{"id":1822,"date":"2015-05-16T16:08:09","date_gmt":"2015-05-16T14:08:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1822"},"modified":"2015-05-16T16:08:09","modified_gmt":"2015-05-16T14:08:09","slug":"volare-in-italia-buona-fortuna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2015\/05\/16\/volare-in-italia-buona-fortuna\/","title":{"rendered":"Volare in Italia? Buona fortuna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2015\/05\/alitalia.jpeg\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/files\/2015\/05\/alitalia-150x150.jpeg\" alt=\"alitalia\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1823\" \/><\/a>Il nostro sistema dei trasporti \u00e8 un bell\u2019esempio di come dovrebbe funzionare l\u2019Italia e di come in realt\u00e0 non funzioni. Per un momento togliamo dallo scenario i trasporti pubblici e locali. Che poi sono quelli che fanno pi\u00f9 danni. Uno sciopero o un malfunzionamento di una metropolitana cittadina crea disagi che tutti ben conoscono. Stesso discorso per le ferrovie dello Stato. Esse stesse si definiscono la metropolitana d\u2019Italia, e quando un loro pezzettino si inceppa, i guai sono fortissimi. Solo la rassegnata pazienza dei pendolari pu\u00f2 accettare la tortura quotidiana di utilizzare alcune tratte locali cos\u00ec mal gestite da far pensare al terzo mondo.<br \/>\nNo, in questo caso vogliamo parlare dei trasporti nobili. Quelli che sono gestiti dai privati. Insomma il sistema aeroporti-aerolinee. I fatti di cronaca li sapete. Un piccolo incendio dalle grandi conseguenze ha bloccato il terminal meno importante di Fiumicino. Senza che nessuno ve lo dica ufficialmente, Alitalia ogni giorno cancella voli per i casini che derivano proprio dalle conseguenze di quel fal\u00f2. E per di pi\u00f9 ci\u00f2 avviene soprattutto nella tratta nazionale a pi\u00f9 alta frequenza (Roma-Milano). Non capiamo perch\u00e9 Alitalia faccia finta di niente, o forse lo capiamo benissimo, ma se per colpa di un fornitore un imprenditore rischiasse di perdere definitivamente clienti (la concorrenza dell\u2019alta velocit\u00e0 sulla medesima tratta \u00e8 fortissima) farebbe fiamme e fuoco. Se possiamo usare questa metafora, pertinente, ma un po\u2019 pericolosa in questa occasione. O come minimo un comunicato. Affari loro. Ma anche un po\u2019 nostri. Ieri il malfunzionamento di un radar, sempre sulla dorsale romano-tirrenica, ha creato ulteriori disagi e ritardi. E a pagare? Beh \u00e8 ovvio: sempre l\u2019ex compagnia di bandiera e a scendere i suoi clienti comprensibilmente imbufaliti. Compagnia che \u00e8 privata e, per un pezzo importante, a capitale straniero. I radar sono gestiti da un\u2019impresa pubblica e in questo caso gli aeroporti centrano nulla.<br \/>\nNon vogliamo farla facile. E sappiamo che, come ad esempio nell\u2019efficiente Germania, scioperi, contrasti, malfunzionamenti siano causa di grattacapi per tutte le compagnie di trasporto al mondo.<br \/>\nSemplicemente ai commensali che assaporano questa zuppa, vogliamo ricordare con Luigi Einaudi come la forza del capitalismo si basi sulla competizione, sulla concorrenza. Non \u00e8 detto che un privato svolga meglio del pubblico un\u2019impresa (spesso \u00e8 cos\u00ec), ma \u00e8 sicuro che la competizione spinga tutti a fare meglio.<br \/>\nNel settore aeroportuale tocca darsi una svegliata. Ci riempiamo la bocca di politiche industriali. Lasciatele perdere, dimenticatevi i piani e le pianificazioni. Fate funzionare gli interruttori pi\u00f9 banali per permettere uno sviluppo decente di questo paese. Radar, aeroporti, collegamenti con i centri cittadini, valgono pi\u00f9 di una finanziaria in termini di Pil e di immagine di un paese. Noi li gestiamo con la mano sinistra. I privati sono stati abilissimi nel gestire la parte commerciale (e ben venga, nulla contro), ma scarsamente attenti alla gestione del servizio. Se fossero su un mercato competitivo gli avrebbero scippato il business da anni. Se ragionassero come il signor Brambilla si adopererebbero perch\u00e9 tutti giri (anche ci\u00f2 che non dipende direttamente da loro) alla perfezione. Hanno invece un\u2019attitudine burocratica, spolverata di managerialit\u00e0. Spesso fastidiosa. La stazione, privatizzata della Tiburtina a Roma, obbliga i passeggeri provenienti dalla metropolitana a fare tre rampe di scale e perdere dieci minuti per scendere al binario (al posto di fare la strada breve e sotterranea che collegherebbe le stazioni in pochi secondi) al solo fine di fare il lookie lokkie (come dicono gli adescatori a Banckock) di negozi del primo e secondo piano. Deve essersela pensata un supermanager. Che ha ragionato cos\u00ec: valgono di pi\u00f9 gli affitti che mi danno i negozi o la soddisfazione e la velocit\u00e0 di raggiungere il treno da parte dei clienti?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il nostro sistema dei trasporti \u00e8 un bell\u2019esempio di come dovrebbe funzionare l\u2019Italia e di come in realt\u00e0 non funzioni. Per un momento togliamo dallo scenario i trasporti pubblici e locali. Che poi sono quelli che fanno pi\u00f9 danni. 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