{"id":1815,"date":"2015-05-11T21:58:36","date_gmt":"2015-05-11T19:58:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1815"},"modified":"2015-05-11T21:58:36","modified_gmt":"2015-05-11T19:58:36","slug":"il-nuovo-scudo-fiscale-vola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2015\/05\/11\/il-nuovo-scudo-fiscale-vola\/","title":{"rendered":"Il Nuovo scudo fiscale vola"},"content":{"rendered":"<p>Un vero tesoretto per le nostre casse potrebbe davvero esserci. Ma si deve dire sottovoce. Poich\u00e9 esso dipende da un condono fiscale, anche se molto light rispetto a quelli del passato. E <strong>come tutti i tesoretti viene realizzato con i risparmi (anche se in nero od opachi) degli italiani<\/strong>. Nonostante i tre scudi fiscali del passato numerosi italiani hanno ancora quattrini depositati all\u2019estero. Per capirci la situazione di Gino Paoli, che \u00e8 stato intercettato e poi pizzicato con due milioni in un conto Svizzero. Il cantante non potr\u00e0 pi\u00f9 sanare la sua posizione e pagher\u00e0 caro; in molti si stanno precipitando dai propri consulenti per regolarizzare (pagando con lo sconto) le proprie posizioni ed evitare cos\u00ec la botta di Paoli.<\/p>\n<p>Ci sono tutte le premesse per un gran successo della cosiddetta Voluntary Disclosure. Avvocati, tributaristi, commercialisti e le banche di mezza Europa sono sommersi da richieste per far rientrare i capitali in Italia. Nel tam tam milanese si parla di 100mila conti per la sola Ubs, segue a quota 60mila la Bsi. E cos\u00ec andando. \u00c8 difficile fare previsioni sull\u2019entit\u00e0 finale dei rientri. Ma c\u2019\u00e8 oggi chi si spinge ad ipotizzare un successo simile a quello del primo scudo e dunque vicino ai 100 miliardi. Se ci\u00f2 dovesse avvenire si concretizzerebbe un vero tesoretto, inatteso e non ancora contabilizzato. Difficile sapere a quanto possa ammontare oggi. Per due ordini di motivi. Il primo \u00e8 l\u2019entit\u00e0 finale e reale dei nuovi scudi. E la seconda \u00e8 il costo degli stessi. A differenza del passato la procedura \u00e8 molto pi\u00f9 complessa. Ad essere super ottimisti (dal punto di vista del Tesoro) si potrebbe pensare ad un 10 per cento del totale: dunque sull\u2019ipotesi di 100 miliardi denunciati, si avrebbe una sopravvenienza di dieci miliardi per Renzi. Mica male.<br \/>\nIl meccanismo, a voler molto semplificare, prevede due formule. Una forfettaria, per chi rimpatria meno di due milioni, che porta ad un costo su quattro anni del 9 per cento. E una analitica (che si applica a chi non accetta la forfettaria o che ha pi\u00f9 di due milioni da scudare) che ha aliquote e sanzioni che cambiano da caso a caso.  Proprio queste differenze e articolazioni possono allungare i tempi del governo nel fare cassa. Entro la fine di settembre si devono chiudere tutte le pratiche. In concomitanza con la presentazione della dichiarazione dei redditi del 2014, che gi\u00e0 terr\u00e0 conto del patrimonio all\u2019estero. A quel punto l\u2019incartamento verr\u00e0 inviato ad un funzionario dell\u2019Agenzia delle entrate che esaminer\u00e0 l\u2019istanza e la autoliquidazione delle imposte e sanzioni che sono state calcolate dai consulenti dello scudato (s\u00ec lo so tecnicamente non \u00e8 uno scudo fiscale, ma abbiate pazienza). A quel punto se l\u2019agenzia accetta, si chiude tutto e il Tesoro incassa nel 2015. Se l\u2019Agenzia si mette di traverso, si apre un contradditorio e il rischio \u00e8 che la cosa si possa concludere solo nel 2016.<br \/>\nIl governo insomma ha tutta la volont\u00e0 perch\u00e9 si proceda speditamente. Tra pochi giorni \u00e8 attesa una fondamentale circolare da parte dell\u2019Agenzia realizzata con la formula delle domande e risposte che dovrebbe chiarire molti dubbi interpretativi: come trattare i prelievi o gli accessi alle cassette di sicurezza all\u2019estero? Solo per fare un esempio banale.  E tra poco il parlamento dovr\u00e0 esprimere il suo giudizio sul decreto legislativo del 21 aprile sul raddoppio dei termini di accertamento. Se passa la tesi di Renzi e di Padoan (insomma se l\u2019agenzia delle entrate e la sua nuova boss non si mettono mediaticamente di traverso come al solito) gli accertamenti non possono, come \u00e8 prassi oggi, andare indietro fino a 10 anni. O meglio possono farlo, in caso di reati, solo se individuati e denunciati nei termini pi\u00f9 brevi dell\u2019accertamento fiscale. Non vi rompete la testa. La cosa in effetti \u00e8 semplice: se passa, come \u00e8 praticamente certo, il decreto legislativo, ci sar\u00e0 un\u2019altra spinta al rimpatrio dei capitali.<br \/>\nTre sono i fattori finali che lo hanno reso cos\u00ec di successo:<br \/>\n1.\tA differenza dello scudo Svizzera&amp;co non fanno pi\u00f9 ostruzione, ma anzi spingono s chiudere posizioni non trasparenti<br \/>\n2.\tL\u2019introduzione da gennaio del reato di autoriciclaggio con pene fino a otto anni<br \/>\n3.\tMolti paesi bancariamente opachi, compresa la Svizzera, hanno firmato trattati di scambio di informazioni con l\u2019Italia.<br \/>\nChi resta l\u00ec, ora rischia. Di brutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Un vero tesoretto per le nostre casse potrebbe davvero esserci. Ma si deve dire sottovoce. Poich\u00e9 esso dipende da un condono fiscale, anche se molto light rispetto a quelli del passato. E come tutti i tesoretti viene realizzato con i risparmi (anche se in nero od opachi) degli italiani. Nonostante i tre scudi fiscali del passato numerosi italiani hanno ancora quattrini depositati all\u2019estero. Per capirci la situazione di Gino Paoli, che \u00e8 stato intercettato e poi pizzicato con due milioni in un conto Svizzero. 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