{"id":1792,"date":"2015-04-22T08:55:14","date_gmt":"2015-04-22T06:55:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1792"},"modified":"2015-04-22T08:55:14","modified_gmt":"2015-04-22T06:55:14","slug":"le-pensioni-e-la-strada-facile-di-boeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2015\/04\/22\/le-pensioni-e-la-strada-facile-di-boeri\/","title":{"rendered":"Le pensioni e la strada facile di Boeri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2015\/04\/Tito-Boeri345.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2015\/04\/Tito-Boeri345-150x150.jpg\" alt=\"Tito-Boeri345\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1798\" \/><\/a><br \/>\nIl presidente dell\u2019Inps, Tito Boeri, \u00e8 molto abile. Ma, temiamo, politicamente spregiudicato. Da una parte ha proposto di garantire un reddito minimo agli over 55. Dall&#8217;altra ha messo in evidenza alcune incongruenze previdenziali che riguardano il nostro passato e alcune categorie specifiche di pensionati. Il tema \u00e8 caldo. In Italia chi esce dal lavoro in et\u00e0 avanzata si trova di fronte ad un grave problema di ricollocamento: troppo costoso per essere riassunto, troppo giovane per stare a casa. I massimi sforzi, anche se con scarsi risultati, sono rivolti alla disoccupazione giovanile e nei confronti di coloro che, <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2015-02-19\/istat-neet-giovane-quattro-peggio-solo-grecia--110610.shtml?uuid=ABdmkLxC\">sebbene giovani, vogliono fare nulla (si chiamno neet)<\/a>. Ci si dimentica che un quarantenne-cinquantenne espulso, per qualsiasi ragione, dal mercato del lavoro, \u00e8 oggi molto probabile che ne rimanga fuori per tutta la vita.<br \/>\nIl presidente dell\u2019Inps fa dunque bene ad indicare il problema. Il punto \u00e8 che la soluzione ricercata (cio\u00e9 alla fine dei conti trovare i quattrini necessari) pu\u00f2 essere peggiore. Si sta facendo largo l\u2019idea di toccare, ovviamente al ribasso, le pensioni pi\u00f9 elevate. Chi scrive sa perfettamente che con una spesa previdenziale per 240 miliardi di euro, il comparto \u00e8 quello dove vi \u00e8 pi\u00f9 ciccia. Ma come solo pochi giorni fa ha detto chiaramente Alberto Brambilla, ex capo del nucleo di valutazione della spesa pensionistica, <strong>la vera scorrrelazione tra quanto versato e quanto percepito (cio\u00e9 si incassa una pensione che non ha nulla a che vedere con i contributi versati) si ha per le pensioni pi\u00f9 basse.<\/strong> Quelle integrate al minimo. \u00c8 l\u00ec che si annida lo squilibrio pensionistico. Si erogano milioni di pensioni minime, che di minimo hanno anche i contributi versati nella vita lavorativa da chi le percepisce.<br \/>\nInsomma colpire i ricchi (che peraltro sono pochi e sono gi\u00e0 stati pizzicati da una molteplicit\u00e0 di riforme e blocchi di indicizzazione) per aiutare gli over 55, \u00e8 una \u201cboerata\u201d. Non perch\u00e9 il problema, come detto, non ci sia. Ma perch\u00e9 \u00e8 un modo per ottenere un plauso, senza affrontare alla radice il problema. Che purtroppo \u00e8 molto semplice. <strong>Abbiamo negli anni passati usato il sistema previdenziale come welfare, senza pensare che le generazioni future avrebbero pagato il conto. <\/strong><br \/>\nQuelle generazioni purtroppo sono diventate il presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il presidente dell\u2019Inps, Tito Boeri, \u00e8 molto abile. Ma, temiamo, politicamente spregiudicato. Da una parte ha proposto di garantire un reddito minimo agli over 55. 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