{"id":1843,"date":"2015-07-08T15:05:21","date_gmt":"2015-07-08T13:05:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/?p=1843"},"modified":"2015-07-08T15:05:21","modified_gmt":"2015-07-08T13:05:21","slug":"altro-che-grecia-pensate-alla-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/porro\/2015\/07\/08\/altro-che-grecia-pensate-alla-cina\/","title":{"rendered":"Altro che Grecia, pensate alla Cina"},"content":{"rendered":"<p>La crisi greca ovviamente riscuote oggi grande attenzione. Ma rischia di farci sottovalutare torbidi ben pi\u00f9 cupi che si delineano all\u2019orizzonte.<br \/>\nIn un mese il mercato borsistico italiano ha perso circa l\u20198 per cento del suo valore. Pi\u00f9 o meno nello stesso periodo gli indici cinesi sono crollati del 30 per cento. Mentre in Europa ci si appassiona a Varoufakis e al suo successore, la pi\u00f9 importante economia del mondo sta subendo il calo pi\u00f9 forte di sempre sui suoi mercati finanziari.<br \/>\nSi dir\u00e0 che la Cina \u00e8 lontana. Mica tanto, pensando che sono proprio i capitali cinesi quelli che sono venuti da queste parti ad investire il loro surplus di risparmio. Gli scambi commerciali sono molto pi\u00f9 importanti con la lontana Cina, che con la vicina e piccola Grecia.<br \/>\nIl secondo temporale \u00e8 ancora pi\u00f9 vicino. E riguarda la Gran Bretagna. Ci sar\u00e0 un referendum per la sua partecipazione all\u2019Europa. Oggi ci preoccupiamo del 2% di Pil europeo rappresentato dalla Grecia e con qualche buona ragione, essendo questa azionista dell\u2019eruo; non stimiamo adeguatamente il rischio non solo politico, ma anche economico, di una possibile fuoriuscita democratica del Regno Unito da Bruxelles e la turbolenze che creer\u00e0 il suo prossimo referendum.<br \/>\nTerzo incomodo, la Russia. Gli scambi commerciali con Putin dei paesi europei valgono la bellezza di 300 miliardi di euro. Una montagna di quattrini, sotto l\u2019incudine delle sanzioni economiche. Una recente ricerca internazionale (Lena) ha stimato in 100 miliardi e due milioni di posti di lavoro europei in meno, il costo delle sanzioni a Mosca.<br \/>\nPurtroppo in finanza la mitridizzazione, la somministrazione a piccole dosi di un veleno affinch\u00e8 perda di efficacia, non funziona.<br \/>\nCrisi finanziaria in Cina, rischio Brixit e sanzioni Russe sono una minaccia concreta per la tenuta degli affari e dei redditi dei cittadini europei ben superiori al disastro greco. La nostra classe politica sembra distratta e non percepire il senso storico del momento in cui ci troviamo. Putin in una sua recente dichiarazione ha fatto notare come gli scambi commerciali con l\u2019Europa siano crollati, ma molto meno di quanto sia accaduto con gli Stati Uniti, che pure li hanno fortemente voluti.<br \/>\nIl caso greco dimostra come la classe dirigente europea sia ideologica, moralista, partigiana e come spesso avviene il pragmatismo anglosassone rischia di sopraffarci. Non sar\u00e0 un caso se tra i primi dieci paesi al mondo per crescita non ve ne sia uno europeo. Continuiamo pure a pensare a Pericle, loro giocano con Swarzeneger.<br \/>\n<strong><br \/>\nps quello che avete letto \u00e8 il fondo del Giornale comparso oggi. Nella notte i mercati cinesi sono crollati. Non ci voleva un guru per prevederlo, bastava essere meno distratti dall&#8217;ombellico di bruxelles<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La crisi greca ovviamente riscuote oggi grande attenzione. Ma rischia di farci sottovalutare torbidi ben pi\u00f9 cupi che si delineano all\u2019orizzonte. In un mese il mercato borsistico italiano ha perso circa l\u20198 per cento del suo valore. Pi\u00f9 o meno nello stesso periodo gli indici cinesi sono crollati del 30 per cento. Mentre in Europa ci si appassiona a Varoufakis e al suo successore, la pi\u00f9 importante economia del mondo sta subendo il calo pi\u00f9 forte di sempre sui suoi mercati finanziari. 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