{"id":1787,"date":"2015-04-19T22:28:13","date_gmt":"2015-04-19T20:28:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1787"},"modified":"2015-04-19T22:28:13","modified_gmt":"2015-04-19T20:28:13","slug":"ciao-renato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2015\/04\/19\/ciao-renato\/","title":{"rendered":"Ciao Renato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2015\/04\/renato.jpeg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2015\/04\/renato.jpeg\" alt=\"renato\" width=\"278\" height=\"181\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1788\" \/><\/a>La cosa che per prima colpiva noi giovani liberali, spesso neanche maggiorenni, di Renato Altissimo era la sua abbronzatura. Ma era, appunto, solo la prima impressione.<br \/>\nDue sere fa \u00e9 mancato. E per chi alla fine degli anni 80 ha creduto nel Partito liberale, questa scomparsa rappresenta una botta. Altissimo per noi giovani della Gli (cos\u00ed si chiamavano gli under 26 iscritti al partito liberale pre-mani pulite) \u00e9 stato il Segretario. Chi ha passato qualche anno della propria vita a via Frattina, la sede storica del Pli, sapeva che Altissimo era sempre l\u00ed. A due passi sempre vicino a lui Luca de Martino, al piano di sotto, lo stanzone della direzione, di fronte gli uffici dei funzionari e quello di Camillo Ricci, la sua ombra stampa. E ancora un piano pi\u00fa sotto Gregorio Fontana che ieri, come oggi, si occupava di organizzazione interna del partito.<br \/>\nRenato Altissimo doveva fare i conti con il partito pi\u00fa storico della prima repubblica, con la sua proverbiale litigiosit\u00e1, ma al contempo si era circondato di giovani ragazzi, che in quella organizzazione innestavano linfa vitale.<br \/>\nPoi \u00e9 arrivata Mani pulite: si pensava di esserne fuori. E poi le indagini su de Lorenzo, e la crisi e il congresso che vide prevalere Raffeale Costa. Altissimo per noi giovani liberali, se ancora non lo aveste capito, era qualcosa di pi\u00fa di un leader politico. Anche in quelle ore veramente drammatiche, in cui perdemmo la nostra verginit\u00e1, non riuscivamo a farne una colpa ad Altissimo. Con le sue sigarette, la sua perenne tazza di caffe americano in mano, i suoi week end in costa azzurra, alla fine Renato era sempre e comunque uno di noi. Gli piaceva il nostro partito, gli ha decicato la sua vita, almeno quella che ho conosciuto. Era appassionato come pu\u00f3 esserlo un liberale, che mantiene sempre quell&#8217;arietta blas\u00e9 di chi ha vissuto ben altro. S\u00ed certo, per noi destri liberali, era troppo social, troppo affascinato dall&#8217;aura di Craxi. Ma con il senno di poi, aveva forse torto? Era quello un brandello di moderinit\u00e1, sia pure arrogante, per tratti marcia, che comunque Renato aveva intuito e ben compreso. Amava le imprese, anzi l&#8217;industria da cui per storia familiare proveniva. La conosceva nelle sue viscere e ci parlava da pari a pari. Quanto pi\u00fa lontano si possa immaginare dall&#8217;aristocratico snobismo di un Malagodi, ma al tempo stesso il migliore testimone di quella tradizione.<br \/>\nIl Pli finisce con mani pulite. Per molti di noi ha cessato di esistere un paio di sere fa al Gemelli di Roma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La cosa che per prima colpiva noi giovani liberali, spesso neanche maggiorenni, di Renato Altissimo era la sua abbronzatura. Ma era, appunto, solo la prima impressione. Due sere fa \u00e9 mancato. E per chi alla fine degli anni 80 ha creduto nel Partito liberale, questa scomparsa rappresenta una botta. Altissimo per noi giovani della Gli (cos\u00ed si chiamavano gli under 26 iscritti al partito liberale pre-mani pulite) \u00e9 stato il Segretario. Chi ha passato qualche anno della propria vita a via Frattina, la sede storica del Pli, sapeva che Altissimo era sempre l\u00ed. 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