmini\u201d. Un\u2019ultima annotazione, per chiarezza: il ritardo di un volo non \u201cdipende dagli aeroporti\u201d, ma da una serie di fattori per la maggior parte esterni al Gestore aeroportuale, in primis l\u2019intasamento dello spazio aereo in Paesi vicini. Ad ogni buon conto il Leonardo da Vinci viaggia su ottime medie di puntualit\u00e0, intorno all\u201980%. Ma tutto ci\u00f2 premesso c\u2019\u00e8 ancora moltissimo da fare per rendere l\u2019aeroporto un degno biglietto da visita del Paese. E, gli ottimi risultati ottenuti a valle della integrazione nel Gruppo Atlantia nella percezione del cliente (Fiumicino nel primo trimestre 2014 per la prima volta ha superato Madrid, Parigi \u2013 Charles de Gaulle, Francoforte) ci incitano a fare sempre di pi\u00f9, sui collegamenti ferroviari (anche se non di nostra diretta competenza), sulle attivit\u00e0 di Handling, sul comfort dei passeggeri.<\/p>\n<p>Cordiali saluti<br \/>\nUfficio Stampa Aeroporti di Roma<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chi scrive \u00e8 un pendolare. Di lusso. In viaggio tra Roma e Milano. Le ho provate tutte: Alitalia, Easyjet, Trenitalia e Italo e le molteplici combinazioni con le relative stazioni. L&#8217;idea di questo diario nacque a cena da quel membro del cda di Alitalia. Ospite d&#8217;onore un superbanchiere. Si diceva: uno degli italiani pi\u00f9 influenti al mondo. 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