{"id":1752,"date":"2015-03-15T18:42:20","date_gmt":"2015-03-15T17:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1752"},"modified":"2015-04-03T23:32:54","modified_gmt":"2015-04-03T21:32:54","slug":"la-ricchezza-di-mr-smith","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2015\/03\/15\/la-ricchezza-di-mr-smith\/","title":{"rendered":"La Ricchezza di Mr. Smith"},"content":{"rendered":"<p>Adam Smith ha un record: \u00e8 forse il filosofo ed economista liberale pi\u00f9 conosciuto e meno letto che esista. Marx deve gran parte della sua influenza popolare anche al fatto che il suo Manifesto fu scritto in modo sintetico e semplice. Smith nel 1776 scrisse l\u2019Opera, monumentale, il punto di riferimento di ogni liberale: La Ricchezza delle Nazioni. <strong>Scopre che la ricchezza di una nazione \u00e8 il Prodotto e non la valuta depositata nel forziere del re, ci racconta come la divisione del lavoro ci renda pi\u00f9 ricchi, e tra le tante cose detta un decalogo favoloso su come si deve impostare una tassa giusta.<\/strong> Oggi che si parla di reddito di cittadinanza andate a vedere cosa scriveva lo scozzese. I dazi agli asiatici, le parcelle dei notai, le aggressioni ad Uber, il finanziamento della banda larga da parte dello Stato: tutti temi anticipati da Smith quando la rivoluzione industriale era ancora in culla. Ma la Ricchezza \u00e8 complessa e lunga. Lucio Colletti, ancora marxista, lo defin\u00ec, nell\u2019introduzione ai tre volumi pubblicati nel 1976 da Newton Compton, come \u201cl\u2019esordio dello sviluppo economico, il vero Vangelo del mondo moderno. Il lettore sar\u00e0 preso da quella leggera vertigine, da quella sensazione di irresistibile euforia che si accompagna ad ogni uscita in mare aperto\u201d. Ecco vi consigliamo di non azzardarvi a mettervi per mare se non avete molta molta pazienza e capacit\u00e0. Per questi banali motivi ha fatto non bene, ma strabene l\u2019Istituto Bruno Leoni a pubblicare in Italia in forma di ebook La ricchezza delle Nazioni in pillole, di Eamonn Butler. Non sentitevi diminuiti nel leggere questa versione. E se volete fare i fenomeni utilizzate l\u2019escamotage che ogni intellettuale della gauche caviar usa con sapienza quando parla di un classico: \u201cl\u2019ho appena riletto\u2026\u201d. Ecco fate finta di aver appena riletto Smith, anche se in pillole.  Butler (nomen omen) vi servir\u00e0 un piatto ben guarnito: render\u00e0 moderni nel loro linguaggio e sintetici nei loro contenuti i cinque libri della Ricchezza. <strong>Vi fornir\u00e0 in corsivo le frasi pi\u00f9 celebri: dalla benevolenza del macellaio nel venderci una buona bistecca alla cospirazione per restringere i commerci da parte delle corporazioni<\/strong>. E infine spiega in modo attuale i fondamenti delle teorie economiche di Smith, con cenni sull\u2019evoluzione teorica. Butler sembra un grande smithiano, non indulge a interpretazioni socialiste delle pagine della Ricchezza (pensate a quanto si prestino le pagine della Ricchezza dedicate all\u2019intervento dello Stato nelle opere pubbliche), ma non lo perdona sulle sue teorie meno brillanti, come quelle del valore. Dunque un classico da rileggere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Adam Smith ha un record: \u00e8 forse il filosofo ed economista liberale pi\u00f9 conosciuto e meno letto che esista. Marx deve gran parte della sua influenza popolare anche al fatto che il suo Manifesto fu scritto in modo sintetico e semplice. Smith nel 1776 scrisse l\u2019Opera, monumentale, il punto di riferimento di ogni liberale: La Ricchezza delle Nazioni. 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